Negli ultimi 22 anni la Lazio ha vissuto di alti e bassi per poi precipitare in un baratro dal quale ora sembra difficile uscire

La Lazio è probabilmente la più nobile delle decadute del calcio italiano. La squadra biancoceleste è la quarta formazione più titolata d’Italia con 16 trofei vinti all’attivo, ma attualmente sta vivendo una lunga fase di crisi dovuta ad una gestione non all’altezza dei suoi trascorsi.
Le ultime due stagioni hanno decretato un declino oggettivo, che ha portato la piazza ad azioni di proteste lecite e sempre civili. Alcune di queste sono sfociate con dei gesti estremi come disertare lo stadio. In tanti lo hanno fatto con un abbonamento già pagato. Insomma un gesto d’amore difficile da comprendere se non si è figli di questo sentimento.
Non è detto che questa sia la strada giusta, però continuare a vedere l’ambizione spegnersi inesorabilmente fa male. Per questo cari amici ed amiche bisbetiche è doveroso avere rispetto di questi tifosi, che oltre a non poter vedere la loro aquila volare tra i cieli del calcio italiano ed europeo sono stati anche scherniti e bistrattati da chi invece avrebbe dovuto tutelarli.
Dunque è bene chiarire questo punto. Non è solo la mancanza di successi, i sostenitori della Lazio sono stufi di cotanta impertinenza e di questo volersi appropriare indebitamente di un patrimonio della gente e non di un singolo individuo che attualmente la gestisce.
I risultati della Lazio in Italia dal 2004 ad oggi
Tutto è iniziato nell’estate del 2004 quando sull’orlo del fallimento la Lazio cambiò proprietà. Sembrava l’inizio di una nuova era di successi dopo aver tribolato per qualche anno per via di una situazione finanziaria non rosea. Permetteteci di dire però che nel calcio di oggi, avere un quadro debitorio come quello che aveva ai tempi la società biancoceleste è praticamente la normalità.
Fatta questa doverosa considerazione è giunto il momento di andare nel dettaglio dei risultati, che purtroppo e per fortuna rappresentano ciò che interessa maggiormente ai tifosi e agli addetti ai lavori. Di seguito ecco i punteggi e i piazzamenti ottenuti in ogni singola stagione:
- Stagione 2004/2005: 44 punti, dodicesimo posto
- Stagione 2005/2006: 62 punti, sesto posto (trasformato in sedicesimo posto a 32 punti dopo i fatti di calciopoli)
- Stagione 2006/2007: 65 punti, quinto posto (diventato terzo posto a 62 punti per via delle penalizzazioni inflitte a Fiorentina e Milan)
- Stagione 2007/2008: 46 punti, dodicesimo posto
- Stagione 2008/2009: 50 punti, decimo posto e vittoria della Coppa Italia
- Stagione 2009/2010: 46 punti, dodicesimo posto e e vittoria della Supercoppa Italiana
- Stagione 2010/2011: 66 punti, quinto posto
- Stagione 2011/2012: 62 punti, quarto posto
- Stagione 2012/2013: 61 punti, settimo posto e vittoria della Coppa Italia
- Stagione 2013/2014: 56 punti, nono posto
- Stagione 2014/2015: 69 punti, terzo posto
- Stagione 2015/2016: 54 punti, ottavo posto
- Stagione 2016/2017: 70 punti, quinto posto
- Stagione 2017/2018: 72 punti, quinto posto e vittoria della Supercoppa Italiana
- Stagione 2018/2019: 59 punti, ottavo posto e vittoria della Coppa Italia
- Stagione 2019/2020: 78 punti, quarto posto e vittoria della Supercoppa Italiana
- Stagione 2020/2021: 68 punti, sesto posto
- Stagione 2021/2022: 64 punti, quinto posto
- Stagione 2022/2023: 74 punti, secondo posto
- Stagione 2023/2024: 61 punti, settimo posto
- Stagione 2024/2025: 65 punti, settimo posto
- Stagione 2025/2026: 54 punti, nono posto
La media matematica (eseguita sui posizionamenti in classica reali e senza gli stravolgimenti di calciopoli) dice che la Lazio è tra sesto e settimo posto. Un dato che evidenzia in maniera chiara la mancanza di ambizione da parte della proprietà. Tre sole qualificazioni in Champions League e un’eliminazione al preliminare nel 2015, una sola volta coinvolta nella lotta per lo scudetto, quando poi il campionato fu bloccato per via del Covid. Certo sarebbe disonesto dire che non ci sono stati momenti importanti e anche i sei trofei vinti in qualche modo bilanciano un po’ la situazione.
Al contempo però nei frangenti in cui l’aquila sembrava poter fare il salto di qualità sono sempre arrivate notevoli delusioni. Sono quelli gli attimi da cogliere per poter cambiare il corso della storia e trasformarla realmente. A quanto pare a chi di dovere non interessava e probabilmente andava bene così. Alzare l’asticella d’altronde comporta degli oneri maggiori e chi non nutre un sentimento passionale nei confronti della squadra di certo non vuole sobbarcarseli.

Il rendimento europeo
In Europa la situazione degli ultimi 22 anni è ancor più “disastrosa”. La Lazio non è mai stata in grado di ritagliarsi una vera e propria dimensione internazionale. In Champions League è arrivata due volte agli ottavi di finale per poi essere eliminata in entrambe le circostanze dal Bayern Monaco. Ma se questo score nel complesso non è malvagio (è la frequenza delle partecipazioni che stona), il discorso cambia se si prende in considerazione l’Europa League. Su dodici apparizioni nella seconda manifestazione continentale, in tre circostanze il miglior risultato raggiunto è rappresentato dai quarti di finale, raggiunti nel 2013, nel 2018 e nel 2025.
La semifinale in una manifestazione europea manca dal 2003, quando l’allora formazione di Roberto Mancini si arrese al Porto di Mourinho. Eppure negli ultimi anni tra le formazioni che si sono portate a casa l’ex Coppa Uefa ci sono l’Eintracht Francoforte e l’Atalanta solo per citarne alcune. Senza dimenticare che in finale ci sono arrivate anche il Dnipro, il Friburgo e il Glasgow Rangers. Onestamente tutte queste squadre hanno più blasone, storia o appeal della Lazio? Se si risponde sì, lo si fa del tutto in malafede.
Per completare l’opera c’è la fugace apparizione in Conference League del 2022/2023 dopo la retrocessione dall’Europa League. Snobbata da squadra e società si è conclusa agli ottavi di finale contro l’AZ Alkmaar, non di certo contro il Real Madrid. La sensazione è che di fatto l’Europa doveva essere solo un palliativo per giustificare la bontà del proprio operato, della serie “però almeno ci siamo arrivati”. Poi è stata spesso messa da parte perché è sempre mancata la voglia di allestire una rosa che potesse far fronte al doppio impegno.

Il raffronto storico e il paragone con il nuovo che avanza
Eppure la Lazio non è affatto questo. Certo, ha vissuto anche dei momenti più drammatici a livello sportivo, però ha conosciuto anche la gloria con sette trionfi (di cui uno scudetto e una Supercoppa Europea) conquistati dal 1998 al 2000. In quegli anni il club più antico della Capitale era temuto e rispetto in Italia e in Europa.
Sir Alex Ferguson, non proprio uno qualsiasi, nella sua autobiografia menzionò quella squadra elogiandola: “Nel 1999 abbiamo perso la Supercoppa Europea contro la Lazio che in quel momento era la migliore squadra al mondo ed è forse questo il ricordo più amaro”. E quindi, come può un team che per un periodo della sua storia è stato il migliore del pianeta essere ridotto così? È innegabile che realtà come Como e Atalanta negli ultimi anni siano ormai nettamente più avanti.
Il Bologna ha vinto una Coppa Italia nella passata stagione e il Napoli che fino al 2022 aveva il medesimo numero di scudetti della Lazio ora ne ha il doppio. Nonostante ci siano tanti sapientoni che affermano che questa è la normale dimensione della squadra (soprattutto all’interno della città di Roma), è tangibile che ci sia qualcosa che non va.

La dimensione attuale e le inquietudini sul futuro
La Lazio ha il sesto bacino utenza d’Italia, il settimo secondo alcune fantasiose stime che riportano prima la Fiorentina. Ciò significa che in una stagione come quella appena conclusasi in cui Juventus e Milan hanno steccato, dovrebbe essere lei una delle possibili outsider, almeno per quanto riguarda un piazzamento in Champions League. Ed invece è arrivato un mesto nono posto al termine di un’annata ricca di vicende extra campo, che hanno inciso e non poco sul rendimento dei giocatori.
Risposte scurrili, interviste con toni sopra le righe e addirittura video sui social ironici nei confronti dei tifosi hanno inasprito ancor di più una frattura che difficilmente si potrà rimarginare. L’auspicio di tutti coloro che amano questa squadra è che ci possa essere un passaggio di consegne a stretto giro e che possa arrivare qualcuno che possa ridare lustro a questa “c…o di storia” come è stata definita in una recente telefonata.



