Il buon avvio di campionato del Frosinone sta attirando notevoli attenzioni. Con poche risorse la squadra di Alvini sta facendo miracoli

Tra le sorprese più inaspettate di questo primo scorcio di campionato c’è senz’altro il Frosinone. I ciociari hanno già raccolto dieci punti e con questo andamento possono sperare realmente di centrare la salvezza al termine del torneo.
Oltre ai risultati, che chiaramente sono molto importanti, va considerato anche il gioco sempre propositivo e spumeggiante. In ogni gara, a prescindere dall’avversario, gli uomini di mister Alvini hanno sempre provato ad imporre la propria mentalità in campo.
E ciò ha portato addirittura a battere il Como di Fabregas, che quest’anno gioca in Champions League. I lariani vengono da anni di crescita costante e secondo diversi addetti ai lavori è tra le candidate a giocarsi lo scudetto.
Dietro ai lombardi c’è Robert Budi Hartono, che ogni anno è ormai costantemente tra i primi 100-150 uomini più ricchi del mondo secondo Forbes. Dunque una proprietà di un certo rilievo, che nel tempo ha investito tanto in riva al lago. Certo, i soldi bisogna saperli spendere, ma quando ci sono disponibilità simili è di certo più semplice far bene.
Il Frosinone invece è da anni nelle mani di Maurizio Stirpe, esattamente dal 2003. Nel corso del tempo sono stati raggiunti traguardi quasi insperati e nel 2017 è stato inaugurato lo Stadio intitolato al padre Benito. Tutto molto bello, ma per niente paragonabile alla forza economica di Hartono.
I numeri che certificano il buon lavoro del Frosinone
Dunque, anche in virtù di questo aspetto è facile intendere come il vero miracolo calcistico nostrano sia il Frosinone e non il Como. La compagine laziale è lo specchio di una famiglia autoctona che per anni oltre al denaro, ci ha messo cuore e anima per portare il club più in alto possibile.
Ha vissuto anche momenti bui, in cui sembrava difficile riemergere, ma negli ultimi undici anni ha centrato ben quattro promozioni in Serie A. È però mancata la ciliegina sulla torta, ovvero la salvezza. Ogni qualvolta che i ciociari si sono misurati con il massimo torneo nazionale sono sempre retrocessi.
Stavolta la sensazione è che il lieto fine si possa scrivere e che ciò possa avvenire con le idee e senza dover spendere quanto il Como. Secondo quanto riportato da capology.com il monte ingaggi lordo del Frosinone della stagione in corso è di 22,9 milioni di euro. Quello della formazione comasca è invece di 73,05 milioni di euro.

Anche in merito al valore della rosa la differenza è abissale. Il dato di Transfermarkt è emblematico in tal senso e recita 113,60 milioni di euro per quanto riguarda il Frosinone. Per il Como invece è di 568,15 milioni di euro. Un raffronto che rende ancora più incredibile la recente vittoria per 2-0 dei gialloazzurri in campionato.
Il paragone che fa ancora più scalpore è quello dei calciatori italiani in rosa. Il Frosinone ha circa il 50% della rosa composta da giocatori azzurri. Tra gli elementi che lasciano ben sperare spiccano il portiere Lorenzo Palmisani e l’attaccante Antonio Raimondo, entrambi del 2004. In generale l’età media della squadra è di 25,3 anni. Il Como “risponde” con il 77,8% di stranieri. Di certo non si può dire che dia un bel contributo al nostro movimento calcistico, soprattutto in una fase così negativa come questa.
Insomma amici bisbetici, sarà che siamo romantici e amanti di un calcio che ormai non esiste quasi più, ma vedere una squadra di provincia (la città ha poco meno di 50.000 abitanti) fare così bene senza una proprietà ultra milionaria ci fa sognare. E quindi, caro Frosinone adesso sta a te proseguire su questa scia e centrare una salvezza che avrebbe il sapore di uno scudetto.



