Le recenti tensioni legate all’approvvigionamento e ai costi dei carburanti stanno mettendo a dura prova anche il settore dell’istruzione si trova a fare i conti con una pressione economica e organizzativa senza precedenti. Tornerà la Dad? Ecco la risposta.

Didattica a distanza, un ritorno certo?
Negli ultimi mesi, lo spostamento giornaliero verso le scuole e gli atenei è diventato una vera e propria corsa a ostacoli. Centinaia di migliaia di docenti, personale scolastico e studenti pendolari vivono una situazione di forte disagio a causa dell’impennata del prezzo della benzina e del gasolio. Per chi risiede in contesti periferici o in aree interne prive di servizi di trasporto pubblico efficienti, l’automobile rimane l’unico mezzo possibile.
Questo scenario sta traducendosi in un peso finanziario enorme per i bilanci familiari e degli insegnanti a tempo determinato o fuori sede, i quali vedono una fetta consistente del proprio stipendio prosciugata unicamente dai costi di viaggio. Non a caso in alcune aree del nostro Paese si sta valutando l’idea di tornare alla Didattica a distanza.
I limiti del trasporto pubblico e la pressione sulle istituzioni
Il sistema del trasporto pubblico locale, già spesso congestionato e strutturalmente fragile, non riesce ad assorbire l’aumento della domanda da parte di chi cerca di evitare l’uso del proprio veicolo. I ritardi cronici, il sovraffollamento dei pullman regionali e la riduzione delle corse per contenere le spese di gestione aziendali stanno aggravando le difficoltà quotidiane.
Di fronte a questo quadro critico, la risposta delle istituzioni resta al momento attendista, mentre la comunità scolastica continua a fare enormi sforzi personali e finanziari per garantire la continuità didattica e la frequenza in aula, evitando che la crisi logistica paralizzi la formazione.

Il nodo cruciale: la DaD come extrema ratio scongiurata
Nonostante le enormi difficoltà di docenti e studenti nel raggiungere gli istituti, si punta a evitare in ogni modo la riattivazione della Didattica a Distanza. Sebbene la DaD sia stata paventata da più parti come una potenziale misura d’emergenza per abbattere i consumi energetici e ridurre gli spostamenti durante la crisi dei carburanti, le autorità scolastiche e il Ministero dell’Istruzione non intenderanno adottare questo provvedimento.
La volontà ferma è quella di tutelare la socialità e il valore pedagogico della presenza fisica. Salvo un collasso totale della distribuzione dei carburanti, il ritorno alle lezioni da remoto non verrà preso in considerazione, preferendo soluzioni alternative per sostenere la mobilità.



