Genitori assenti e figli senza freni: il fallimento educativo dietro le challenge estreme

Sono sempre di più i ragazzi che in età adolescenziale commettono atti vandalici ed estremi per il mero gusto di apparire o per noia. Dietro c’è però la negligenza di una generazione di genitori
Genitori assenti e ragazzi senza freni - LeBisbetiche.com
Genitori assenti e ragazzi senza freni – LeBisbetiche.com (Credits: Gemini)

Gli ultimi spiacevoli fatti di cronaca hanno riportato in auge l’annoso tema delle problematiche giovanili. Ormai è quasi consuetudinario sentire al telegiornale dei casi in cui dei ragazzi poco più che adolescenti si lasciano andare a delle sfide da condividere poi con il popolo del web.

Talvolta il cliché varia leggermente, un po’ come accaduto a Roma di recente. Non si punta alla condivisione social, bensì solo ed esclusivamente al compiere degli atti di pura e gratuita violenza. Che sia per “noia” o per adrenalina o semplicemente per commettere una bravata (che tale poi non è), tutto ciò non ha senso di esistere.

Aggredire le persone o animali o filmarsi mentre si fa qualcosa di estremamente pericoloso non può essere catalogato come divertimento. E in un contesto così malsano, una bella fetta di responsabilità va inevitabilmente attribuita ai genitori. Andiamo però per gradi amici bisbetici e cerchiamo di ricostruire cosa può aver portato ad uno scenario così preoccupante.

Dai giochi in strada alle sfide sul web

In primo luogo va fatta un’analisi in merito al cambiamento sociale. I ragazzi fino a qualche decade fa erano soliti giocare in strada. Che si trattasse di calcio, volley, basket, nascondino, mosca cieca, acchiapparella, il gioco della campana o il gioco della bandiera erano tantissimi i passatempo e i diversivi.

Per i più sedentari c’erano già i videogiochi, che si sono poi evoluti nelle ormai più note forme online. Per il resto i ragazzi si sono dati sempre di più agli smartphone e ai tablet a scapito della socializzazione con i propri coetanei. In rete hanno la possibilità di fare delle scoperte potenzialmente deleterie. Qualche anno fa ha spopolato il fenomeno delle Blue Whale Challenge, che ha portato molti bambini/ragazzi tra i 9 e i 17 anni al suicidio.

Ora invece si passa da una moda all’altra nel giro di poche settimane. Alcune di queste sono a dir poco agghiaccianti e possono sfociare appunto nella violenza sul prossimo o nel dover mostrare ai propri followers di riuscire a superare delle prove rischiosissime. E i genitori dove sono? Purtroppo spesso sono assenti e presi dalle loro vicissitudini quotidiane o alle volte non sembrano nemmeno così interessati alle dinamiche dei propri figli.

Ragazzi mentre compiono atti vandalici - LeBisbetiche.com
Ragazzi mentre compiono atti vandalici – LeBisbetiche.com (Credits: Gemini)

Genitori più permissivi e meno presenti rispetto al passato

Un piccolo alibi di fatto ce l’hanno, ma non basta a giustificare ciò che sta accadendo. I ritmi di lavoro e della società moderna tolgono lucidità e la sera si arriva a casa in condizioni precarie. Quando però si mettono al mondo dei figli bisogna entrare nell’ottica che bisogna avere delle attenzioni extra, perché la loro crescita di certo non può aspettare.

Il risultato di questo trend è che molti genitori accontentano quasi sempre i propri ragazzi e gli concedono qualsiasi sfizio. Di conseguenza i giovani si ritrovano ad avere tutto e cadono facilmente in questi “diversivi” tremendi. Un meccanismo simile lo abbiamo già visto in un nostro precedente articolo in cui abbiamo parlato dei genitori moderni.

Genitori assenti - LeBisbetiche.com
Genitori assenti – LeBisbetiche.com (Credits: Gemini)

Questi ultimi sono figli di proibizionismi e di metodi educativi ormai obsoleti, ma comunque efficaci in termini di risultati. E ciò li ha portati ad un “vivi e lascia e vivere” che seppur alimentato da buone intenzioni, ha contribuito a far crescere gli attuali adolescenti senza alcun tipo di freno e perché no senza stimoli.

La palla passa ora ai genitori di domani, che dovranno fare tesoro di quanto sta accadendo per cercare di apportare un nuovo cambiamento, che porti però verso la giusta direzione. L’obiettivo deve essere necessariamente quello di ridare ai ragazzi gli strumenti per far capire loro cos’è giusto e cosa invece può essere azzardato e addirittura fatale.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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