Scopri le 5 lauree che offrono maggiori possibilità di trovare lavoro in Italia secondo i dati AlmaLaurea e Unioncamere.

Scegliere l’università è uno dei momenti più importanti nella vita di un giovane. Una decisione che spesso nasce dalle passioni personali, dalle aspirazioni professionali o semplicemente dal desiderio di costruirsi un futuro migliore. Ma c’è una domanda che, inevitabilmente, accompagna migliaia di studenti e famiglie: quale laurea offre oggi maggiori possibilità di trovare lavoro?
Una domanda tutt’altro che banale, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove il passaggio dagli studi al mondo professionale può rivelarsi complicato. La buona notizia è che non tutti i percorsi universitari presentano le stesse difficoltà di inserimento lavorativo. Alcuni settori, infatti, continuano a cercare personale qualificato, offrendo opportunità interessanti anche a chi ha appena concluso gli studi.
A confermarlo sono le indagini di AlmaLaurea e del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, che fotografano le prospettive occupazionali dei laureati italiani. Secondo il rapporto Laureati e lavoro 2025 di Unioncamere, le imprese private italiane hanno programmato circa 673.000 ingressi di personale laureato, pari all’11,6% delle entrate complessivamente previste.
Ancora più significativo è un altro dato: il 50,9% dei laureati ricercati dalle imprese risulta di difficile reperimento. Questo significa che, mentre molti giovani faticano a trovare un’occupazione, numerose aziende incontrano difficoltà nell’individuare candidati con le competenze necessarie. Ma quali sono, concretamente, i cinque percorsi universitari sui quali vale la pena puntare?
1. Professioni sanitarie: una laurea che apre le porte del lavoro
Se esiste un settore nel quale la richiesta di personale qualificato rimane particolarmente elevata, è sicuramente quello sanitario. Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia e Tecniche di radiologia medica rappresentano alcune delle possibilità per chi desidera intraprendere una professione a stretto contatto con le persone.
Secondo il rapporto AlmaLaurea 2025, come riportato anche da HuffPost Italia, il gruppo medico-sanitario e farmaceutico registra, tra i laureati di primo livello considerati dall’indagine, un tasso di occupazione a un anno dal titolo pari all’81,2%, con una retribuzione media netta di circa 1.624 euro mensili.
Si tratta di un risultato particolarmente interessante, soprattutto considerando che molti di questi percorsi prevedono una laurea triennale abilitante.
Anche Unioncamere conferma le prospettive del settore: nel 2025 le imprese private hanno programmato circa 54.000 inserimenti di laureati dell’indirizzo sanitario e paramedico, senza considerare l’intera domanda proveniente dalla sanità pubblica.
Quali lavori si possono svolgere?
Le opportunità comprendono ospedali, cliniche private, centri riabilitativi, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, naturalmente in base alla specifica professione e ai relativi requisiti.
È importante ricordare che si tratta di percorsi impegnativi, spesso con accesso programmato, che richiedono preparazione scientifica, capacità relazionali e una forte motivazione personale.
2. Informatica e tecnologie digitali: il futuro passa dalle competenze tecnologiche
Viviamo in un mondo sempre più digitale. Aziende, banche, ospedali e pubbliche amministrazioni dipendono quotidianamente da sistemi informatici, piattaforme tecnologiche e strumenti di gestione dei dati.
Non sorprende, quindi, che Informatica e i percorsi universitari legati alle tecnologie ICT rappresentino una scelta interessante per chi cerca opportunità professionali. Secondo il Sistema Informativo Excelsior, tra le figure difficili da reperire figurano analisti e progettisti software, specialisti dei sistemi informatici e professionisti dell’analisi dei dati.
La trasformazione digitale e la diffusione dell’intelligenza artificiale stanno inoltre modificando profondamente le competenze richieste dalle imprese.
Chi sceglie questo percorso può orientarsi verso professioni come:
- Sviluppatore software e applicazioni.
- Analista dei dati.
- Specialista in sicurezza informatica.
- Esperto di infrastrutture digitali e servizi cloud.
- Professionista dell’intelligenza artificiale, con adeguata specializzazione.
Naturalmente, una laurea non è sufficiente da sola a garantire un’assunzione. In questo settore, infatti, contano moltissimo anche le competenze pratiche, i progetti realizzati, la conoscenza dell’inglese e la capacità di aggiornarsi continuamente.
Un vantaggio da non sottovalutare? Alcune professioni digitali consentono anche di lavorare da remoto o di collaborare con aziende internazionali.
3. Ingegneria: una delle scelte più solide per costruire una carriera
Da sempre associata a un percorso universitario impegnativo, Ingegneria continua a offrire prospettive professionali importanti. Il mondo industriale, quello energetico, le infrastrutture e le nuove tecnologie hanno bisogno di professionisti capaci di progettare, innovare e risolvere problemi complessi.
Secondo Unioncamere, nel 2025 le imprese private hanno previsto complessivamente circa 127.000 ingressi di laureati nei diversi indirizzi di ingegneria, pari al 18,8% della domanda totale di laureati.
Tra gli indirizzi maggiormente richiesti figurano Ingegneria industriale, civile, elettronica e dell’informazione. Le prospettive riguardano numerosi settori: dall’automazione industriale alla robotica, dalla produzione energetica alla progettazione di infrastrutture.
Un ingegnere può lavorare in aziende manifatturiere, società di consulenza, imprese tecnologiche, studi professionali e organizzazioni internazionali. Attenzione, però: non tutte le specializzazioni offrono identiche opportunità e alcune attività professionali richiedono ulteriori titoli, abilitazioni o iscrizioni agli albi.
La scelta migliore è quindi individuare un indirizzo coerente sia con le proprie capacità sia con le esigenze del mercato.
4. Economia: il percorso universitario più richiesto dalle imprese private
Chi pensa che Economia significhi soltanto lavorare in banca potrebbe rimanere sorpreso. Oggi un laureato in discipline economiche può trovare opportunità in amministrazione, contabilità, finanza, controllo di gestione, consulenza aziendale, marketing e organizzazione d’impresa.
Secondo il rapporto Laureati e lavoro 2025 del Sistema Informativo Excelsior, l’indirizzo economico è quello maggiormente richiesto dalle imprese private italiane, con circa 193.000 ingressi programmati, equivalenti al 28,6% della domanda di laureati.
Un dato che dimostra quanto queste competenze siano trasversali. Anche le previsioni occupazionali di Unioncamere per il periodo 2025-2029 indicano un fabbisogno significativo nell’area economico-statistica, stimato tra 49.000 e 54.000 lavoratori all’anno con formazione terziaria.
La vera forza di Economia è la possibilità di adattare il proprio percorso a interessi differenti. Chi ama i numeri può orientarsi verso finanza, revisione e analisi economica. Chi preferisce la comunicazione e le strategie commerciali può invece approfondire marketing e gestione aziendale.
Anche in questo caso, tuttavia, è necessario fare una precisazione: essere il percorso più richiesto in termini assoluti non significa automaticamente essere quello con il tasso di occupazione più elevato.
Le opportunità dipendono dalle competenze, dalla specializzazione e dal numero di candidati disponibili.
5. Medicina e Chirurgia: un percorso lungo, ma con prospettive importanti
Medicina e Chirurgia rimane una delle scelte più impegnative dell’intero panorama universitario italiano. Il percorso richiede anni di studio, formazione clinica e, per numerose carriere, un’ulteriore specializzazione.
Eppure, proprio la necessità di professionisti qualificati rende il settore medico particolarmente rilevante dal punto di vista occupazionale.
Secondo le previsioni Excelsior per il periodo 2025-2029, l’insieme degli indirizzi medici e sanitari presenta un fabbisogno consistente di lavoratori qualificati, con una possibile carenza di offerta di giovani formati in questi ambiti.
Anche il rapporto Laureati e lavoro 2025 evidenzia una crescita del 29,1% delle entrate programmate nell’indirizzo medico e odontoiatrico rispetto all’anno precedente, limitatamente alle imprese private considerate dall’indagine.
Un segnale positivo, che non deve però essere confuso con una garanzia di immediata occupazione dopo il conseguimento del titolo.
Chi sceglie Medicina deve mettere in conto un investimento formativo molto lungo e una professione caratterizzata da responsabilità importanti, aggiornamento continuo e, spesso, ritmi lavorativi impegnativi.
Le possibilità comprendono attività cliniche, ricerca, strutture ospedaliere, medicina territoriale e altri ambiti, secondo i requisiti previsti per ciascun ruolo.

E Scienze dell’educazione? Un settore da non sottovalutare
Accanto ai cinque percorsi analizzati, merita una riflessione anche l’ambito dell’educazione e della formazione.
Secondo Unioncamere, nel 2025 le imprese private hanno programmato circa 117.000 ingressi di laureati nell’indirizzo insegnamento e formazione, una cifra significativa che comprende però figure e titoli differenti.
In particolare, Scienze dell’educazione e della formazione può rappresentare un percorso interessante per chi desidera lavorare nei servizi educativi, nel sociale, nei progetti di inclusione e in alcune strutture dedicate all’infanzia, nel rispetto dei requisiti professionali previsti.
Non bisogna tuttavia confondere la domanda complessiva dell’area formativa con le possibilità offerte dalla sola laurea triennale L-19. Le previsioni Excelsior segnalano infatti, per l’insieme dell’indirizzo insegnamento e formazione, un possibile eccesso di offerta di laureati rispetto al fabbisogno nel quinquennio 2025-2029.
Questo rende ancora più importante scegliere con attenzione il percorso, valutare i tirocini e conoscere i requisiti richiesti per la professione desiderata.
Laurearsi conviene ancora? La risposta è sì, ma bisogna scegliere con consapevolezza
Arrivati a questo punto, una domanda sorge spontanea: conviene ancora investire anni di studio per ottenere una laurea? La risposta non può essere uguale per tutti. Il titolo universitario può rappresentare uno strumento importante per accedere a professioni qualificate, ma non costituisce automaticamente una garanzia di lavoro.
Le indagini di AlmaLaurea e Unioncamere dimostrano quanto sia importante conoscere il mercato occupazionale prima di iscriversi a un corso universitario. C’è poi un aspetto spesso trascurato: non esiste una laurea perfetta per tutti.
Un percorso con ottime prospettive lavorative può rivelarsi una scelta sbagliata se non corrisponde alle proprie attitudini. Allo stesso modo, una disciplina con minori sbocchi immediati può diventare la base di una carriera soddisfacente grazie a specializzazioni, esperienze e competenze complementari.
Il consiglio, soprattutto per chi si prepara a scegliere l’università, è quello di informarsi sui dati occupazionali del singolo corso, valutare le opportunità di tirocinio e confrontare i programmi didattici dei diversi atenei.
Perché il vero obiettivo non dovrebbe essere soltanto trovare un lavoro il prima possibile, ma costruire una professione che possa garantire stabilità, crescita e soddisfazione personale.
E, possibilmente, riuscire a trasformare le proprie passioni in un futuro concreto.



