Ragazze Elettriche, la recensione: se per sconfiggere i mostri diventiamo peggio di loro

Ragazze Elettriche: la serie distopica di Prime Video ci mostra un mondo in cui il matriarcato eredita lo stesso identico sangue del passato.
Copertina della recensione della serie tv Ragazze Elettriche con una giovane donna che sprigiona fulmini dalle mani in un vicolo buio
Ragazze elettriche – LeBisbetiche.com (Elaborazione digitale)

Solitamente quando guardo un film dopo averne letto la versione letteraria rimango sempre delusa, con un senso di incompiuto. Ma del resto è normale, sarebbe impossibile rendere sullo schermo tutti i dettagli e le atmosfere descritti nel libro. Così è stato con Harry Potter, così è stato con Il Codice Da Vinci di Dan Brown.

Con la serie tv Ragazze Elettriche, invece, ho deciso di misurarmi unicamente con la trasposizione cinematografica. Il libro di Naomi Alderman non l’ho mai letto. E, a essere sincera, credo che mai lo farò.

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Questa prima (e unica) stagione mi ha lasciato addosso una discreta perplessità. L’idea di base è potentissima, ma lo sviluppo della trama a tratti sembra un tantino confusionario. È come se gli autori avessero voluto dire troppe cose insieme, senza avere il coraggio di sceglierne una.

Se stai cercando una recensione di Ragazze Elettriche senza filtri, sei nel posto giusto. Analizziamo insieme la psicologia di una rivoluzione (mancata).

Ragazze Elettriche: il potere nelle tue mani

Siamo in un futuro distopico dove, all’improvviso, le adolescenti di tutto il mondo scoprono di avere un’anomalia fisica straordinaria: possono emettere scariche elettriche dalle mani.

La trama di Ragazze Elettriche segue le vite di diverse donne sparse per il globo, mostrandoci come reagiscono a questa improvvisa “scintilla”.

Com’è ovvio che sia, gli uomini iniziano ad avere una paura tremenda.

Del resto, sono sempre stati loro il “sesso forte”, quelli che non devono temere un vicolo buio di notte. A un uomo basta alzare il tono della voce per far indietreggiare una donna; basta una spinta per mandarla in ospedale. Possiamo gridare “viva il femminismo” quanto vogliamo, ma la realtà è che la parità di genere oggi è ancora un miraggio.

Anzi, forse non è nemmeno una meta che vogliamo davvero raggiungere, a giudicare dalle miriade di “influencer” che usano il proprio corpo solo per monetizzare. Ma sto divagando, spero però di aver reso l’idea. La mia idea.

La risposta maschile nella serie è il grande classico del patriarcato: vietare, controllare, reprimere. Gli uomini cercano di mettere al bando questo potere perché lo vedono come una minaccia all’ordine costituito. È la solita storia di chi vuole togliere forza alle donne per non perdere il comando del mondo.

Però, c’è un “però” che mi ha tormentata durante la visione.

Una donna bionda con cappotto con collo di pelliccia siede a una scrivania presidenziale con bandiere, sprigionando fulmini viola da una mano.
La bambola che diventa mostro – LeBisbetiche.com (Elaborazione digitale)

Se la vittima diventa carnefice: l’abuso di potere non ha genere

Se da un lato l’idea di non aver più paura di camminare da sole è liberatoria, dall’altro la serie tv Ragazze Elettriche ci sbatte in faccia una verità scomoda: gli uomini, nella finzione dello show, un briciolo di ragione ce l’hanno. Andare in giro con un’arma è pericoloso, ma quando quell’arma siamo noi stesse, il rischio diventa letale. Basta uno scatto d’ira, un momento di rabbia o di frustrazione – emozioni umane che capitano a chiunque – per far partire una scarica mortale. E nella serie succede continuamente.

Vogliamo combattere giustamente il patriarcato. Ma il potere è una droga strana: alcune delle protagoniste, una volta ottenuto il comando, non si comportano meglio dei loro aguzzini. Alla fine il problema non sembra essere il genere, ma l’abuso. Se per sconfiggere un sistema violento ne creiamo uno speculare, abbiamo vinto davvero?

Da bambola di rappresentanza a mostro

Se vogliamo parlare di quanto il potere possa corrompere la mente umana, dobbiamo guardare a una delle protagoniste più controverse: Tatiana Moskalev. La sua storia è un pugno nello stomaco: da ragazzina era una promessa della ginnastica, ma è stata letteralmente venduta  a un politico potente da una madre cinica e attaccata ai soldi. Un uomo che l’ha trasformata nella sua “bambola di rappresentanza”. ATTENZIONE SPOILER.

Dopo una vita passata in silenzio a subire e a tramare, Tatiana ottiene il potere (trasferito da un’inserviente, perché sì, in questo mondo il dono si può trasmettere) e si prende la sua rivincita. Ma è una rivincita sporca, priva di qualsiasi etica. Getta la madre in mezzo alla strada e uccide il marito dittatore, ma per farlo non esita a sacrificare una ragazza innocente, usandola come capro espiatorio.

Possiamo giustificarla? In parte vorremmo, perché quell’uomo era un predatore e lei era solo una bambina quando è iniziata la sua prigionia. Ma una volta salita al comando, Tatiana non crea un mondo migliore. Diventa lei stessa il mostro. Manda i soldati a caccia delle ribelli – guidate da sua sorella, ritrovata dopo anni – ma in realtà li spedisce al massacro in una trappola elettrica.

Spiegazione del finale (senza una stagione 2): il trionfo del caos

Quei cadaveri che galleggiano nell’acqua, praticamente “fritti”, sono l’immagine della violenza che si voleva combattere all’inizio. Tatiana ci dimostra che quando il dolore diventa solo sete di vendetta, non c’è liberazione, ma solo un nuovo tipo di oppressione. Alla fine, il “nuovo mondo” somiglia tragicamente a quello vecchio, solo con protagoniste diverse al comando.

La serie finisce così con tante domande e nessuna possibilità di capire dove gli autori volevano andare a parare, poiché Amazon ha ufficialmente cancellato la serie e Ragazze Elettriche 2 non si farà. Una seconda stagione avrebbe potuto mettere un po’ di ordine in questo caos.

Alla fine, guardando la parabola di Tatiana e delle altre, mi è rimasto un dubbio amaro. Forse il punto non è se il potere sia maschio o femmina. Forse il potere in sé è una sorta di virus.

Mi e vi chiedo quindi: il potere genera mostri o si limita a dare finalmente il permesso ai mostri che abbiamo già dentro di uscire allo scoperto?

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Nunzia G.
Nunzia G.
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