Lavori assurdi e dove trovarli: ecco la seconda parte della nostra rassegna dedicata ai mestieri più ingrati della Storia umana.

Se ti sei perso la Parte 1 di questa allegra carrellata di professioni ripugnanti, pericolose e decisamente estreme, puoi recuperarla qui: [LINK PARTE 1].
Pensavi forse di aver toccato il fondo con i mangiatori di peccati, i ladri di cadaveri e gli assistenti personali delle deiezioni reali? Beata ingenuità.
Spiacente: la storia dell’umanità ha ancora parecchie cartucce nel caricatore, e noi siamo qui per spararle tutte.
Per secoli, uomini e donne hanno svolto lavori che oggi faticheremmo perfino a descrivere nel CV senza suscitare un misto di disgusto, incredulità e richieste di approfondimento da parte dell’ONU. C’è stato chi viveva raccogliendo urina, chi testava profumi con il naso altrui, chi recuperava capelli dai defunti… e persino chi assaggiava mangimi per animali.
Ecco altri cinque lavori realmente esistiti, e che dimostrano che non sempre il lavoro nobilita l’uomo…
I 5 lavori più assurdi del mondo – Parte 2
Il raccoglitore di urina
Nell’antica Roma l’urina non era uno scarto da eliminare, ma una risorsa preziosa. Grazie all’ammoniaca contenuta al suo interno, veniva infatti utilizzata per sbiancare i tessuti, pulire le toghe e trattare le pelli.
Per alimentare il redditizio business della pipì, vennero ingaggiate delle persone incaricate di raccogliere l’urina dalle latrine pubbliche e trasportarla alle lavanderie professionali. Più ne recuperavano, più guadagnavano.
Piccola pillola culturale: la pratica era talmente remunerativa che l’imperatore Vespasiano arrivò a tassarla, dando origine al celebre proverbio pecunia non olet, ovvero “il denaro non puzza“.
La dimostrazione storica che, con il giusto spirito imprenditoriale, perfino la vescica piena può originare una startup.

L’annusatore di profumi
Nel Settecento, i profumi e le colonie non servivano tanto a impreziosire l’odore naturale della persona, quanto a camuffare il tanfo di sudore e l’assenza di pratiche igieniche basilari.
Per verificare l’efficacia delle fragranze, alcune aziende arruolavano personale incaricato di testarle direttamente sui clienti o sugli abiti già indossati. Il compito consisteva nell’annusare ascelle, colletti, parrucche e vestiti dopo ore di utilizzo, in modo da stabilire se il profumo potesse dissimulare i miasmi fetidi della quotidianità.
Un lavoro che oggi sarebbe probabilmente classificato nel repertorio delle torture psicologiche.
Altro Tripadvisor e ricerche di mercato: questi poveretti dovevano letteralmente annusare le puzze altrui.
Il tosatore di cadaveri
Tra il XVIII e il XIX secolo le parrucche erano considerate il non plus ultra della raffinatezza, e i capelli umani valevano oro.
Poiché l’offerta non bastava mai, nacque un mercato parallelo alimentato da figure che recuperavano i capelli dei defunti poco prima della sepoltura. Le chiome venivano poi rivendute ad artigiani e parrucchieri specializzati nella realizzazione di parrucche e toupet posticci destinati all’alta società.
Ovviamente, molti aristocratici fieramente imparruccati ignoravano bellamente la provenienza della propria chioma aggiuntiva.
Si dice che le acconciature più iconiche abbiano una storia alle spalle. In alcuni casi, anche una lapide.

Il ragazzo delle ciminiere
Prima dell’arrivo degli strumenti moderni, la pulizia dei camini veniva spesso affidata a bambini molto piccoli, abbastanza esili da riuscire a infilarsi nei condotti.
Arrampicandosi all’interno delle canne fumarie respiravano fuliggine, riportavano dolorose ustioni e rischiavano continuamente di rimanere incastrati. Nonostante i pericoli evidenti, il lavoro era considerato perfettamente normale, e veniva svolto da migliaia di giovanissimi.
Una professione che oggi farebbe insorgere contemporaneamente sindacati, psicologi, assistenti sociali e probabilmente anche la comunità internazionale.
Quando il tuo datore ti chiede di fare un po’ di straordinario, ricorda che, se non altro, non dovrai arrampicarti dentro un camino acceso.
Il sommelier degli animali
Nel Novecento, alcuni produttori di mangimi reclutavano delle figure incaricate di verificare qualità, consistenza e sapore dei prodotti destinati a cani e gatti.
Sì, hai letto bene.
Il loro lavoro consisteva realmente nell’assaggiare crocchette, bocconcini e altre preparazioni per animali, compilando valutazioni dettagliate sulla texture, l’aroma e il gusto generale. I prodotti erano tecnicamente commestibili anche per gli esseri umani, ma questo non rende la mansione meno surreale.
Da oggi probabilmente sorriderai, quando qualcuno ti dirà che “se la sta passando da cani“.

Se la tua giornata lavorativa è stata particolarmente pesante, concediti un momento per apprezzare il fatto che nessuno ti abbia chiesto di raccogliere urina, annusare ascelle settecentesche o assaggiare paté destinati ai Labrador.



