UnREAL, la serie che smonta a pezzi Temptation Island: dritti nel backstage dei reality

UnREAL analizza con occhio cinico il dietro le quinte di Temptation Island: ecco come si costruiscono personaggi, emozioni ed exploit nei reality televisivi.
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UnREAL – LeBisbetiche.com (Credits: Lovable)

Nuovo giro, nuova corsa: mercoledì 24 giugno Temptation Island è tornato a popolare gli schermi di Canale 5, per la gioia dei trash addicted.

Il “reality dei sentimenti”, prodotto da Fascino PGT e Banijay Italia, è ormai giunto alla sua 15esima edizione ma, nonostante una fisiologica stanchezza legata alle dinamiche ripetitive e ormai citofonate, regge ancora dignitosamente l’asticella dello share.

Nuova edizione, stessa minestra

Ogni anno, medesimo copione. C’è il Filippone nazionale, con le sue immancabili camicie bohémien. Ci sono le panoramiche con i droni, i primi piani di fidanzate lacrimose e i focus sui bellimbusti incolleriti che scagliano sgabelli e bottigliette d’acqua in stile Major League… e poi ci sono loro, i sedicenti tentatori.

Entrata in scena teatrale, liberamente ispirata ad Eyes Wide Shut, labbra pompate a 20 bar e pettorali più oliosi del fritto al mercato, gli avvenenti forieri di guai si pavoneggiano con consumata disinvoltura, nella speranza di rosicchiare in futuro qualche ospitata televisiva o — meglio ancora — la gloria sui social.

UnREAL VS Temptation Island - LeBisbetiche.com
UnREAL VS Temptation Island – LeBisbetiche.com (Credits: Lumina)

Ci sono i siparietti, il product placement, le unghie in stile Euphoria, le sigarette elettroniche pippate nervosamente, il casus belli delle creme spalmate in spiaggia, le hit-flagello della scuderia mariana, i balletti scosciati, lo storico falò e, ovviamente, i dialoghi di alto profilo.

Lui la trascura. L’altro la fa sentire come una tortina spumosa alla mensa della Caritas. 

Lei lo denigra. L’altra lo riverisce manco fosse Giulio Cesare al ritorno dalla Gallia.

Insomma, niente di nuovo all’orizzonte. La cosa che però mi affascina di Temptation Island è l’enorme lavoro dietro al fenomeno mediatico: ciò che vediamo è solamente la punta dell’iceberg.

Cameramen, macchinisti, addetti al montaggio (un plauso al genio in cabina di regia… il popolo dei meme SA). E ancora: fonici, tecnici delle luci e lo stesso conduttore… tutti assecondano i ritmi di un ingranaggio rodato alla perfezione, ma vi sono delle figure ancora più indispensabili per la buona riuscita di Temptation Island: i produttori esecutivi.

Impercettibili, defilati e dotati di una certa dose di cinismo, questi attori invisibili reggono il timone di ogni love story alla deriva, pilotandola verso gli scogli o nei pressi di un porto sicuro. Prendono più appunti di un tirocinante di Medicina, scrutano ogni micro-espressione con la voracità di un falco, calibrano con metodo empirico gli inneschi per la detonazione emotiva perfetta.

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UnREAL VS Temptation Island – LeBisbetiche.com (Credits: Lumina)

A mio avviso, è questa la parte più divertente di Temptation Island. La manipolazione, il calcolo. E poco importa se i partecipanti al programma — coppie e tentatori — si credono impermeabili all’esperienza sul piccolo schermo, al riparo da influenze esterne e macchinazioni: i produttori sanno quello che fanno, e lo fanno pure bene.

Proprio di questo tratta la sottovalutatissima serie statunitense UnREAL, ideata da Marti Noxon e Sarah Gertrude Shapiro, trasmessa da Lifetime a partire dal 2015 e da Hulu per la quarta e ultima stagione. Se adorate l’intelligenza sottile, le battute brillanti, il dramma nel dramma, i personaggi spregiudicati e persino cattivelli, vi conviene recuperarla: non guarderete più Temptation Island (e compagnia cantante) con gli stessi occhi.

UnREAL, una serie da recuperare assolutamente

Negli anni, UnREAL si è conquistata un posto stabile nella mia top ten di serie TV predilette. Non ha la caratura de Il Trono di Spade o Black Mirror, ma… adesso che ci penso, ha in comune con entrambe parecchi elementi, a partire dal tema della manipolazione mentale ed emotiva.

UnREAL VS Temptation Island - LeBisbetiche.com
UnREAL VS Temptation Island – LeBisbetiche.com (Credits: Lumina)

La trama è semplicissima, e vede al centro di ogni puntata la rampante e cazzutissima produttrice esecutiva Quinn King (Constance Zimmer), alle prese con gli imprevisti e i plot twist della sua creatura televisiva, il format Everlasting. Un reality in cui, stagione dopo stagione, un ricco e famosissimo rampollo dovrà selezionare, scartare, flirtare e infine scegliere una delle tante candidate al suo cuore (e al suo conto corrente), con tanto di fidanzamento ufficiale a favor di telecamera.

Una sorta di Uomini e Donne, ma fatto con criterio, budget faraonico e senza supplizi neomelodici.

A spalleggiare Quinn vi è Rachel Golberg (Shiri Appleby), una giovane e instabile produttrice junior con trascorsi di alcolismo, brillante e talentuosa, dotata di spiccato intuito ma anche di un’intrinseca propensione distruttiva. Sarà proprio il fiuto infallibile di Rachel per gli intrighi, unitamente al talento manageriale di Quinn, a portare all’apice Everlasting, ma le due partners in crime si lasceranno dietro una scia di dolore e di scelte moralmente discutibili.

Nel corso delle puntate dello show, infatti, la produzione dovrà fronteggiare svariate risse, accuse di razzismo e di oggettificazione della donna… fino ad arrivare a uno stupro e persino al suicidio di una concorrente particolarmente fragile.

UnREAL VS Temptation Island - LeBisbetiche.com
UnREAL VS Temptation Island – LeBisbetiche.com (Credits: Lumina)

Sta proprio qui il cardine di UnREAL: in che misura i suggerimenti di Quinn e Rachel — deus ex machina assolute di Everlasting — interferiscono con il libero arbitrio dei partecipanti, manovrandoli come carne da macello sull’altare degli ascolti? Al di là dei vestitini glamour, del trucco e parrucco, delle battute recitate e dei teatrini costruiti ad hoc per lo show, è ciò che accade dietro le quinte a destare i maggiori dilemmi etici: fino a dove ci può spingere l’ambizione?

Non voglio spoilerare altro, poiché credo che UnREAL meriti ampiamente una visione senza preconcetti… e dubito che vi deluderà. Poi, ovviamente, i gusti sono una questione soggettiva, ma se amate andare in profondità lo apprezzerete almeno quanto me. Di certo, non riuscirete più a guardare Temptation Island e similari con la stessa leggerezza di prima.

Quanto c’è di reale nei reality?

Dopo UnREAL, Temptation Island smette di essere un guilty pleasure e diventa un esercizio di decodifica: ogni scena è un indizio, ogni crisi una costruzione, ogni tentatore un tassello di un copione già scritto a beneficio del pubblico ludibrio.

amiche davanti a un reality - lebisbetiche.com
UnREAL VS Temptation Island – LeBisbetiche.com (Credits: Lumina)

Sì, sappiamo perfettamente che chi si espone al giudizio degli spettatori dovrebbe mettere in conto il rischio di tagli chirurgici, distorsioni e narrazioni preconfezionate — tanto più che molti di loro, a telecamere spente, elemosineranno ospitate in discoteca o inviti a party esclusivi. Fa parte del gioco, a quanto pare.

Eppure, per quanto programmi del genere dicano molto su chi vi partecipa e sul trepidante target che li foraggia… la parte più interessante — e intelligente — del processo avviene proprio nel backstage.

Se farei la produttrice esecutiva? Hai voglia. E, probabilmente, sarei persino più stronza di Quinn King.

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