MAD e interpelli scuola 2026/2027: come candidarsi e dove cercare supplenze in base alla materia

MAD e interpelli: una guida pratica per orientarsi tra requisiti, candidature e scuole da monitorare, evitando invii inutili e annunci scaduti.
Docenti divisi tra MAD ed interpelli - LeBisbetiche.com (Credits Pexels)
Docenti divisi tra MAD ed interpelli – LeBisbetiche.com (Credits: Pexels)

Cercare una supplenza significa spesso muoversi tra sigle, graduatorie, siti scolastici e annunci condivisi sui social. C’è chi consiglia di inviare centinaia di curriculum e chi indica una provincia come il luogo in cui «chiamano tutti». Ma per trasformare la ricerca in una possibilità concreta occorre partire dalle procedure effettivamente previste.

La prima precisazione riguarda proprio le MAD, le messe a disposizione: nelle scuole statali, quando si esauriscono le graduatorie utilizzabili, la procedura prevista per cercare docenti è quella degli interpelli.

Per il 2026/2027 il riferimento è l’Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, in particolare l’articolo 14, comma 22. Conoscere questa distinzione aiuta a capire dove cercare e come presentare correttamente la propria candidatura.

Guida aggiornata al 29 settembre 2026. Gli esempi territoriali riportati documentano ricerche pubblicate dalle scuole: non costituiscono una classifica delle possibilità di assunzione né un elenco di avvisi necessariamente ancora aperti.

MAD e interpelli: che cosa cambia?

La messa a disposizione è una candidatura spontanea attraverso la quale una persona comunica a una scuola i propri titoli e la disponibilità a lavorare.

L’interpello parte invece dall’istituto scolastico, che pubblica un avviso per cercare personale e stabilisce requisiti, termini e modalità di partecipazione.

La conseguenza pratica è importante: aver inviato un curriculum non equivale ad aver risposto a un interpello.

Alcuni siti scolastici conservano moduli denominati “MAD” o raccolte di disponibilità. La loro presenza non significa che una candidatura spontanea sostituisca la risposta all’avviso. Per le supplenze docenti nelle scuole statali bisogna controllare le pubblicazioni aggiornate e utilizzare il canale indicato per ciascuna procedura. Fa fede l’avviso della scuola.

Chi può partecipare agli interpelli?

L’ordinanza prevede il reclutamento di docenti abilitati oppure, per i posti di sostegno, in possesso della relativa specializzazione. In subordine, contempla gli aspiranti con il titolo di studio richiesto.

Essere senza abilitazione e non avere il titolo di accesso sono quindi condizioni diverse: non bisogna confonderle.

L’articolo 14, comma 22, stabilisce inoltre che non possono partecipare coloro che sono già stati individuati come destinatari di un contratto a tempo determinato nell’ambito delle supplenze disciplinate dall’ordinanza. Non è dunque sufficiente chiedersi se si sia già iniziato a lavorare: conta anche l’avvenuta individuazione. Vanno verificati inoltre i requisiti generali e le eventuali preclusioni applicabili alla propria situazione.

Prima di candidarsi: controllare titolo e classe di concorso

Per la scuola secondaria, il punto di partenza è la classe di concorso, cioè l’insegnamento al quale si può accedere con determinati titoli e requisiti.

La denominazione della laurea, da sola, può non bastare: occorre verificare anche gli esami sostenuti e gli eventuali crediti formativi universitari richiesti.

Chi ha una laurea umanistica, per esempio, non deve presumere di poter insegnare automaticamente tutte le discipline dell’area. Lo stesso vale per i laureati in ambito scientifico, economico o tecnico. Le condizioni di accesso dipendono dalle tabelle applicabili e dal percorso effettivamente svolto.

Per infanzia, primaria e sostegno occorre un controllo specifico dei titoli richiesti. Un diploma o una laurea triennale non devono essere considerati un’autorizzazione generale a insegnare in qualsiasi ordine di scuola.

Il consiglio operativo è preparare una scheda personale con titolo completo, classe di laurea, esami e CFU, eventuale abilitazione, specializzazione e servizi svolti. Permette di leggere gli avvisi con maggiore consapevolezza.

Dove cercare in base alla disciplina

Prima di scegliere una provincia, conviene individuare le scuole in cui viene insegnata la propria materia. Inviare candidature a istituti che non prevedono quell’insegnamento disperde tempo ed energie.

Disciplina o ambito Dove concentrare il monitoraggio Che cosa controllare
Matematica e scienze alle medie Istituti comprensivi e secondarie di primo grado Avvisi A028 e requisiti di accesso
Matematica, matematica e fisica, matematica applicata Licei, tecnici e professionali nei quali è previsto l’insegnamento pertinente Distinguere A026, A027 e A047
Informatica Istituti tecnici e altri indirizzi con insegnamenti informatici Avvisi A041 e sede effettiva del servizio
Elettronica, elettrotecnica e meccanica Istituti tecnici e professionali con gli indirizzi corrispondenti Distinguere le classi teoriche, come A040 e A042, da quelle di laboratorio
Italiano, storia e geografia Secondarie di primo grado, superiori e CPIA per i posti pertinenti Monitorare anche i codici AM12 e AS12; verificare separatamente gli insegnamenti che comprendono latino o greco
Lingue straniere Medie e superiori nelle quali è insegnata la lingua posseduta Lingua, grado scolastico e distinzione dai posti di conversazione
Filosofia, scienze umane, diritto ed economia Indirizzi liceali, tecnici o professionali pertinenti Esatta classe di concorso e presenza dell’insegnamento
Arte, musica e scienze motorie Scuole e indirizzi che prevedono lo specifico insegnamento Grado scolastico, codice e titoli richiesti
Infanzia e primaria Istituti comprensivi e direzioni didattiche Posto comune o sostegno e relativo titolo
Sostegno Scuole del grado corrispondente al proprio profilo ADAA per infanzia, ADEE per primaria, ADMM per medie e ADSS per superiori

I codici presenti nell’avviso vanno letti insieme alla descrizione del posto. Le pubblicazioni ufficiali consultate riportano, per esempio, AM12 per le discipline letterarie della secondaria di primo grado e AS12 per quelle della secondaria di secondo grado. Cercare soltanto vecchie denominazioni può far perdere risultati pertinenti.

Docente in aula prima della lezione - LeBisbetiche.com (Credits Pexels)
Docente in aula prima della lezione – LeBisbetiche.com (Credits: Pexels)

Quali province monitorare? Alcuni esempi documentati

Non esiste, sulla base delle fonti consultate per questa guida, una graduatoria nazionale che permetta di dire dove ogni candidato abbia maggiori probabilità di ottenere una supplenza.

Esistono però pubblicazioni concrete che aiutano a individuare territori da osservare.

Discipline scientifiche e tecniche: gli esempi del Piacentino

Nell’elenco ufficiale dell’Ufficio scolastico di Piacenza compaiono, nel settembre 2026, ricerche per matematica e fisica, scienze matematiche applicate, informatica, elettronica ed elettrotecnica e discipline meccaniche.

Tra gli esempi figurano A027 al liceo Gioia e all’istituto Mattei, A047 all’istituto Romagnosi e avvisi A041 presso più scuole. Sono segnali utili per chi possiede i relativi requisiti e può lavorare nel territorio.

Non dimostrano, però, che Piacenza sia la provincia più favorevole d’Italia: per stabilirlo servirebbero dati comparabili anche sui candidati e sugli esiti delle selezioni.

Discipline letterarie: gli esempi della provincia di Imperia

Il portale dell’USR Liguria ha pubblicato un interpello AM12 dell’istituto Biancheri di Ventimiglia e uno AS12 dell’istituto Colombo di Sanremo.

Le scadenze erano, rispettivamente, il 22 e il 19 settembre 2026: si tratta quindi di esempi già scaduti alla data di questa guida. Sono utili per individuare scuole e territori da monitorare per eventuali nuove ricerche, non per presentare ora una domanda a quegli stessi avvisi.

Infanzia, primaria e sostegno: guardare anche vicino casa

Le pubblicazioni recenti riguardano diversi territori. Tra quelli consultati figurano Modena, Piacenza, Roma e Pistoia, con ricerche per infanzia, primaria, posti comuni e sostegno.

Questo suggerisce un criterio pratico: prima di immaginare un trasferimento, controllare anche la propria provincia e quelle confinanti. Le opportunità vanno valutate singolarmente, verificando sempre la scadenza.

Come scegliere dove candidarsi senza disperdere energie

Può essere utile organizzare la ricerca su tre livelli:

  • Scuole raggiungibili ogni giorno, particolarmente interessanti per incarichi brevi o spezzoni.
  • Province vicine, dopo aver valutato collegamenti e tempi di viaggio.
  • Territori in cui ci si trasferirebbe davvero, in presenza di un incarico compatibile con le proprie esigenze.

Prima dell’invio, considerare insieme durata, numero di ore, distribuzione dell’orario e costi. Poche ore distribuite su più giornate possono comportare spese molto diverse rispetto a un incarico vicino casa.

Un metodo utile è annotare, per una settimana, gli avvisi della propria disciplina: territorio, durata, ore e requisiti. Si ottiene così una piccola mappa personale delle ricerche effettive, da aggiornare nel tempo.

Dove trovare gli avvisi ufficiali

I punti di partenza sono i siti delle scuole, gli albi online e le sezioni dedicate degli Uffici scolastici territoriali.

Tra le pagine consultabili:

Gli uffici territoriali diffondono gli avvisi, ma la candidatura deve arrivare alla scuola attraverso il canale indicato. Non esiste una domanda unica automaticamente valida per tutti gli istituti.

Come rispondere correttamente

Una volta trovato un avviso pertinente, bisogna procedere con attenzione:

  1. Leggere il documento completo, controllando classe di concorso, sede, durata, ore e requisiti.
  2. Verificare giorno e ora di scadenza, oltre alla data prevista per la presa di servizio.
  3. Usare il canale richiesto: piattaforma, modulo, email o PEC, secondo le istruzioni.
  4. Compilare il modello predisposto dalla scuola, quando previsto.
  5. Allegare i documenti richiesti, senza dare per scontato che il curriculum sia sufficiente.
  6. Conservare la ricevuta e controllare telefono, posta elettronica e cartella spam.

Una domanda inviata in ritardo o con modalità diverse da quelle stabilite può non essere presa in considerazione.

Per organizzarsi, conviene conservare documenti aggiornati in una cartella e registrare ogni candidatura con scuola, riferimento dell’avviso, data di invio e scadenza.

Social e gruppi: come usarli bene

I social possono aiutare a scoprire una ricerca che altrimenti sarebbe sfuggita. Nelle discussioni pubbliche ricorrono anche domande sulla differenza tra MAD e interpelli e sull’utilità dei servizi a pagamento.

Per trovare segnalazioni, si possono cercare combinazioni come “interpelli A028”, “interpelli AM12 Toscana” o “sostegno primaria interpelli Lombardia”.

Ogni segnalazione va poi ricondotta all’avviso originale. Una schermata può essere incompleta; un post ripubblicato può riguardare una procedura già chiusa.

Anche le esperienze personali vanno contestualizzate: essere stati chiamati rapidamente per una certa materia non dimostra che lo stesso accada per altri titoli, discipline o periodi dell’anno.

Bisogna pagare per candidarsi?

Non è necessario acquistare un servizio di invio MAD per rispondere agli interpelli: si può procedere autonomamente attraverso i canali indicati dalle scuole.

Se si valuta un intermediario, bisogna capire che cosa offre: notifiche, ricerca degli avvisi, assistenza nella compilazione o invio di candidature spontanee. Sono servizi diversi.

Prima di acquistare, verificare quali procedure vengano seguite e quali ricevute siano disponibili. Il numero di email spedite non dimostra che si sia partecipato correttamente a una selezione.

Come muoversi con le scuole paritarie

Le scuole paritarie seguono modalità di reclutamento proprie. L’USR Liguria distingue infatti i loro comunicati di ricerca del personale dagli interpelli delle statali, precisando che la pubblicazione sul portale non estende automaticamente alle paritarie la stessa disciplina.

Può essere utile consultare le sezioni dedicate alle candidature e inviare un curriculum mirato quando l’istituto lo consente. Restano da verificare i requisiti professionali e le condizioni del contratto.

Questa guida riguarda il personale docente. Per i profili ATA occorre controllare separatamente procedure e titoli di accesso.

Una candidatura utile comincia dalla precisione

Cercare una supplenza richiede costanza, ma anche selezione. Conoscere i propri titoli, individuare gli insegnamenti accessibili e monitorare le scuole pertinenti permette di dedicare più attenzione alle opportunità compatibili.

La candidatura deve rendere immediatamente comprensibili tre elementi: per quale posto ci si propone, quali requisiti si possiedono e quale disponibilità concreta si offre.

È da qui che comincia una ricerca organizzata: documenti pronti, avvisi aggiornati e scelte sostenibili per chi si prepara a entrare in classe.