Da Wonderwall a Take me home, country roads: Inghilterra e Usa cantano il sogno mondiale

I due celebri brani sono diventate le colonne delle due selezioni anglosassoni e dei rispettivi sostenitori nel corso del mondiale
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Usa vs Inghilterra, Mondiale – LeBisbetiche.com (Credits: Canva)

Il calcio e la musica alle volte riescono a mescolarsi dando vita ad un mix praticamente perfetto. Molte canzoni sono diventate negli anni dei veri e propri cori da stadio e accompagnano generazioni di tifosi. Anche il Mondiale 2026 sta confermando questo trend e consentiteci di dirlo lo sta facendo in una maniera a dir poco spettacolare.

In particolare sono due i brani conosciuti in tutto il mondo che stanno tornando ancor più in auge nel corso della rassegna iridata. Stavolta però segnano anche un senso di appartenenza, visto che a cantarli sono i popoli in cui sono nati gli artisti che li interpretano. Andiamo a scoprirli insieme.

Mondiale 2026: Wonderwall vs Take me home, country roads

Ebbene sì, sono proprio loro: Wonderwall degli Oasis (1995) e Take me home, country roads di John Denver (1971). Due evergreen che non passano mai di moda e che sono emblematici della musica inglese ed americana. Il primo è un brano britpop e indie rock che di fatto ha consacrato la celebre band di Manchester. Anche la Generazione Alfa da sempre poco avvezza alle canzoni degli anni ’90 la canta a squarciagola. Il che la dice lunga sul mito che gravita intorno a quest’opera.

Negli istanti dopo il fischio finale del sofferto match vinto contro la Repubblica Democratica del Congo, i giocatori inglesi si sono recati sotto la curva dedicata ai propri sostenitori e lì è iniziato il vero spettacolo. I tifosi britannici accorsi ad Atlanta hanno cantato dal primo all’ultimo secondo della canzone approfittando del fatto che era stata mandata in onda dagli altoparlanti dello stadio. I ragazzi di Tuchel si sono lasciati trasportare dall’atmosfera e sono apparsi quasi commossi da quanto stavano assistendo. Anche il bomber glaciale Harry Kane per una volta si è sciolto facendo così trasparire le proprie emozioni.

Noel Gallagher, Oasis - LeBisbetiche.com
Noel Gallagher, Oasis – LeBisbetiche.com (Credits: Wikipedia)

Il secondo pezzo invece risale al 1971 e ricalca la tradizione folk e country folk. Il richiamo alle tradizione rurali ha fatto sì, che col passare degli anni diventasse un vero e proprio inno della musica americana. Probabilmente, per questo motivo, i tifosi statunitensi l’hanno intonata al termine della partita dei sedicesimi di finale contro la Bosnia ed Erzegovina.

Ad onor del vero anche in questo caso è stata trasmessa dagli operatori del San Francisco Bay Area Stadium, ma il popolo americano estasiato dalla prestazione dei suoi e dalla qualificazione agli ottavi di finale, ha iniziato ad intonare la canzone. E non importa se solo alcuni di loro erano davvero originari del West Virginia, in quel momento quella fetta di paese rappresentava un’intera nazionale. E chissà se il grido di gioia degli statunitensi è arrivato fin lassù a John Denver, prematuramente scomparso nel 1997 all’età di 53 anni.

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John Denver – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

Nel prossimo turno gli inglesi se la vedranno con un’altra delle formazioni ospitanti, nello specifico il Messico e gli Usa si ritroveranno dinanzi al Belgio. Entrambe potranno giocarsi le loro chance visto quanto dimostrato finora. E chissà se al termine delle rispettive gare assisteremo ancora a questi bei momenti in cui musica e calcio vanno ad intrecciarsi regalando intense emozioni, come quelle di cui vi abbiamo parlato nel precedente pezzo sul mondiale in corso. 

Entrambe vogliono fare strada nel mondiale. L’Inghilterra spera di spezzare una maledizione che va avanti dal 1966, anno in cui ha vinto il suo primo e unico titolo mondiale. Gli Stati Uniti invece sono al loro apice storico e possono contare sul fattore casalingo. Proprio per questo sperano essere “riportati a casa” il più tardi possibile.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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