Il racconto di viaggio nella splendida Porto, autentica perla del paese lusitano. Cosa vedere e come vivere appieno l’atmosfera di questo luogo incantato

Alcuni posti non sono come gli altri, rimangono nel cuore per il resto della vita, ma non per motivi altisonanti. Semplicemente perché ci fanno sentire a casa. Ebbene sì cari amici bisbetici, è proprio quello che ho provato durante il mio viaggio a Porto all’inizio del 2022.
Ero lì per assistere ad una partita di calcio, ma ero ben conscio che avrei messo piede in una città che potenzialmente poteva togliermi il fiato. Dunque anche se il motivo della mia partenza non era prettamente turistico, avevo già pianificato il mio itinerario in base al tempo a disposizione.
Prima di addentrarci tra i vicoli e i panorami di Porto, vi svelo subito l’unico rammarico di questo viaggio fantastico, ovvero quello di non essere riuscito a visitare una delle celebri cantine di vino locale, il Porto per l’appunto. Ma da inguaribile viaggiatore romantico, l’ho trasformato subito in un buon motivo per tornare. Adesso però è tempo di partire e di raggiungere idealisticamente la nostra meta. Zaino e spalla e andiamo.

Porto: le bellezze da non perdere per nessun motivo
In quell’occasione giunsi a Porto da Bologna visto che dal capoluogo emiliano era disponibile un’offerta a dir poco allettante. Al mio arrivo mi accolse una fine pioggia tipica del nord del Portogallo. Era sera e il buio era già calato come di consueto accade nelle notti invernali. Un’atmosfera che mi aveva messo subito a mio agio già sul bus per arrivare in centro.
Negli anni ho imparato che l’impatto con un luogo è quasi sempre rivelatore. Se è positivo difficilmente il soggiorno difficilmente risulterà spiacevole. In generale il Portogallo mi aveva già trasmesso delle sensazioni simili in un precedente viaggio a Lisbona nel 2017. A Porto viste anche le dimensioni meno marcate del territorio, a maggior ragione ho avuto l’impressione di un’ambiente familiare e soprattutto sereno.
Il Douro, fiume cittadino che spacca in due la città, dà quel tocco di armonia. Quando lo si guarda dal Ponte Dom Luis I è un vero e proprio spettacolo. Una cartolina che già basterebbe a ripagare lo sforzo del viaggio. D’altronde sotto la struttura di ferro si scorge la Ribeira, storico quartiere di Porto con le case colorate dichiarato Patrimonio dell’Unesco nel 1996.
Un giretto tra i suoi vicoletti stretti e ripidi è d’obbligo e non farlo non vi farà assaporare la vera essenza del luogo. Da lì si giunge in poco alla stazione di Sao Bento. A renderla unica sono gli innumerevoli “azulejos”. Trattasi di piastrelle di ceramica decorate con delle raffigurazioni di colore bianco e blu.

Questo genere di ornamenti sono piuttosto diffusi in città e anche la Cappella delle anime di Santa Caterina ne è piena. Rimanendo in tema chiese anche la Cattedrale di Porto, rinominata Sè do Porto in lingua portoghese è da mettere nella lista delle attrazioni da non perdere.
Per gli amanti delle “basi” uno dei punti di partenza può essere il Municipio di Porto (che si vede nell’immagine alla fine del prima parte dell’articolo). Visto da fuori in pochi direbbero che ha le sembianze di un edificio comunale. Di primo impatto può risultare più un grande museo o una chiesa risalente a qualche secolo fa.
Anche il Mercato Bolhao fa parte di quell’esperienze essenziali, che soprattutto chi è più avvezzo a viaggiare, cerca sempre di non perdersi. Qui si possono trovare tante prelibatezze e soprattutto tante specialità tipiche.
Il cibo, la gente e il fado
Una menzione particolare la merita la francesinha, sandwich composto da diverse carni (sottile bistecca di manzo, salsiccia fresca, prosciutto cotto e altri salumi del territorio), formaggio fuso e una salsa piccante a base di pomodoro e birra. Alla sua estremità c’è un uovo fritto e può essere inoltre accompagnato da un letto di patatine fritte.
Sicuramente ha ben poco di salutare. Al tempo stesso vi assicuro che è una vera e propria delizia. Chi ama la cucina di pesce non può perdersi il Bacalhau, di cui esistono diverse varianti tutte da gustare insieme ad un piacevole bicchiere di Porto. Tra i dolci spicca in assoluto il Pastel de Nata, pasticcino a base di crema e pasta sfoglia. Provarlo può creare dipendenza.

Per smaltire questi pasti impegnativi è meglio lasciarsi andare ad una piacevole camminata, durante la quale è quasi impossibile non udire il celebre fado portoghese. Una musica un po’ triste e nostalgica, che una volta interiorizzata risulta essere di gran lunga più piacevole. Nei locali cittadini è abbastanza usuale imbattersi in qualche cantante che intrattiene il pubblico in questo modo.
Della serie “dimmi che musica ascolti e ti dirò chi sei”, il fado rispecchia alla perfezione il modo di fare della gente. La gentilezza non manca mai e anche la cordialità da queste parti è piuttosto usuale, così come quella coltre di “sana” malinconia. Infatti la percezione che ho avuto è che questo sentimento sia intrinseco e dia quel tocco di profondità agli autoctoni.
Anche stavolta siamo giunti al termine del viaggio e prima di ritrovarci al prossimo gate voglio lasciarvi con una mera emozione personale. Porto è una di quelle città in cui potrei trasferirmi anche domani. È bella, accogliente e senza troppi fronzoli. In più ha quel tocco di mestizia, che la rende una vera e propria seconda casa.



