Ricardo López, lo stalker di Björk che ha registrato in video la sua morte

Il caso di Ricardo López è un mix letale di ossessioni, solitudine e isolamento sociale. A vent’anni dalla sua assurda fine, rispolveriamo l’intera vicenda.
Il caso Ricardo López - LeBisbetiche.com
Il caso Ricardo López – LeBisbetiche.com (Credits: Copilot/X)

Talvolta, anche mondi apparentemente lontani possono entrare l’uno nell’orbita dell’altro e, se le circostanze sono favorevoli, persino collidere. Questo sconvolgente caso di cronaca ne è un esempio da manuale: uno dei protagonisti è infatti Ricardo López, un solitario uruguayano di umile estrazione; la seconda è Björk, una delle artiste più creative, dotate e istrioniche dei primi anni 2000.

Ho scoperto questa vicenda parecchi anni fa, durante le mie peregrinazioni notturne nel microcosmo di YouTube, e ricordo che mi ha lasciato un persistente retrogusto amaro. Una sensazione di disagio, come se mi fossi intrufolata nell’intimità altrui, assistendo morbosamente al processo di autodistruzione di un altro essere umano.

Eppure, è proprio lì che Ricardo López voleva trascinare il “suo pubblico”, regalando ai posteri un impressionante videodiario… culminato infine con un gesto estremo.

A vent’anni dal tentato omicidio di Björk e dal suicidio del suo mandante, ripercorriamo uno degli eventi giudiziari maggiormente scioccanti e documentati del XX secolo.

Ricardo López, nato sotto una cattiva stella

Nato a Montevideo nel 1975, Ricardo López ha dovuto convivere fin dalla più tenera età con una serie di patologie che avrebbero compromesso il suo sviluppo, sia dal punto di vista fisico che emotivo.

A dispetto di un Q.I. decisamente sopra la media, i medici gli diagnosticarono infatti la Sindrome di Klinefelter, una rara condizione genetica che inibisce la maturazione degli organi riproduttivi e favorisce l’obesità. Ciò nonostante, Ricardo verrà ricordato come un bambino docile e obbediente, seppur refrattario alle interazioni con i coetanei.

Dopo qualche anno, l’intera famiglia si trasferì negli Stati Uniti, prima in Georgia e poi in Florida. Successivamente, i López approdarono in California, ove appesero il cappello al chiodo.

Superati i tumulti dell’adolescenza, a 18 anni Ricardo decise di emanciparsi e affittò un modesto monolocale al 2401 di Van Buren Street, in una zona periferica di Hollywood. Non cullava sogni di grandezza: per alcuni anni aveva pensato di dedicarsi all’arte, ma accantonò ben presto gli studi per aiutare il fratello nella piccola azienda a conduzione familiare.

Il caso Ricardo López - LeBisbetiche.com
Il caso Ricardo López – LeBisbetiche.com (Credits: Copilot)

Non aveva la patente — una circostanza assai castrante, in una città che si muove prevalentemente su gomma — e di relazioni romantiche nemmeno l’ombra. Un incel ante litteram che viveva trincerato dentro la propria testa, oscillando tra desiderio e sdegno per la spudorata miopia del gentil sesso.

Fu il cinema a suscitare le sue prime pulsioni, in particolare la visione del film Thelma & Louise. Ricardo rimase folgorato dalla performance dell’attrice Geena Davis, arrivando persino a memorizzare tutte le sue battute. Una premessa che ha parecchie similitudini con il caso di Allan Menzies, anche se l’epilogo è decisamente differente.

In quel periodo Ricardo iniziò a trascrivere le sue fantasie disturbanti su un diario cartaceo, almeno finché Geena Davis non ufficializzò la sua rottura con il collega Jeff Goldblum. Il ragazzo non digerì la fine della relazione, come se l’attrice non avesse alcun diritto di voltare pagina. Di autodeterminarsi.

Vergò sulle pagine del diario commenti pieni di acredine indirizzati alla star, ma poi, smaltita la delusione, si apprestò a cambiare bersaglio.

Fu proprio allora, nel 1993, che Björk finì nel mirino del giovane Ricardo López.

L’ossessione per Björk

All’epoca la talentuosa cantante islandese stava spiegando le ali nel panorama discografico mondiale: sebbene avesse iniziato a calcare i palcoscenici sin dall’età di 11 anni, nel 1993 Björk stava per lanciare il suo primo album da solista, Debut.

Il suo stile era eclettico, caratterizzato da abiti di scena suggestivi e quasi onirici. Le sue vocalità, eteree e vibranti. Un mix irresistibile, che le consegnò in breve tempo la chiave per la notorietà internazionale; l’esplosione dei video musicali su MTV fece il resto.

Ricardo López la conobbe così, dallo schermo del suo tubo catodico.

Björk - LeBisbetiche.com
Björk – LeBisbetiche.com (Credits: X)

I suoi gorgheggi angelici rapirono l’immaginazione del giovane, suscitando nuovamente in lui un istinto atavico — il desiderio di amare e di essere amato. Il diario si popolò così di zuccherosi e monotematici castelli in aria: quando gli inquirenti analizzarono i suoi scritti, isolarono ben 408 riferimenti a Björk.

Ma c’erano anche altri segnali d’allarme ricorrenti: in 168 frangenti, Ricardo alludeva al senso di fallimento e alla schiacciante solitudine che lo opprimeva. In 34 passaggi, faceva riferimento al suicidio. In 14, persino all’omicidio.

In sintesi, aveva stilato la ricetta per la tragedia perfetta. O quasi, fortunatamente per Björk.

Ricardo López, l’attentato e il suicidio

Il trigger definitivo possiamo solo dedurlo. Sappiamo che Ricardo covava da anni inclinazioni razziste: è plausibile ipotizzare che la relazione lampo tra Björk e il DJ britannico Goldie, risalente al 1996, abbia esacerbato definitivamente la sua frustrazione.

Il giovane visse infatti la love story interraziale come un tradimento e, deciso a punire la cantante in modo esemplare, iniziò a documentare la sua discesa nella psicosi con una videocamera ricevuta in dono.

Nel suo delirante vlog, Ricardo valutò diverse modalità di vendetta. In una di queste, meditava di spedire all’etichetta di Björk, la Elektra Records, un pacco esplosivo destinato proprio alla performer. Nella scatola avrebbe inserito numerose siringhe caricate con il sangue di una prostituta infetta da HIV, in modo da contagiare nell’esplosione anche la sua “infedele” musa.

Il caso Ricardo López - LeBisbetiche.com
Il caso Ricardo López – LeBisbetiche.com (Credits: Copilot)

Poi Ricardo rivalutò l’idea: l’esecuzione risultava troppo macchinosa, e non era affatto certo della sua efficacia.

Il ragazzo optò quindi per il fatidico piano B: avrebbe spedito presso la casa londinese di Björk un libro-bomba potenziato con acido solforico: sperava che la cantante perisse nell’esplosione, o che perlomeno ne uscisse sfigurata in modo irreversibile.

L’avrebbe omaggiata con un pacco per l’inferno, sentenziò a favor di telecamera. Ricardo preparò l’ordigno e lo affidò al servizio postale, poi si preparò a una drastica uscita di scena.

Nel suo ultimo vlog, ribattezzato The last day e risalente al 12 settembre 1996, il ragazzo predispose un’inquadratura statica e, completamente nudo, sfilò più volte di fronte alla telecamera. Sembrava assorbito da un inquietante rituale: si rasò la testa a zero, offrendo all’obiettivo le sue smorfie allucinate, quindi si dipinse il volto con vernice rossa, verde e nera.

Una volta messo in loop e a tutto volume il video della canzone I remember you di Björk, Ricardo sistemò sullo sfondo un cartello bianco su cui campeggiava la scritta “The best of me“, il meglio di me.

Appoggiò infine il suo corpo pesante e sudaticcio su una sedia, posizionandosi davanti all’insegna improvvisata, quindi iniziò ad ansimare affannosamente, dondolandosi avanti e indietro, e rilasciando lievi grugniti che non lasciavano presagire nulla di buono.

Verso la fine della ballad, Ricardo sollevò la sua Taurus calibro .38, guardò dritto in camera e biascicò il suo breve testamento: «This is for you», questo è per te.

Si cacciò il revolver in bocca e premette il grilletto, accasciandosi immediatamente sul pavimento mentre il suo sangue, che gorgogliava a fiotti dalla ferita, spezzava l’improvviso silenzio con un sottofondo liquido e sinistro.

L’eredità di Ricardo López e la reazione di Björk

L’intento dell’uomo era quello di immolarsi prima di affrontare le conseguenze del suo gesto sconsiderato; temeva infatti che le Forze dell’Ordine riuscissero a rintracciare il mittente del pacco-bomba. Temeva il carcere. Paradossalmente, forse temeva di esistere ancora in un mondo senza Björk.

Ironia della sorte, però, in quei giorni la cantante non si trovava a Londra, ma in California… a pochi chilometri da Ricardo. Il cadavere dell’uomo fu rinvenuto da una pattuglia solo il 16 settembre, a seguito di una segnalazione per cattivi odori nei pressi del suo appartamento.

I poliziotti esaminarono a tempo di record i filmati; appurato che l’esplosivo era già in viaggio verso la capitale britannica, allertarono tempestivamente i colleghi londinesi, che lo disinnescarono con l’aiuto degli artificieri.

Inutile dire che Björk, una volta appresa la notizia, visse nel terrore per settimane. L’artista era ovviamente all’oscuro dell’esistenza di Ricardo ma, dopo un breve ritiro dalla scena pubblica, scelse di affrontare l’accaduto con disarmante empatia.

La cantante contattò infatti la famiglia di Ricardo, porgendo le proprie condoglianze ai genitori, e mostrandosi sinceramente addolorata per il suicidio di quel loro figlio ombroso e schivo. Per l’uomo che aveva tentato di ucciderla.

Björk - LeBisbetiche.com
Björk – LeBisbetiche.com (Credits: Copilot)

«È terribile», commentò Björk dopo qualche giorno. «Sono solo molto, molto triste, e non c’è nulla che possa fare».

La storia di Ricardo López resta il promemoria più crudele di quanto sia facile, quando si è alienati, soli e scollegati dalla realtà, scivolare in un delirio che nessuno riesce a intercettare. In un vortice di psicosi che, se non arginate, possono finire nella prima pagina dei quotidiani internazionali: poche righe, un titolo sensazionalistico, e la vita di qualcuno ridotta a un trafiletto di cronaca nera.

Il suo ultimo video è ancora reperibile online, ma ve ne sconsiglio caldamente la visione: la sua crudezza non aggiunge nulla alla tragedia… e certe immagini, una volta assimilate, possono facilmente perseguitarvi per gli anni a venire.

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