Mondiale 2026: non rammarichiamoci, per l’Italia sarebbe stata un’altra umiliante comparsata

L’inizio del Mondiale 2026 ha riportato in auge la delusione dell’Italia per la mancata qualificazione, ma forse non è poi così un dramma. Ecco perché
Nazionale italiana di calcio - LeBisbetiche.com
Nazionale italiana di calcio – LeBisbetiche.com (Credits: Canva)

Il momento per niente atteso in Italia è arrivato. Il campionato del mondo di calcio è iniziato e per la terza volta consecutiva non ci siamo. La partita di Zenica contro la Bosnia ed Erzegovina è ancora nelle menti dei tifosi azzurri, che nel corso del prossimo mese non potranno fare altro che assistere a quanto di buono offrirà la rassegna iridata e al contempo “gufare” le nemiche più odiate.

Uno scenario a dir poco desolante, che però è frutto di anni di scelte di sbagliate e di una mancanza di talento diventata ormai fin troppo palese. I calciatori iconici e di qualità sono un ricordo quasi recondito e riconducibile all’estate 2006, quando salimmo sul tetto del mondo con una squadra di fenomeni. Per rendere l’idea, rimasero a casa giocatori del calibro di Cassano e Vieri (anche se quest’ultimo non era al massimo della condizione fisica).

La situazione attuale dell’Italia

Storia passata, purtroppo. A distanza di 20 anni lo scenario è mutato radicalmente. Non c’è più quella ressa, anzi per trovare 26 giocatori arruolabili bisogna fare una fatica immane. Si ricorre a naturalizzati improbabili che a malapena parlano in italiano o si convocano giocatori reduci da una manciata di gol e da qualche assist con il proprio club.

La sensazione è che ci vorrà molto tempo per poter tornare ad essere competitivi a certi livelli. Se la svolta dovrà darla nuovamente Roberto Mancini, con tutto il rispetto, allora significa che il percorso sarà lungo e tortuoso. Certo, ha dalla sua la vittoria all’Europeo nel 2021, anche se in quel caso alcuni giocatori di valore c’erano.

Il tanto bistrattato Immobile segnava a raffica in Serie A, Insigne era ancora nella sua fase “tiraggiro”, a centrocampo potevamo contare su Verratti e in difesa Bonucci e Chiellini hanno confezionato l’ultimo regalo, prima di lasciar spazio ai posteri. E pensare che sono passati appena cinque anni da quel trionfo di cui non è rimasto praticamente nulla.

Italia campione d'Europa 2021 - LeBisbetiche.com
Italia campione d’Europa 2021 – LeBisbetiche.com (Credits: Wikipedia)

L’Italia e il Mondiale 2026

Chiaramente non può essere un alibi per giustificare la terza esclusione di fila dalla fase finale di un Mondiale. L’Italia dovrebbe esserci sempre, o almeno nell’immaginario dell’italiano medio dovrebbe essere sempre così. Il rammarico rimane e seppur proviamo ancora a negarlo, ormai ci siamo quasi abituati a questo destino avverso.

Assodato ciò, proviamo per un attimo a cogliere l’aspetto positivo di questa situazione. Onestamente con così poca tecnica e senza giocatori di carisma, che ruolo avremmo potuto recitare al  Mondiale 2026? (A tal proposito non perdetevi i nostri pronostici). Visto il girone in cui saremmo finiti (girone B con Svizzera, Canada e Qatar), forse ai sedicesimi di finale ci saremmo arrivati, ma poi lì tutto sarebbe dipeso da eventuali accoppiamenti favorevoli.

D’altronde il recente passato insegna. Ad Euro 2024 dopo esserci qualificati in extremis agli ottavi di finale grazie al gol di Zaccagni a tempo scaduto contro la Croazia, siamo usciti proprio con la Svizzera, che ci aveva già estromesso dal Mondiale 2022. Anche gli elvetici, per cui il calcio è un passatempo alla stregua del golf sono più avanti di noi, è un dato di fatto.

Ciò non significa che nel “giochetto” delle figurine sia più forte dell’Italia, bensì che fa le cose per bene e con programmazione. Dunque, non è solo una questione di rivali storiche. Bisogna avere l’onestà intellettuale di dire che la Norvegia (lo ha dimostrato sul campo) è di un altro pianeta, che il Belgio e l’Olanda, che sono poco più grandi della Sicilia, hanno lavorato bene e hanno sfornato talenti, che addirittura la Svezia ha un bomber di caratura europea come Gyokeres e noi no.

Si può andare avanti citando anche il Marocco, la Colombia, l’Uruguay con cui si potrebbe vincere, ma anche perdere, il Messico e gli Stati Uniti che hanno dalla loro il fattore campo. Insomma amici bisbetici, se l’obiettivo doveva essere solo partecipare allora non ci sarebbe stato alcun problema, ma se si voleva tenere testa alla storia e all’ambizione dell’Italia, allora è bene non disperarsi e pensare che in fondo in fondo è meglio così. Prima o poi torneremo a ruggire.

MetLife Stadium (Stadio finale Mondiale 2026) - LeBisbetiche.com
MetLife Stadium (Stadio finale Mondiale 2026) – LeBisbetiche.com (Credits: Wikipedia)

Passeremo inevitabilmente per altri momenti bui, ma alla fine come storicamente è già accaduto assaporeremo di nuovo la gloria. A tal proposito può essere interessante il pensiero del centrocampista della Germania Joshua Kimmich, che di recente ha affermato: “Se analizziamo gli ultimi 20 anni, l’Italia ha vinto un Mondiale in casa nostra e un Europeo. Grandi Nazionali non vincono nulla da anni”. Non è proprio il primo che capita visto il suo straordinario palmares. Certi ragionamenti però appartengono solo ai vincenti e noi vogliamo che l’Italia torni ad esserlo.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
Articoli: 20

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *