Pubblicare gli scontrini sui social di colazioni, pranzi, cene o aperitivi ritenuti troppo cari è diventata una moda ormai seccante e priva di senso

Alzi la mano chi nel corso dell’estate non ha visto le foto di qualche scontrino postato sui social. Probabilmente la alzeranno in pochissimi visto che questo fenomeno è diventato estremamente virale.
Come spesso capita per le novità, inizialmente ha suscitato curiosità e stupore, ma visto che ormai la pratica è diventata consuetudinaria, diciamolo francamente: ha stufato senza se e senza ma.
Anche questa storia di girare immediatamente gli scontrini ai politici di turno non regge più. Ognuno gestisce la propria attività come meglio crede e certi tipi di interferenze alle volte possono diventare irrispettosi nei confronti di chi lavora barcamenandosi tra le molteplici spese da pagare.
Ciò non significa che qualsiasi tipo di maggiorazione deve essere accettata. Esistono comunque dei casi in cui si forza un po’ troppo la mano approfittandosene dei consumatori. Resta comunque valido un concetto piuttosto basico: se quel posto è troppo dispendioso o “disonesto” basta non andarci ancora in futuro.
Il mondo ormai è pieno di bar e ristoranti e trovare delle alternative non è di certo un esercizio complicato. La verità è che bisogna trovare a prescindere il pretesto per lamentarsi di ogni cosa e gli scontrini sui social ne sono l’emblema. Soprattutto in Italia infatti vige la mentalità del risparmio ad ogni costo e che alcuni servizi dovrebbero essere gratuiti. All’estero le cose funzionano diversamente eppure non c’è tutto questo clamore.
Sicuramente la situazione politico-finanziaria del nostro paese incide ed è pesante. Però come avevamo già detto in un precedente pezzo, in determinati frangenti sarebbe meglio fare i conti con le proprie possibilità economiche.
Scontrini sui social: quando la lamentela diventa eccessiva
Adesso però è bene passare all’atto pratico. In questa sede vi mostreremo due esempi che abbiamo scelto e che a nostro avviso rendono l’idea di quanto alle volte siano futili tutte queste recriminazioni. Partiamo da Capri, che è per antonomasia una delle mete turistiche italiane più elitarie. Senza girarci intorno, non è per niente economica e quindi non adatta a tutti.
Se però si decide di trascorrere del tempo lì è doveroso entrare nell’ottica di idee che bisogna spendere, altrimenti senza usare troppi francesismi optate per altri luoghi in voga negli ultimi anni, dove con 20 euro avete tutto compreso.
Entrando nello specifico lo scorso luglio è stato postato uno scontrino di un pranzo su un lido dell’isola. A far scalpore sono stati i prezzi dell’acqua a 8,00 euro e della Coca Cola in vetro a 12,00 euro. I due primi di mare avevano un costo di 34,00 euro ciascuno mentre l’aggiunta del rompi l’uovo, strumento da cucina in acciaio usato per tagliare in modo netto il guscio delle uova alla coque o crude a 18 euro è sicuramente discutibile.

Rientra comunque nel discorso precedente, andare a Capri può comportare anche questo. Detto ciò come si può notare dall’immagine sovrastante dello scontrino, il pane non è stato incluso nel prezzo. Certo al sud in alcuni ristoranti si mantiene ancora questa carineria di portare gratuitamente il pane a tavola ai clienti. Altrove non è per niente scontato, anzi, lo si paga praticamente ovunque.
Scontrini sui social: l’esempio di Ischia
Spostandoci ad un’ora di aliscafo anche ad Ischia si è verificato un episodio contestato con tanto di scontrini sui social. La più grande delle isole del Golfo di Napoli ha meno fronzoli rispetto alla sua dirimpettaia, ma ciò non significa che non abbia dei locali all’avanguardia e dagli standard elevati. In uno di questi hanno “osato” includere un sovrapprezzo di 2,00 euro a persona per la musica. Un vero e proprio “sacrilegio” se si considera che gli artisti vanno ricompensati e che per questo genere di esibizioni vanno richiesti e pagati degli appositi permessi.

Dunque, le chiacchiere stanno a zero o quasi. L’unico aspetto contestabile potrebbe essere che questi costi non erano presenti sui menù o non erano stati fatti presenti dal personale. Nel caso com’è giusto che sia è doveroso trovare dei sistemi per informare gli avventori preventivamente. Non è detto comunque che ciò basti a placare l’ira funesta di tante persone che si nutrono di queste polemiche sterili e che fomentano solo odio.



