ESCLUSIVA | Jonathan Campagna si racconta: “Voglio tornare tra i professionisti, sono pronto”

L’ex Fiorentina, Cesena, SPAL e Torres racconta il periodo più difficile della sua vita sportiva e il ritorno in campo che gli ha restituito il sorriso
Jonathan Campagna - LeBisbetiche.com
Jonathan Campagna – LeBisbetiche.com

Jonathan Campagna, nato a Borgo San Lorenzo il 19 giugno 2002, è un calciatore che ha già vissuto tante vite dentro lo stesso percorso. Gli inizi da bambino, il settore giovanile della Fiorentina, il passaggio decisivo alla Cattolica Virtus, il professionismo, la Serie C, gli infortuni, la paura e infine la rinascita. La sua passione per il calcio nasce prestissimo. «Ho sempre avuto il pallone tra i piedi. Fin da piccolo il calcio è stato dentro di me, una passione che mi ha accompagnato da sempre».

I primi passi arrivano a Firenze, in una società affiliata alla Fiorentina. «Ho iniziato lì con la scuola calcio. Dopo qualche anno sono passato proprio alla Fiorentina, dove sono rimasto circa tre anni e mezzo». L’esperienza viola, però, non è stata sempre semplice. «L’ultimo anno fu complicato. Giocavo poco e, quando sei un bambino, hai bisogno soprattutto di divertirti. A un certo punto mi era quasi passata la voglia di giocare».

La svolta arriva con il trasferimento alla Cattolica Virtus, una tappa che Campagna considera ancora oggi fondamentale. «Ringrazio tuttora quella società, perché mi ha cambiato la carriera. Feci due anni bellissimi, in una squadra davvero forte. Segnai tanti gol, vinsi la classifica cannonieri per due stagioni e conquistammo anche il campionato nazionale, diventando campioni d’Italia». Dopo la Cattolica Virtus arriva il Cesena, primo vero passaggio verso il professionismo. Poi la SPAL, a Ferrara, dove Campagna inizia a respirare il calcio dei grandi. «Arrivai lì da Under 17. Feci due anni e mezzo di Primavera e nell’ultimo periodo iniziai anche ad affacciarmi alla prima squadra. La SPAL in quel momento era in Serie A, quindi per me fu un’esperienza molto importante».

Dal punto di vista tattico, Campagna nasce come giocatore offensivo. «Sono partito principalmente da attaccante ed esterno offensivo. Nel settore giovanile ho giocato sia a destra sia a sinistra, da punta centrale e anche da trequartista. Crescendo mi sono adattato pure a ruoli diversi, anche più vicini al centrocampo».

Dopo Cesena e SPAL arrivano altre esperienze importanti. Una delle prime tappe nel calcio dei grandi è Ravenna. «Quella è stata una delle esperienze che porterò sempre nel cuore. Era la mia prima vera avventura tra i grandi, ho imparato tanto e ho trovato giocatori importanti». Il salto successivo è in Serie C, con la Torres, a Sassari. «La Torres è stata un’esperienza fondamentale. La Serie C è calcio vero, professionismo vero. In Sardegna sono stato molto bene, ho conosciuto belle persone e ho vissuto un anno bellissimo».

La paura e la rinascita

Poi, però, qualcosa cambia. Campagna decide di tornare più vicino a casa e sceglie Certaldo, in Serie D. «Dopo Sassari sono rientrato per motivi personali e anche per alcune situazioni societarie ed economiche. Trovai Certaldo, una piazza giusta per ripartire. All’inizio andò anche abbastanza bene, ma poi ci furono alcune difficoltà».

È proprio in quel periodo che arriva il momento più duro: la rottura del legamento crociato. «Non avevo mai avuto un infortunio così grave. Quando successe la prima volta la presi malissimo. Mi chiedevo cosa stesse accadendo e perché proprio a me». Il vero colpo, però, arriva dopo il recupero. «Dopo la prima operazione fai tutto il percorso, lavori, ti alleni, fai sacrifici. Poi rientri e dopo poco ti rompi di nuovo il crociato. La seconda volta è stata pesantissima».

Da quel momento subentra anche la paura. «Mi sono spaventato. Quando tornavo in campo avevo sempre timore. Non riuscivo più a sentirmi tranquillo e ho deciso di fermarmi». Lo stop dura quasi un anno e mezzo. Nel frattempo arrivano comunque diverse chiamate, ma Campagna non se la sente. «Ho avuto proposte da alcune squadre, anche importanti, però non ero pronto. Non riuscivo a pensare di tornare a giocare seriamente dopo il secondo crociato».

In quel periodo il calcio resta presente, ma in modo diverso. «Giocavo con gli amici, facevo calcio a sette solo per divertirmi. Era un modo per stare ancora vicino al pallone, senza la pressione del calcio vero». Proprio dal calcio a sette nasce la ripartenza. Campagna si trasferisce a Quarrata e inizia a giocare un torneo locale. Le sue prestazioni attirano l’attenzione dell’Olimpia Quarrata. «Stavo facendo bene, segnavo molto e si iniziò a parlare di me.  Il direttore sportivo dell’Olimpia Quarrata venne a sapere della mia storia e mi propose di incontrarci.» All’inizio la risposta è negativa. «Gli dissi di no, non ero convinto. Poi mi chiese almeno di provare ad allenarmi una settimana. Dopo due allenamenti, ritrovando lo spogliatoio e un bell’ambiente, decisi di accettare». Quattro mesi in Prima Categoria diventano così il primo passo verso una nuova vita calcistica. «All’inizio lo feci per divertirmi e per non restare fermo. In quel periodo lavoravo anche, quindi il calcio non era più vissuto come prima. Però alla fine dell’anno mi tornò completamente la voglia».

Jonathan Campagna in campo - LeBisbetiche.com
Jonathan Campagna in campo – LeBisbetiche.com

Jonathan Campagna è pronto a tornare nel calcio che conta

A quel punto Campagna prende una decisione netta: rimettersi in forma davvero. «Ho scelto di non andare in vacanza e di dedicarmi totalmente al fisico. Per tre mesi ho fatto palestra tutti i giorni, lavorando tantissimo per tornare al meglio». In questa fase arriva l’opportunità della Lastrigiana: «La società mi ha dato fiducia e la possibilità di rimettermi in forma. Per me è stato molto importante. Quest’anno è andato veramente bene». I numeri confermano la rinascita. «Ho saltato soltanto due partite. Ho fatto 31 presenze tra campionato e Coppa Italia, segnando 5 gol e facendo più di 10 assist. Sono contento perché dopo tutto quello che ho passato non era scontato». Ora il futuro è aperto. Campagna è sotto contratto fino al 30 giugno, ma la voglia è chiara. «Ho avuto alcune proposte e il mio obiettivo è tornare a giocare in un campionato importante. Ho voglia di rimettermi in gioco».

La disponibilità a spostarsi non manca. «Non mi sono mai tolto la possibilità di andare via. A 14 anni ho già lasciato casa per il calcio e non sarebbe né la prima né l’ultima volta». Il sogno, nonostante tutto, è rimasto lo stesso. «Chi ha avuto la fortuna di vedere da vicino il calcio vero sa cosa significa. Io, nel mio piccolo, l’ho visto. Il mio sogno è ancora quello di diventare calciatore e giocare a un buon livello per tanti anni».

Quando gli si chiede dove si vede tra dieci anni, Campagna preferisce non fare troppi programmi. «Non ci ho mai pensato davvero. Ho sempre cercato di vivere il presente e concentrarmi su quello che posso fare adesso. Poi si vedrà». La storia di Jonathan Campagna è quella di un ragazzo che ha conosciuto il talento, il professionismo, la caduta e la ripartenza. Due crociati avrebbero potuto spegnere tutto. Invece il calcio, piano piano, di quello di cui vi parlo spesso proprio come qui, è tornato a chiamarlo. E lui ha scelto di rispondere ancora una volta presente.

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