Champions League, le finali più belle di sempre: dalla Coppa dei Campioni ai giorni nostri

Andiamo a ripercorrere la storia delle finali di Champions League che sono rimaste maggiormente nelle menti e nei cuori degli appassionati di calcio
Champions League - LeBisbetiche.com (Credits_ Canva)
Champions League – LeBisbetiche.com (Credits_ Canva)

Sabato 30 maggio alle ore 18:00 alla Puskas Arena di Budapest andrà in scena la finale di Champions League tra Paris Saint Germain ed Arsenal, la numero 72 della storia della competizione. Una sorta di rituale che ogni anno richiama l’attenzione dei tifosi e dei media di tutto il mondo. D’altronde nell’immaginario collettivo (e non solo) si affrontano le migliori interpreti del calcio europeo e probabilmente mondiale.

Nessuno vuole perdersi questa partita per nessuna ragione. Ha un fascino unico che riesce ad attirare anche gli spettatori neutrali più di ogni altro evento calcistico. C’è chi la vede a casa sul divano con tanto di birra e patatine e chi magari va al pub con l’auspicio di condividere questo momento con altri “esperti calciofili”.

E poi ci siamo noi cari bisbetici, che prima di lasciarci andare alla prossima entusiasmante finale, ci imbatteremo in un sano amarcord ripercorrendo la storia delle finali della massima competizione calcistica internazionale per club. Prima però non vi dimenticate di fare un salto anche tra quelle di Europa League di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana. 

Le prime finali di Champions League degli anni ’50 e ’60

La prima storica finale risale alla stagione 1955-1956 e a trionfare fu il Real Madrid, che conquistò quella che ai tempi si chiamava Coppa dei Campioni battendo il Reims per 4-3. L’anno dopo fu la Fiorentina a contendere il trofeo ai galactios. Anche la viola però si è dovuta arrendere allo strapotere della squadra in cui militava il celebre Alfredo Di Stefano. L’argentino andò a segno nel 2-0 che consegnò il secondo trionfo alla compagine madrilena.

Il Real in totale ne vinse cinque di fila poi arrivò il momento del Benfica, che vinse il torneo per la prima volta nel 1960-1961. Dal 1961-1962 iniziò invece l’era di Eusebio, suggellata dal successo nella finale di Amsterdam contro il Real Madrid (5-3 il risultato finale). Dal ’63 al ’68 la formazione di Lisbona giocò altre tre finali, proprio grazie all’apporto dell’attaccante lusitano. Le perse tutte e tre rispettivamente contro il Milan (2-1 nel 1963), l’Inter (1-0 nel 1965) e il Manchester United (4-1 nel 1968).

In quegli anni quindi iniziano ad affacciarsi al grande calcio internazionale anche le formazioni milanesi, ma soprattutto iniziò ad avere i suoi effetti la famigerata maledizione di Bela Guttmann. All’allenatore ungherese dopo la vittoria della seconda Coppa dei Campioni di fila nel 1962 fu negato un piccolo premio da parte della dirigenza del Benfica. Un particolare di non poco conto che fece andare su tutte le furie il tecnico che esclamò: “Il Benfica non vincerà mai più una Coppa dei Campioni per i prossimi 100 anni”. Per la cronaca, da allora le aquile portoghesi hanno giocato 8 finali europee perdendole tutte.

Telone Champions League - LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)
Telone Champions League – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

Le finali di Champions League con le italiane protagoniste

Negli ’60 solo le milanesi riuscirono ad arrivare in fondo alla competizione. L’Inter ci arrivò anche nel 1972 ma di fronte si ritrovò l’Ajax di Johan Cruijff che ebbe la meglio per 2-0. Stesso destino per la Juventus l’anno dopo dovette soccombere per 1-0 contro una delle squadre leggenda della storia di questo sport.

Per ritrovare un’italiana in finale bisogna arrivare agli anni ’80 con la Juventus che prima perse nel 1983 contro l’Amburgo per 1-0 e poi vinse nel 1985 contro il Liverpool per 1-0 in quella che passò alla storia come la tragedia dell’Heysel in cui persero la vita 39 tifosi bianconeri. Nel mezzo va annoverata la sconfitta della Roma ai rigori nella finale contro il Liverpool del 1984.

Il 1989 segna invece l’inizio dell’epopea del Milan di Berlusconi. In quell’anno vinse 4-0 contro la Steaua Bucarest e quello dopo 1-0 contro il Benfica. Nel 1992 spazio alla Sampdoria di Vialli e Mancini. La rete di Koeman stroncò l’ambizione dei blucerchiati reduce dallo storico scudetto del 1991. Nello stesso anno avvenne invece un qualcosa di storico, ovvero il cambio denominazione da Coppa dei Campioni a Champions League. Tornando al campo dal 1993 al 1995, il Diavolo disputò altre tre finali con un bilancio non propriamente positivo. Sconfitte per 1-0 nel ’93 contro il Marsiglia e nel ’95 contro l’Ajax e vittoria nel ’94 contro il Barcellona con un roboante 4-0.

Stesso percorso per la Juventus nei tre anni successivi con l’unico successo conquistato allo Stadio Olimpico di Roma contro l’Ajax nel 1996 al termine della lotteria dei rigori. La pagina di maggiore lustro per il calcio italiano arrivò nel 2003 quando all’Old Trafford di Manchester si ritrovarono contro Milan e Juventus. Alla fine a spuntarla furono i rossoneri a cui sorrisero i tiri dagli undici metri dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari e supplementari.

Le ultime due affermazioni nostrane in Champions League risalgono al 2007 e al 2010 rispettivamente grazie al Milan e all’Inter. I rossoneri si imposero con il Liverpool ad Atene per 2-1 con doppietta di Filippo Inzaghi e i nerazzurri contro il Bayern Monaco a Madrid per 2-0 con due sigilli di Diego Milito.

Logo Champions League - LeBisbetiche.com (Credits-Canva)
Logo Champions League – LeBisbetiche.com (Credits:Canva)

Le finali di Champions League più recenti

Negli ultimi anni le gioie se le sono divise per lo più i club inglesi e spagnoli con qualche rara eccezione rappresentata da Francia e Germania. Dal 2014 il Real Madrid si è affermato in ben sei occasioni di cui una contro la Juventus nel 2017. A Cardiff finì 4-1 e il sogno bianconero si infranse sotto i colpi di CR7 (doppietta), Casemiro e Asensio.

L’egemonia dei club di Liga e Premier League è stata spezzata nel 2020 dal Bayern Monaco che poco dopo la fine del lockdown vinse per 1-0 contro il Paris Saint Germain e proprio dai transalpini che nella passata stagione strapazzarono l’Inter per 5-0. Indovinate dove? A Monaco di Baviera, nella tana di quella squadra che cinque anni prima aveva negato la gloria alla formazione di Parigi. Una storica prima volta festeggiata alla grande all’ombra della Tour Eiffel.

Stesso brivido provato dal Manchester City nel 2023. A farne le spese fu l’Inter nella finale di Istanbul. I meneghini nonostante il pronostico sfavorevole sfoderarono una prestazione sontuosa, rivelatasi poi vana. Un gol di Rodri indirizzò quella Champions League nella città degli Oasis, che si lasciarono andare ad un grido liberatorio dopo aver aspettato quel momento per molti anni.

Medaglia Champions League 2018 - LeBisbetiche.com (Credits_ Wikimedia Commons)
Medaglia Champions League 2018 – LeBisbetiche.com (Credits_ Wikimedia Commons)

Le sfide epiche che fanno ancora emozionare i tifosi

Le due finali di Champions League per antonomasia e che ancora echeggiano tra gli amanti del pallone sono indubbiamente quella di Barcellona del 1999 e di Istanbul del 2005. Nel primo caso il Manchester United ribaltò il gol del vantaggio del Bayern Monaco di Basler con due reti nei minuti di recupero messe a segno Sheringham e Solskjær. Nel secondo il Milan di Ancelotti si fece rimontare tre gol in sette minuti per poi arrendersi ai calci di rigore contro il Liverpool.

Secondo alcune leggende metropolitane (mai confermate in realtà) i rossoneri dopo aver chiuso la prima frazione per 3-0 si lasciarono andare ai primi festeggiamenti negli spogliatoi. Al rientro in campo però i Reds riuscirono a compiere quella che è rimasta nella storia come una delle rimonte più pazzesche di questo sport. Il resto lo fece il portiere polacco Dudek che parò ben due rigori grazie al famoso balletto, emulato poi da molti ragazzi negli anni a seguire.

In attesa di Arsenal-Paris Saint Germain, le emozioni della Champions League finiscono qui, cari amici bisbetici. Ci auguriamo che almeno un po’ vi abbiano fatto rivivere le gesta dei calciatori che hanno scritto la storia di questa competizione. E per coloro che sono più giovani invece è l’occasione giusta per iniziare a familiarizzare con gli almanacchi di questa competizione, l’unica in grado di risvegliare le sensazioni più recondite.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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