Serie A, calendario asimmetrico: qualcuno ci spieghi perché dovrebbe piacerci

Nelle ultime stagioni il calendario asimmetrico è diventato ormai una costante e ha creato diverse fazioni tra i tifosi e gli addetti ai lavori
Stadio Giuseppe Meazza, calendario asimmetrico - LeBisbetiche.com
Stadio Giuseppe Meazza – LeBisbetiche.com (Wikimedia Commons)

Tra le molteplici novità del calcio moderno c’è senz’altro l’introduzione del calendario asimmetrico. Per i profani della materia non sarebbe altro che la modulazione delle giornate di campionato senza una reale corrispondenza tra gare di andata e ritorno.

Facendo un esempio, il derby di Milano si gioca alla quarta giornata nel girone d’andata e alla dodicesima del girone di ritorno. Inutile girarci intorno, questa formula ha creato un bel po’ di malcontento popolare andando a minare una delle poche certezze che ancora avevano i tifosi. Proveremo quindi a dare un “senso” (anche se come direbbe Vasco un senso non ce l’ha) a questa innovazione, che francamente ci si poteva risparmiare.

I paletti

Iniziando dalle regole che disciplinano il calendario asimmetrico, va subito specificato che tra una partita di andata e una di ritorno devono passare almeno otto giornate. Dunque, se Fiorentina-Atalanta si gioca alla penultima di andata, il ritorno a Bergamo dovrà essere programmato quanto meno all’ottava di ritorno.

Nulla di complicato fino a qui. O meglio, ad onor del vero è tutto abbastanza semplice. Il problema è che così viene meno quella sacralità che fino a qualche anno fa sembrava non potesse essere scalfita in alcun modo.

Il momento del cambiamento

Il primo torneo nazionale che ha adattato il calendario asimmetrico è stato quello del 2021/2022. Da allora è stato confermato ogni anno e la sensazione è che almeno per un po’ si continuerà su questa falsa riga.

Come spesso capita nel mondo del calcio i primi ad attuare questa tipologia di calendario sono stati gli inglesi. Addirittura, già negli anni ’50 avevano sperimentato qualcosa in tal senso. Dagli anni ’90 è poi diventata una costante della Premier League. Col tempo poi anche LaLiga ha emulato l’asimmetria e dulcis in fundo anche in Serie A (a tal proposito non perdetevi il nostro pezzo sulle squadre mai state nel massimo campionato). 

Stadio - LeBisbetiche.com
Stadio – LeBisbetiche.com (Credits:. Unsplash)

La spaccatura

Di fatto il calendario asimmetrico ormai è stato assimilato, ma ciò non significa che è entrato nei cuori degli italiani. Tutt’altro. Se da un lato la Lega Serie A e broadcaster sembrano entusiasti dall’altro i tifosi tradizionalisti e i gruppi organizzati non lo percepiscono come un qualcosa di giusto. A ciò va aggiunto che così è più difficile programmare trasferte e coreografie.

Nel mezzo ci sono i giornalisti e gli altri addetti ai lavori, che di fatto sono più vicini al pensiero degli appassionati. Non tutti a quanto pare. Per qualcuno, un’ondata di freschezza ci voleva e riprendere ciò che si fa Oltremanica fa sempre un po’ “figo”.

I vertici del calcio e le tv invece lo apprezzano perché in questo modo si possono distanziare i big match (che notoriamente portano più ascolti e di conseguenza maggiori introiti). Ci sarebbe però un piccolo appunto da fare. Alle volte non c’è poi tutto questo stacco tra alcune partite, mentre in altre circostanze sembra quasi che il ritorno faccia parte di un altro campionato.

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Il caso del derby di Roma

Prendendo in considerazione il campionato scorso, ha fatto sicuramente scalpore la pianificazione delle due stracittadine della Capitale. Lazio-Roma  infatti è andata in scena alla quarta giornata (il 21 settembre 2025). Il ritorno in casa dei giallorossi si è disputato alla penultima (17 maggio 2026). Da ciò si evince chiaramente che il contesto in cui si è giocato il return match è stato diametralmente opposto rispetto a quello di inizio stagione. Anzi, è stato del tutto “asimmetrico” per usare un termine caro a coloro che hanno progettato la nuova modalità di calendario. Insomma, non propriamente il massimo.

Pallone da calcio - LeBisbetiche.com
Pallone da calcio – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Care Bisbetici appassionati di calcio, ormai sapete meglio di noi che la versione 2.0 di questo sport è soggetta a stravolgimenti continui, che faranno sempre e comunque discutere. Forse, l’unico che in qualche modo potrebbe creare corposi proseliti è un ritorno delle partite in contemporanea. Tutte di domenica alle 15:00 ad eccezione dei due anticipi del sabato e del posticipo della domenica, così come accadeva tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000.

Chiaramente con una perfetta corrispondenza tra andata e ritorno. Utopia vera nell’epoca in cui le pay-tv dominano la scena, ma anche solo sperarci sapendo che si tratta di una mera illusione, fa in qualche modo sognare. Per una volta ci si potrebbe provare, così per vedere che effetto fa. Meditate “possessori” del pallone, meditate!

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Antonio Pilato
Antonio Pilato
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