Game of Thrones, finalmente i volti dei doppiatori italiani: il cast tricolore di GOT

Chi c’è dietro ai personaggi più iconici di Game of Thrones? Ecco i doppiatori italiani che hanno firmato il successo di GOT, la serie più monumentale di Sky Atlantic.
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Game of Thrones – LeBisbetiche.com (Credits: X)

Da poche settimane mi sono finalmente persuasa a dare una chance a House of the Dragon. Un azzardo maximo per chi, come me, ha cementato Game of Thrones nella sua personalissima Top 3 delle serie TV più epiche di tutti i tempi.

È lapalissiano: sui gusti non si discute, ma a livello qualitativo il prequel di Sky Atlantic/HBO è nettamente inferiore rispetto al ben più illustre, iconico e premiato predecessore. Dialoghi piatti quanto i personaggi, plot twist ampiamente citofonati, scelte lessicali dozzinali e a tratti persino volgari (il che è paradossale, considerando le innumerevoli scene di sesso e nudo integrale presenti in GOT).

Insomma, se Game of Thrones è un mix di elementi vincenti — cast, climax narrativo, caratterizzazione dei personaggi ed estetica di locations e costumi — House of the Dragon è quel cugino invidioso che ci prova ma non ce la fa.

L’unica cosa che salvo sono i draghi (grazie al ca— o meglio, grazie alla CGI). Per il momento, il mio preferito resta Caraxes (in precedenza, la compianta Meleys); per il resto, per me è NO.

Mara Maionchi - LeBisbetiche.com
Mara Maionchi – LeBisbetiche.com (Credits: X)

È quindi con una punta di sana nostalgia (e con l’orgoglio di chi attendeva il lunedì sera con la bramosia di un’invasata) che la mente mi torna alla Westeros che abbiamo iniziato a conoscere il 17 aprile 2011, un continente spaccato da ambizioni e confini, dove ogni terra aveva un preciso leit motiv.

Il Nord degli Stark, duro e leale come la neve che lo ammanta; Approdo del Re, monopolizzato dai Baratheon e poi dai Lannister, un nido di intrighi dorati. L’Altopiano elegante dei Tyrell, le Isole di Ferro dei Greyjoy, feroci come i flutti che ne lambiscono le coste e, oltre il mare, la fiamma inquieta dei Targaryen, con draghi e destini forgiati nel fuoco.

Al netto del disastroso epilogo dell’ottava stagione — che sopra ogni cosa pecca di sommarietà — Game of Thrones resta uno dei prodotti televisivi più avvincenti di sempre, e il suo successo in Italia è stato amplificato anche dal talento della squadra di doppiatori.

Per chi non lo sapesse, l’intero comparto è il fiore all’occhiello di una cinematografia italiana perlopiù stagnante e politicizzata, e riesce a dar lustro anche ai progetti più scialbi… figuriamoci a quelli più promettenti.

Se quindi vi siete chiesti, come è accaduto a me, chi ci sia dietro le voci italiane di Cersei, gelida e autorevole, oppure a quella di Jon, calda e rassicurante, dell’impertinente Arya o di Daenerys, a tratti algida e in altri appassionata, siete nel posto giusto. Nel paragrafo successivo riuscirete finalmente a dare un volto ai doppiatori italiani più influenti di Game of Thrones.

I doppiatori italiani di Game of Thrones

Iniziamo con uno dei personaggi più amati: Jon Snow, il volto virtuoso e incorruttibile della serie. A prestare la voce a Kit Harington è il capitolino Daniele Giuliani, classe 1982 e dal 2012 presidente dell’ANAD, l’Associazione Nazionale Attori Doppiatori. Figlio d’arte e candidato al premio per il miglior interprete al festival Voci nell’Ombra, Daniele ha militato in numerose pellicole tradotte, in fiction e film d’animazione. Una curiosità che piacerà alle mamme (e non solo): ha impersonato anche Can Yaman in diverse soap opera, come Bittersweet, Daydreamer, Mr. Wrong e Il Turco.

 

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Passiamo invece a uno dei personaggi più detestati (non a caso, è nella rosa dei miei preferiti): Cersei Lannister, portata sullo schermo da Lena Headey. Nella versione italiana, la perfida reggente di Approdo del Re è interpretata da Claudia Catani, nata a Teheran nel 1969. La voce di Cersei ha alla spalle una carriera assolutamente pregevole: ha doppiato attrici del calibro di Angelina Jolie, Marion Cotillard, Charlize Theron, Gillian Anderson, Diane Kruger e Patricia Arquette, tra le altre. Claudia ha inoltre firmato il voice-over di numerosissime pubblicità: se volete farvi un’idea del suo curriculum, lo trovate qui.

È il momento di calare un altro asso: Daenerys Targaryen, resa indimenticabile dalla performance di Emilia Clarke. A regalare spessore e profondità alla sua versione italiana ci ha pensato però la romana Letizia Ciampa, classe 1986 e anch’essa reduce da molteplici esperienze in sala di doppiaggio. Tra le altre, ha regalato la voce anche a Emma Watson nella saga di Harry Potter, a Lucy Liu, Sidney Sweeney, Ana Taylor-Joy e Mia Wasikowska. Che poi, guardatela: altro che Kmer, figlio di Pdor (semicit.)… sembra Biancaneve!

 

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Molti di voi, probabilmente, stavano attendendo questo momento: chi c’è dietro alla voce di Arya Stark, interpretata dalla grintosissima Maisie Williams? Rullo di tamburi: la sua interprete italiana è Sara Labidi! Nata nel 1988 a Roma e doppiatrice per vocazione dalla tenera età di 7 anni, nel 2018 era in lizza per l’assegnazione della Targa Astori come miglior voce emergente nel festival Voci nell’Ombra. Tra i progetti più recenti, ha lavorato anche in Final Destination – Bloodlines e persino ne Il Diavolo veste Prada 2.

 

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Concludiamo la rassegna con uno dei doppiatori più esperti e richiesti del Belpaese: Riccardo Rossi, che ha interpretato Jaime Lannister in Game of Thrones. Voce di Nikolaj Coster-Waldau in questo e altri progetti, Rossi ha segnato l’immaginario degli italiani con una lista di interpretazioni da slogare la mascella. Ha infatti impersonato star come Johnny Deep, Matt Damon, Paul Walker, Ryan Reynolds, Christian Bale, Mark Ruffalo, Ben Affleck, Adam Sandler, Hugh Jackman, Vincent Cassel, Heath Ledger, Jude Law e David Duchovny, ma la lista — vi assicuro — è assai più lunga. Che gli dici? Niente, mutismo e ammirazione. Ecco un estratto della sua prestazione in Blow.

 

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Game of Thrones, il valore aggiunto dei doppiatori italiani

Per una questione di sintesi, mi sono limitata ai volti più iconici del cast: una selezione mirata che non pretende di essere completa, ma che illustra la qualità di un comparto che meriterebbe un’enciclopedia a parte.

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Game of Thrones – LeBisbetiche.com (Credits: X)

A questo punto è incontestabile: senza di loro, il Game of Thrones italiano non sarebbe stato lo stesso. Le loro voci hanno dato corpo, sfumature emotive e tridimensionalità a personaggi che già sulla carta erano titanici, ottimizzando la loro resa sul piccolo schermo.

Hanno amplificato la tensione, reso leggendarie le battute più incisive, trasformato persino i mugugni e i sospiri in acute sottotrame. Per non parlare delle frasi poi esplose nel merchandising: da statement a slogan da tazza nel giro di una stagione. Qualche esempio?

«Che cosa diciamo al Dio della Morte?»

«Questo è quello che faccio: bevo… e so cose»

«Il potere è potere»

Un lavoro spesso invisibile, ma decisivo: la prova che il doppiaggio, quando è fatto egregiamente e con passione, non si limita a tradurre — eleva.

Certo, alcune pellicole vanno assolutamente viste in lingua originale — una su tutte Apokalipto, recitata interamente in maya yucateco — ma, come accade in Game of Thrones, ci sono dialoghi talmente articolati che si apprezzano maggiormente nella versione doppiata… specie alla sesta ora di rewatch.

Se vi piace questo tipo di rassegne e volete che affronti altre serie o film, usate pure il box dei commenti: le richieste migliori finiranno dritte nella lista dei prossimi pezzi.

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