Ecco 5 usanze assurde del passato che vi faranno rivalutare persino le aura battle. Dai selfie col morto alla polvere di mummia, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Qualche settimana fa vi abbiamo proposto una classifica dei lavori più insoliti e assurdi della Storia (qui la parte 1 e, a grande richiesta, anche la parte 2). Oggi, invece, ci concentreremo sulle 5 usanze più sconvolgenti del passato, una serie di pratiche che oggi ci costerebbero sanzioni amministrative, penali… e persino il ricovero al Pronto Soccorso o in Psichiatria.
Ci lamentiamo spesso delle mode assurde, delle challenge sui social e delle tendenze degne dei Darwin Awards. Eppure, basta fare un salto indietro di qualche secolo per rendersi conto che anche i nostri antenati amavano sfidare la sorte.
E no, ancora una volta non si tratta di leggende metropolitane o di aneddoti fantasiosi per impressionare gli amici a cena. Le 5 usanze che stai per leggere erano pratiche reali, diffuse e perfettamente sdoganate dalla società del tempo.
Le 5 usanze assurde del passato
1. La foto col morto
Se qualcuno pubblicasse una foto accanto a un parente fresco di trapasso, ai giorni nostri si scatenerebbe un autentico vespaio sui social. Nell’Ottocento, invece, era una pratica sorprendentemente diffusa.
La spiegazione, però, è meno macabra di quanto sembri.
A quel tempo, farsi fotografare era considerato un lusso. Molte famiglie non possedevano neppure un ritratto dei propri cari e, soprattutto nel caso dei bambini, la morte poteva stroncarli prima che ci fosse stata l’occasione di immortalarli su celluloide. Ecco perché nacque la cosiddetta fotografia post mortem. I parenti facevano posizionare il defunto in modo da renderlo il più naturale possibile: in alcuni casi lo sistemavano su una sedia, in altri veniva sorretto dai familiari in piedi, come se fosse semplicemente immobile.
Alcuni fotografi arrivavano persino a ritoccare l’immagine, disegnando le pupille e i riflessi sugli occhi chiusi per creare un effetto più realistico. Una tradizione macabra? Sì. Per le famiglie dell’epoca, però, quella fotografia era spesso l’unico ricordo tangibile della persona amata.

2. Medicina all’avanguardia: la polvere di mummia
Tra il XVI e il XVIII secolo, in Europa si diffuse una moda terapeutica davvero singolare: assumere preparati ottenuti da mummie egizie. Hai letto bene.
Mummie. Vere.
I resti venivano polverizzati e venduti nelle farmacie dell’epoca come rimedio per una lunga serie di problemi di salute, dai dolori alle emorragie. Nel corso dei secoli, si era diffusa l’idea che determinate sostanze utilizzate nel processo di mummificazione possedessero proprietà curative. Da lì al consumo diretto dei resti umani, il passo fu sorprendentemente breve.
La richiesta diventò talmente elevata che a un certo punto sbocciò persino un fiorente mercato di falsi. Della serie: quando diciamo che la medicina ha fatto passi da gigante, forse non ne cogliamo interamente il senso…
3. Altro che Rolex: i ricchi hanno l’ananas
Oggi compri un ananas al supermercato per pochi euro. Nel XVII e XVIII secolo, invece, l’ananas era un bene di lusso estremo in Europa, un frutto esotico rarissimo che arrivava da terre lontane e costava una fortuna.
Il risultato?
Le persone benestanti acquistavano un ananas non per gustarlo come spuntino o dessert, ma per esibirlo fieramente davanti a rivali e conoscenti. In particolar modo, non vedevano l’ora di sfoggiarlo durante ricevimenti e cene per comunicare agli ospiti quanto fossero facoltose. In alcuni casi veniva addirittura noleggiato per una serata, neanche fosse una limousine. La parte più no sense? Spesso, il frutto veniva lasciato intatto finché non iniziava a deteriorarsi.

4. Il make up a base di arsenico e piombo
Ogni epoca ha i suoi standard irraggiungibili. Oggi c’è chi spende patrimoni in creme, trattamenti e integratori. Nei secoli passati, qualcuno decise invece che la soluzione migliore fosse utilizzare sostanze altamente tossiche.
L’incarnato pallido era considerato elegante e aristocratico e, per ottenerlo, molte persone si imbellettavano con cosmetici contenenti piombo, mercurio e arsenico.
Ma se il risultato iniziale poteva anche sembrare soddisfacente, tali prodotti provocavano irritazioni, caduta dei capelli, danni agli organi e una lunga serie di conseguenze tutt’altro che glamour, e che peggioravano utilizzo dopo utilizzo. La parte più ironica? Alcuni degli effetti dell’avvelenamento venivano interpretati come segnali che il trattamento stava funzionando.
Praticamente il marketing cosmetico aveva già imparato la regola aurea, ovvero quella di venderti il problema insieme alla soluzione.
5. Dormire in una bara
Quando ci capitano sott’occhio le sistemazioni notturne dei nostri avi, viene spontaneo pensare a delle bare di lusso. In realtà, erano camere da letto in miniatura. Per secoli, soprattutto nelle regioni più fredde del Nord Europa, molte persone hanno dormito in strutture di legno completamente chiuse da sportelli.
Il motivo era semplice: il riscaldamento domestico era quasi inesistente, e le case diventavano gelide durante la notte. Chiudersi in uno spazio ridotto permetteva di trattenere il calore corporeo e affrontare temperature che oggi considereremmo inaccettabili.
Di contro, spesso gli spazi erano così angusti da apparire claustrofobici per gli standard moderni. Eppure, per le famiglie dell’epoca quel mobile rappresentava comfort, sicurezza e persino un certo benessere economico.
Si stava meglio quando si stava peggio?
Ogni generazione tende a considerarsi la più razionale ed evoluta della Storia. Poi, però, scopri che i nostri antenati si fotografavano con i morti, ingerivano mummie polverizzate, assumevano arsenico per migliorare l’incarnato… oppure dormivano dentro armadi di legno.
A questo punto, viene da chiedersi cosa penseranno i posteri quando analizzeranno le nostre abitudini, dalle aura battle ai video ASMR per non parlare dell’inferno burocratico dello SPID o di chi si incolla le mani sull’asfalto durante i sit-in ecologisti.
Nel dubbio, lasciamo a loro l’ardua sentenza.



