Tra la potenza della Cascata delle Marmore e il fascino medievale di Spoleto: un viaggio nel cuore verde dell’Umbria

Cascata delle Marmore - LeBisbetiche.com
Cascata delle Marmore – LeBisbetiche.com
La combo Cascata delle Marmore-Spoleto è l’ideale per un weekend rilassante e all’insegna del fascino naturale. Scoprite insieme a noi queste due perle del Centro Italia

L’algoritmo di Facebook ormai regna sovrano e in quest’ultimo periodo mi aveva proposto un profilo che in qualche modo ha catturato la mia attenzione. L’admin rimarcava la necessità di dover uscire dall’Italia per poter dire di aver viaggiato davvero.

Nulla di più falso a mio avviso. Sicuramente le esperienze in cui si abbracciano culture profondamente lontane possono arricchire il proprio bagaglio personale, ma anche spostarsi in giro per l’Italia può aprire a degli scenari che differiscono e non poco dalla propria dimensione.

A prescindere da ciò, ciò che conta è quello che si vive e si prova in quel determinato momento. E non importa se i chilometri percorsi sono solo 100 o se sono 10.000. Se al ritorno il cuore e l’anima saranno pieni di qualcosa che prima non avevano, allora significa che ne è valsa la pena.

Un preambolo doveroso viste le mete che sto per raccontarvi. La Cascata delle Marmore e Spoleto sono delle autentiche perle. Viaggiando da Roma per me erano geograficamente vicine, ma credetemi, una volta arrivato lì mi sembrava di aver messo tra me e la mia amata città una distanza di gran lunga maggiore.

Il frastuono della Capitale ha lasciato spazio alla quiete della natura della Cascata e alla vita lenta dell’affascinante paese del Centro Italia. Se per alcuni spostarsi da una regione all’altra non ha alcuna valenza, per me è una sorta di linfa vitale, soprattutto quando mi reco in Umbria, che in quanto a bellezza non ha nulla da invidiare al resto del mondo.

Cascata delle Marmore: quando l’ingegno dell’uomo non fa danni

Andando per gradi partiamo dalla Cascata della Marmore, la più alta d’Europa tra quelle artificiali. Ebbene sì, seppur possa sembrare strano e di primo impatto deludente, si tratta di un artificio umano. Per una volta però possiamo dire senza dubbio che è riuscito bene, anzi alla grande.

Forse perché la sua creazione risale addirittura al 271 a.C, quando il console romano Manio Curio Dentato ordinò lo scavo di un canale artificiale per far defluire le acque stagnanti della Piana di Rieti e bonificare così una zona paludosa. La Cascata è composta dai fiumi Velino e Nera e si trovano a pochi chilometri da Terni alla fine della Valnerina.

Il suo flusso è controllato tramite paratoie e un segnale acustico avvisa i visitatori poco prima dell’orario del rilascio dell’acqua. Una volta avvenuto questo meccanismo in pochi minuti la cascata raggiunge la sua massima potenza. Ma in che modo è possibile godersi questo spettacolo? Semplicemente pagando un biglietto d’accesso, il cui prezzo varia in base alle stagioni, ai servizi richiesti (ad esempio se si necessita del parcheggio per la propria auto) e anche in base alle fasce d’età. La spesa massima solo per l’ingresso è di massimo 12 euro.

Il Parco della Cascata delle Marmore a prescindere è un’esperienza tutta da vivere. Si estende per oltre 2.000 ettari interamente immersi nel verde. Al suo interno sono presenti diversi percorsi con diversi livelli di difficoltà. Personalmente ho optato per quello che conduceva al Belvedere Superiore. Da lì ho avuto la possibilità di poter scattare la foto riportata in alto e vi assicura che oltre la Cascata anche il panorama era di assoluto livello.

Per chi predilige gli itinerari naturali questa tappa è assolutamente da non perdere. Che sia per un weekend lontano dal traffico e lo smog o per trascorrere una giornata diversa con la famiglia, le motivazioni di certo non mancano. Dunque preparate le vostre auto o in alternativa giungete a Terni per poi prendere o un bus predisposto dal servizio combinato Trenitalia e Busitalia o un pullman di linea come l’E621 che porta fino al Belvedere Inferiore.

Parco Cascata delle Marmore - LeBisbetiche.com
Parco Cascata delle Marmore – LeBisbetiche.com

Spoleto tra patrimonio storico, servizi futuristici e set cinematografici

Una volta terminata questa splendida escursione è l’ora di passare ad altro. Il mio consiglio è quello di lasciarsi andare al fascino suggestivo di Spoleto, che fa già parte della provincia di Perugia. Dalla stazione di Terni il tempo di percorrenza è di circa 20-30 minuti. La particolarità di questo posto è che il centro storico si sviluppa in altezza, ma niente paura. Se non siete avvezzi alle camminate in salita potrete muovervi con il sistema di tappeti mobili sotterranei completamente gratuiti.

Funziona come una vera e propria underground, ma a differenza di quella tradizionale non sono i treni a muovere le persone bensì le infrastrutture. Di fatto è una vera e propria metropolitana a piedi. Una volta all’interno ci si può districare tra i vari punti di interesse. Uno dei principali è il Duomo di Santa Maria Assunta, ovvero una cattedrale romanica del XII secolo. L’affresco all’esterna la rende praticamente unica, tant’è che è stato scelto come uno dei set della nota serie televisiva Don Matteo.

Duomo Santa Maria Assunta, Spoleto - LeBisbetiche.com
Duomo Santa Maria Assunta, Spoleto – LeBisbetiche.com

Da non perdere il Ponte delle Torri, che non sarebbe altro che un ponte-acquedotto alto circa 80 metri e lungo pressappoco 230 metri. È collegato alla Rocca Albornoziana, fortezza medioevale del XIV secolo che domina sulla città e da cui è possibile godere del panorama riportato nell’immagine in basso. È inoltre sede del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto.

Nella lista delle attrazioni meritevoli di Spoleto vanno inserite anche la Basilica di San Salvatore, il Teatro Romano e Museo Archeologico e la Casa Romana, attribuita secondo la tradizione alla madre dell’imperatore Vespasiano.

Panorama Spoleto - LeBisbetiche.com
Panorama Spoleto – LeBisbetiche.com

Nonostante ci sia tanto da vedere, a dare lustro a Spoleto è la semplicità dei suoi vicoli e la serenità che è in grado di trasmettere. Eppure non stiamo parlando di un borgo di poche anime, ma di un piccolo paese di quasi 36.000 anime. La vita scorre lenta, ma per certi versi sembra quasi essersi cristallizzata alla stregua di quanto accade in realtà ben più piccole.

Il tocco finale è dato dai ristorantini tipici di Spoleto dove è possibile assaporare gli strangozzi (pasta fresca simile a degli spaghetti quadrangolari) con il tartufo nero tipico della Valnerina, ma anche i salumi e i formaggi del posto che si sposano alla grande con la torta al testo (chiamata anche crescia in altre località umbre). Tutto questo è molto altro potrete farlo semplicemente “spostandovi” da una regione all’altra. Magari non “viaggerete”, ma sicuramente tornerete a casa soddisfatti.

 

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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