L’arte di dire di no: quando mettere dei paletti è un atto di cura verso se stessi

Dire no al contrario di quanto spesso si pensa non è un atto di scortesia e può essere molto utile per tutelare la propria persona
Dire no - LeBisbetiche.com
Dire no – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Quante volte abbiamo risposto “sì” quando volevamo palesemente pronunciare un secco “no”? Il quesito rivoltoci poteva essere uno qualsiasi: una semplice uscita, una partita a calcetto, un cambio turno e così via. Insomma, cari amici bisbetici, in quanti vi siete sentiti chiamati in causa? La verità è che, chi ha l’indole dell’acconsentire, riesce più facilmente a sacrificarsi con quel “sì” piuttosto che tentennare un “no”.

Eppure, sembra una risposta così semplice dall’esterno. Insomma, basterebbe essere soltanto sinceri, ma spesso dire la verità ha un prezzo e c’è chi crede che tale costo sia più alto di ciò che è realmente.

Quando dire no può essere pesante come un macigno

L’armadillo di Zero Calcare vi direbbe (o ci direbbe) senza peli sulla lingua che siete delle belle teste dalla forma di un organo maschile, indovinate voi quale. Addirittura, siete così inibiti nel dare questa risposta che siete pronti a sacrificarvi e fare qualcosa contro voglia. Ma perché tutto questo masochismo? Qualcuno di voi magari avrà pensato che “sembrava brutto” dire di no all’uscita del sabato sera quando si preferivano una copertina, un divano e gli ultimi due episodi di quella serie tanto attesa.

Qualcun altro invece ad una richiesta di straordinario a lavoro non voleva inimicarsi il capo e i colleghi. Altri ancora non se la sentivano di contraddire il leader del proprio gruppo per la scelta del locale per l’aperitivo, perché magari per la prossima volta si teme di non essere contattati e allora meglio acconsentire.

Ammettete anche un’altra cosa. Spesso provate invidia, ammirazione o talvolta ci restate male quando qualcun altro vi tronca con quel “no” che spesso voi avete trattenuto e tramutato in una risposta affermativa proprio nei confronti di chi non ha ricambiato il vostro favore, essendone tuttavia all’oscuro. E non conta a chi si esprime quel finto “sì”, perché può trattarsi sia del partner che di un collega, di un conoscente o di un amico di lunga data, ma il risultato non cambia. Non ce la fate proprio a sentirvi liberi di fare quello che vi pare senza sentirvi giudicati.

Imparare a dire no - LeBisbetiche.com
Imparare a dire no – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Dire no per evitare “l’effetto falsità”

Il risultato di tutti questi “sì” è però tutt’altro che positivo. Si finisce con l’essere sfiniti, stanchi, nervosi e a conti fatti si sottrae del tempo per ciò che conta davvero. E allora, se siete nell’appello, vi consigliamo di fare un vero e proprio lavoro su voi stessi, perché dire “no” altro non è che una competenza emotiva fondamentale.

Detto diversamente, è un atto di rispetto verso sé stessi ma anche verso la controparte. A voi piacerebbe scoprire che un amico viene con voi al cinema solo perché pensa di farvi una scortesia nel dirvi che non ne aveva proprio voglia? Anzi, magari vi ha detto sì nonostante non apprezzi quel genere di film e tantomeno gli attori, mentre in cuor suo avrebbe preferito restarsene a casa a farsi beatamente i cavoli propri.

A nessuno di noi piace ricevere un contentino. Allora perché darlo agli altri? Perché pensate di essere giudicati e di stare al centro delle attenzioni? Insomma, datevi anche meno importanza! Spesso ci si sente in colpa a dire “no”, che diventa una vera e propria arte. Dunque, se di arte si tratta, la si può imparare e di conseguenza allenarsi a non dover fare forzatamente qualcosa che vada contro la propria volontà.

In pratica, quel “no” che a più di qualche amico bisbetico sembra così irraggiungibile, altro non è che forma di protezione a 360 gradi. Tradotto, si avrebbe meno frustrazione per aver sprecato del tempo prezioso e i “sì” sarebbero autentici e di valore. Inoltre, si verrebbe davvero apprezzati per ciò che si è anziché per ciò che si vuole far credere.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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