L’omicidio commesso da Elize Matsunaga esula dalla banalità del male: ecco come una sex worker è diventata una privilegiata… e poi un’assassina.

La storia di oggi è tanto cruenta e intricata quanto sconosciuta ai più, ma ha avuto in Brasile lo stesso impatto mediatico del caso Parolisi-Rea in Italia, giusto per fare una proporzione.
Del resto, si tratta di una vicenda costellata di passioni, pulsioni inconfessabili e segreti matrimoniali, sullo sfondo di una San Paolo frenetica e inesorabile con i fragili, come succede in molte metropoli.
La protagonista del nostro caso di true crime è Elize Araújo Matsunaga, nata a Paranà nel 1981 in una famiglia assai modesta e disfunzionale.
Reduce da un’infanzia complicata e resa ancora più ostica dal divorzio dei genitori, Elize avrebbe subito abusi fin dai 12 anni dal patrigno adottivo, come ha confidato alle amiche e dichiarato successivamente in sede di interrogatorio.
Anche il rapporto con la madre si incrinò gradualmente, spingendola ad emanciparsi in giovane età. Seguì un corso di infermieristica a Curitiba, lavorando per qualche tempo nell’ospedale della città, ma ben presto sentì il richiamo della luccicante San Paolo, e vi si recò per tentare la fortuna.

Così, Elize si ritrovò a fronteggiare un mondo troppo grande e cinico per lei, ma ben presto comprese che il suo aspetto avrebbe potuto offrirle una provvisoria ancora di salvezza, almeno dal punto di vista economico. La ragazza, consapevole che la prostituzione è il mestiere più antico del mondo, si iscrisse al sito di incontri Escorts Vogue, che sponsorizzava i servigi di avvenenti signorine a beneficio di uomini lascivi e danarosi.
In breve tempo, Elize divenne un’escort piuttosto richiesta e ben integrata nel circuito dei night club, ma non smise mai di cullare il sogno di una famiglia tutta sua, magari in un contesto stabile e agiato, lontano dal degrado che — prestazione dopo prestazione — assorbiva sottopelle.
Provvidenzialmente, una sera venne contattata online da Marcos Matsunaga, il facoltoso erede del colosso alimentare Yoki, fondato dal nonno Yoshizo Kitano. La sua famiglia, di origine giapponese, dalle fatiche dell’immigrazione aveva costruito una storia di successo: nel 2004 Marcus era ormai ai vertici dell’impero, e apparentemente realizzato anche dal punto di vista personale.
In effetti, era non solo ricchissimo, ma anche sposato e padre di un figlio.
Elize e Marcos Matsunaga: un incontro fatidico
La scintilla tra i due scoppiò immediatamente, con l’ardore che solo le cotte adolescenziali conservano. Marcos perse letteralmente la testa per Elize: dopo i primi incontri a sfondo puramente sessuale, l’uomo iniziò a corteggiarla in modo cavalleresco, incurante della sua professione e delle inevitabili frequentazioni parallele della giovane.
Un’intesa formidabile, quella che li legava, ma dopo qualche tempo la relazione arrivò al proverbiale bivio: la donna aveva infatti scoperto che Marcos era sposato, e mal tollerava il proprio status di amante a pagamento.
Voleva l’happy ending, Elize.
La coppia, ormai, non si limitava più a consumare rapporti lampo nelle camere dei 5 stelle, ma aveva persino iniziato a condividere passioni nel tempo libero. Seppur in completa clandestinità, Marcos aveva fatto ottenere a Elize il certificato di registrazione all’Esercito brasiliano, una sorta di porto d’armi che la introdusse ai safari e alle battute di caccia.
Lorena Comparato sobre viver Elize Matsunaga em filme da Netflix: disse que acha perigosa a “onda” de fãs de Elize, que usam o seu caso em memes contra relacionamentos tóxicos ou baseados na infidelidade. “Eu acho muito perigoso as pessoas serem fãs de uma ass*ss!na” pic.twitter.com/TSS0nFBpE6
— Gordo Fofoqueiro (@gordofofoqueiro) July 24, 2026
Ormai completamente invaghito della compagna, Marcos decise infine di divorziare dalla prima moglie.
La proposta di matrimonio giunse nell’ottobre del 2009: Elize, al settimo cielo, accettò senza esitazioni. La famiglia di lui osteggiava educatamente — fedele al costume giapponese — questo nuovo rapporto, ma che importava?
La coppia era felice, innamorata e popolare nell’alta società di San Paolo: i pregiudizi sarebbero sicuramente passati in secondo piano… oppure no?
La crisi e i tradimenti
Alla cerimonia parteciparono circa 300 invitati, e persino i genitori di Marcos si adeguarono ai desideri del figlio, sfoggiando buon viso a cattivo gioco. Quel loro figliolo perennemente inquieto sembrava finalmente appagato. E poi chissà, magari l’arrivo di un bebè avrebbe disteso ulteriormente gli animi.
Fino al 2010, i Matsunaga si mostrarono al jet set di San Paolo come la coppia perfetta: una casa signorile e spaziosa, arredata con gusto, dotata di un’impressionante teca di armi da fuoco e impreziosita da un lussureggiante patio con piscina. Due coniugi complici e affettuosi, una carriera in ascesa per Marcos.
Ciò che nessuno poteva sospettare era che l’uomo, tra le mura domestiche, faceva pressione ad Elize, spingendola a sottoporsi a estenuanti trattamenti per la fertilità. La donna, che si era lasciata alla spalle i suoi trascorsi da escort, tentava di soddisfare tutte le richieste del marito, ma la solitudine cominciava a pesarle come un macigno.
Abbandonata sempre più spesso in quella villa silenziosa durante le frequenti trasferte di Marcos, Elize iniziò a notare delle anomalie nel suo rapporto. L’uomo si assentava per giorni, e talvolta posticipava all’ultimo minuto il suo ritorno a casa. Appariva più freddo e distaccato, viveva il sesso come un’incombenza utilitaristica, piuttosto che come un momento di connessione.

Elize scoprì infine dalla cronologia del suo PC che Marcos non aveva mai smesso di frequentare l’universo delle escort: distrutta, sventolò lo spauracchio del divorzio, ma nella scena irruppe un clamoroso plot twist.
Ironia della sorte, la sua triste epifania fu accompagnata da un’ulteriore sorpresa: era finalmente incinta.
Una gioia venata da un dolore intimo e pulsante, la sua, ma Marcos, galvanizzato dalla notizia, la ricoprì di promesse e si dichiarò pronto a fare ammenda. Ad essere un padre presente, un marito migliore.
Probabilmente, Elize aveva bisogno di credergli… e così fece.
Ma la morigeratezza di Marcos durò ben poco. A pochi mesi dalla nascita della sua secondogenita, avvenuta a fine 2010, l’uomo ricominciò con i presunti viaggi di lavoro e le telefonate sfuggenti, trattando Elize come una subalterna dei bassifondi.
Un struggente senso di umiliazione si insinuò nella donna, aggravato dagli epiteti che Marcos le riservava durante i litigi, L’imprenditore non perdeva occasione per sbatterle in faccia il suo passato, denigrandola con gli amici più cari, e sarebbe addirittura arrivato a lanciarle banconote sul letto dopo un approccio sessuale respinto.
Elize Matsunaga, il buio nel cuore
Nel 2012, Elize decise che la misura era colma. Aveva nuovamente rilevato le incursioni del marito sul sito Escorts Vogue, con tanto di recensioni entusiastiche alle fanciulle ingaggiate.
Amareggiata e furiosa, la donna vagliò nuovamente l’idea del divorzio ma, decisa a tutelarsi, arruolò a sua volta un investigatore privato, mettendolo alle calcagna di Marcos.
La sua idea era di ottenere prove fotografiche che immortalassero le sue infedeltà, in modo da ricevere un trattamento di favore in Tribunale e la custodia esclusiva della figlia.
MP quer anular júri que condenou Elize Matsunaga; defesa pede redução da penahttps://t.co/bTjQedEGdQ #G1 pic.twitter.com/TqTm1nLYfV
— g1 (@g1) April 15, 2018
Ma, come si suol dire, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Elize riuscì nell’intento, cristallizzando l’incontro clandestino di Marcos con un’escort presso l’Hotel Mercure di San Paolo, ma non le fu possibile utilizzare gli scatti come leva negoziale.
Il 19 maggio del 2012 la coppia rincasò assieme alla tata verso le 18:30, come testimoniano le telecamere di sicurezza dell’ascensore. Congedata la baby-sitter, Elize e Marcus innescarono l’ennesimo battibecco mentre la bimba riposava nel suo lettino: lei rinfacciò al marito le sue scappatelle, con tanto di prove fotografiche, ma la reazione dell’imprenditore la spiazzò.
Marcos, infatti, l’avrebbe schernita, spiegandole che nessun Tribunale avrebbe affidato la figlia a una madre con trascorsi di escort. I soldi dei Matsunaga, poi, avrebbero fatto il resto.
La definì pazza, rivelando che aveva preso contatti con un centro di recupero per pazienti psichiatrici, poi le voltò le spalle e andò a recuperare la pizza a domicilio dalle mani del fattorino, scendendo al piano terra. Le ultime immagini di Marcos in vita sono proprio quelle in ascensore: l’orologio segnava le 19:30.
La notte del delitto: il punto di rottura
Aveva indubbiamente caricato l’artiglieria pesante… ma senza mettere in conto la reazione di Elize.
La donna, esasperata e dilaniata da quell’ultimo affronto — il più intollerabile — estrasse una pistola, la puntò al volto dell’uomo che aveva amato e premette il grilletto.

Marcos crollò sul pavimento ed Elize, dopo qualche attimo di stupore, decise di passare alla fase successiva. Imbracciata la sega elettrica acquistata solo qualche giorno prima — elemento che contribuirà all’ipotesi della premeditazione — smembrò in 8 sezioni il corpo del marito, riponendole poi in tre valigie di grosse dimensioni.
Dopo aver ripulito la scena del crimine, il mattino successivo Elize affidò la figlia alle cure della tata, quindi trascinò le valigie nella sua auto, abbandonandole poi in una zona boschiva di Cotia, a 40 chilometri di distanza.
L’assenza di Marcos allarmò immediatamente i suoi familiari, che nelle prime ore paventarono l’eventualità di un rapimento: in fondo, l’imprenditore stava per concludere una ghiotta trattativa. Ma la richiesta di riscatto non arrivò mai, e dell’uomo nessuna traccia.
I suoi resti vennero rinvenuti il 27 maggio, otto giorni dopo la scomparsa, dispersi in una zona di vegetazione fitta: le valigie erano state lacerate dagli animali, e il contenuto aveva iniziato a emergere dal fogliame, rendendo inevitabile l’avvio delle indagini.
Elize Matsunaga: fine pena mai
Il processo si concluse nel 2016 con una condanna a 19 anni di reclusione, poi ridotti in appello a 16 anni e 3 mesi, per omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Elize ha scontato parte della pena nel carcere di Tremembé, dove ha studiato, lavorato e cercato di affrancarsi dall’etichetta di assassina. E anche da quella di escort.
Da allora non ha più visto sua figlia: la famiglia Matsunaga ha ottenuto la tutela esclusiva e congelato ogni contatto, condannandola a una pena più atroce di qualsiasi ergastolo.
E qui, al netto dell’orrore, resta una verità scomoda: Elize non è un mostro da laboratorio, ma il prodotto di una vita che l’ha ferita molto prima che il colpo di pistola raggiungesse le tempie di Marcos.
Non giustifica ciò che ha fatto — nulla potrebbe — ma spiega quanto la sofferenza possa spingerci oltre il limite. Talvolta, può condurci in zone davvero buie.
Se volete approfondire la vicenda di Elize e Marcos, trovate qui la pellicola di Netflix che ricostruisce, seppur romanzata, la loro tormentata storia d’amore.



