Ecco quali sono le nostre favorite per la vittoria del Mondiale 2026 e quali potrebbero essere le possibili outsider

Il Mondiale 2026 è alle porte. Manca sempre meno all’11 giugno giorno del match d’esordio tra Messico e Sudafrica. Casualità vuole si affronteranno le stesse formazioni che avevano aperto la manifestazione del 2010 quando però era la compagine africana ad ospitare il torneo.
A prescindere da questa mera coincidenza in questa sede andremo ad analizzare i rapporti di forza di un Mondiale che si preannuncia a dir poco spettacolare. Purtroppo cari bisbetici l’Italia non è presente e seppur sia triste ammetterlo è diventata quasi un’abitudine. Ci limiteremo a guardarlo dalla tv e a gufare le nostre rivali storiche, anche se è altamente probabile che una di loro possa salire sul tetto del mondo.
Passata la “fase rosicata” andiamo ad immergerci nella rassegna iridata che si disputerà in ben tre paesi, ovvero Usa, Canada e Messico. Sarà il primo a 48 squadre e quindi con un turno in più rispetto al passato. Approderanno ai sedicesimi di finale le prime 2 di ogni girone (sono 12 in totale) e le 8 migliori terze. Ma chi alzerà la coppa al cielo il prossimo 19 luglio? La sfera di cristallo ancora non ce l’abbiamo, ma un’idea ce la siamo fatta.
Le favorite per la vittoria del Mondiale 2026
Senza troppi giri di parole vi diciamo in maniera esplicita che se la Francia fa la Francia per le altre non c’è partita. Ha la rosa con maggiore qualità tecnica e anche più profonda. Dopo aver perso la finale contro l’Argentina nel 2022, la selezione di Deschamps vuole riprendersi lo scettro mondiale conquistato nel 2018 in Russia. Inutile dire che insieme alla Germania e all’Inghilterra è nel lotto delle squadre che ogni italiano non vorrebbe mai vedere vincere.
Forse può giocarsela la Spagna e diciamoci la verità, ci farebbe meno male. Ha un solo titolo all’attivo conquistato in Sudafrica nel 2010 e non c’è una particolare rivalità in atto. A livello strutturale può vantare talento, freschezza e quella buona dose di tecnica che possono fare la differenza in questo genere di competizioni.
Sulla stessa lunghezza d’onda c’è il Portogallo. CR7 è al suo sesto mondiale e a meno di clamorosi ribaltoni sarà l’ultimo della sua carriera. Spera di poter coronare il sogno di portare il suo popolo lì dove non è mai arrivato. Insieme ad altri elementi di spicco, tra cui il blocco del Paris Saint Germain non è così utopistico che possa riuscirci.
L’Inghilterra obiettivamente potrebbe concorrere, ma nell’imaginario collettivo la nazionale britannica si fermerà come al solito ad un passo dalla gloria per poi vedere gli altri esultare. È vero è merito loro se esiste questo gioco e con tutta probabilità lo hanno inventato per dimostrare la loro vena benefica visto che hanno vinto un solo mondiale e non hanno mai conquistato un europeo in tutta la storia del calcio.
Argentina, Germania e Brasile sono le altre nazionali che sulla carta potrebbero vincere il mondiale. Sì, ma a patto che una o più delle quattro sopracitate non facciano il loro dovere. I campioni in carica non hanno rinnovato più di tanto dopo aver trionfato in Qatar. Tedeschi e brasiliani hanno avuto squadre di gran lunga più forte. I verdeoro però hanno Ancelotti, che dopo aver vinto di tutto in carriera spera di mettere le mani anche sul Mondiale.

Le potenziali rivelazioni del Mondiale 2026
In seconda fascia e pronte allo scatto decisivo ci sono alcune selezioni di paesi meno blasonati, almeno per quanto riguarda la tradizione calcistica. Per onestà intellettuale va detto che sono nel pieno delle loro generazioni d’oro. Stiamo parlando della Norvegia, del Belgio e dell’Olanda. Gli scandinavi probabilmente non sono mai stati così competitivi e noi ne sappiamo qualcosa.
Nel girone di qualificazione ci hanno letteralmente demolito e al contrario di quanto si possa pensare non hanno solo Haaland. Olandesi e belgi invece non sono nel loro apice storico, ma sono delle realtà ben consolidate con elementi abituati a giocare a livelli importanti anche in Champions League.

Per chi partecipare al Mondiale 2026 è già una vittoria
Per tutte le altre già essere arrivati al Mondiale 2026 è di fatto una vittoria. Qualcuna per forza di cosa sarà la rivelazione, un po’ come capitato al Marocco quattro anni fa. I nordafricani arrivarono addirittura in semifinale. Chi potrà compiere un percorso simile in questo mondiale? Forse le padrone di casa Messico e Stati Uniti? O la Scozia che torna ad una fase finale dopo 28 anni? Attenzione anche al Giappone e la Svizzera che sono delle habitué di certi palcoscenici.
Il Mondiale di Panama, Capo Verde, Curacao, Haiti, Congo, Nuova Zelanda e Uzbekistan sarà delle all’insegna del romano “volemose bene”. Alcune sono al debutto assoluto e altre sono comunque poco avvezze a questi appuntamenti. Balleranno e si divertiranno finché potranno per poi custodire i dolci ricordi di un’esperienza che chissà tra quanto rivivranno.

E la Bosnia ed Erzegovina? Pensavate che ci eravamo dimenticati di lei. Premessa. Se non siamo al Mondiale è solo ed esclusivamente colpa della nostra nazionale e delle istituzioni del calcio italiano. Però, sarebbe ipocrita negarlo, appena verrà eliminata ci lasceremo andare a dei gesti di esultanza con tanto di esclamazione: “Così imparate ad averci eliminato”. In tempi di vacche magre è una delle rare soddisfazioni di cui dovremo accontentarci.



