Jennifer e il casting dell’amore: tanti casi umani, nessuno da finale

Professionista, riccia, appassionata di danza e con una vita piena di interessi. Jennifer cerca una storia d’amore, ma finora il destino sembra averle organizzato un dating show senza selezioni all’ingresso.
Passeggiata al tramonto sulla città per Jennifer - LeBisbetiche.com
Passeggiata al tramonto sulla città per Jennifer – LeBisbetiche.com

Se la vita sentimentale di Jennifer fosse un programma televisivo, avrebbe già conquistato la prima serata. Ci sarebbero ingressi trionfali, promesse da colonna sonora, sparizioni improvvise e un pubblico affezionato pronto a gridare dal divano: «Jennifer, passa al prossimo!».

Lei, del resto, non avrebbe bisogno di grandi presentazioni. È una professionista, ha studiato per anni e ha costruito il proprio percorso con impegno. Alta, riccia, con una chioma che è parte del suo fascino, ama la danza, lo sport e tenersi in forma.

Un buon libro, la musica giusta e una passeggiata in riva al mare rappresentano già un ottimo programma. Aggiungiamo una persona interessante e la serata sarebbe perfetta. Il problema, però, è proprio il reparto accompagnatori.

Perché mentre Jennifer cerca complicità, leggerezza e un po’ di romanticismo, il destino continua a proporle un assortimento sentimentale degno di un casting sperimentale.

Signore e signori, accomodatevi: comincia la puntata.

Ugo: tra i lupi e una cena per due, meglio i lupi

Ugo arriva con un repertorio di avventure che potrebbe tranquillamente ottenere una sponsorizzazione da un negozio di campeggio. Boschi, tende, notti all’aperto e racconti di incontri con i lupi: ascoltandolo, sembra che ogni fine settimana abbia richiesto il coordinamento di una squadra di soccorso.

Jennifer cerca di conoscere un uomo. Si ritrova alla presentazione di un documentario.

L’avventuriero ha certamente il suo fascino. Ma dopo la terza peripezia tra gli alberi, la domanda sorge spontanea: dietro tutta questa sopravvivenza, ci sarà spazio anche per una conversazione in cui non occorra accendere un fuoco?

La produzione prende nota. Il pubblico sistema il plaid.

Saper montare una tenda è utile. Saper costruire una relazione richiede altri accessori.

Patrizio: messaggi da protagonista, appuntamenti da comparsa

Patrizio si presenta con moto e casco. L’ingresso promette bene: un pizzico di mistero, un’immagine dinamica, il potenziale per una scena romantica. E sul telefono, bisogna riconoscerlo, è presente.

Scrive, cerca Jennifer, alimenta la conversazione. Quando però si pronuncia la parola “cena”, succede qualcosa di inspiegabile: Patrizio diventa irreperibile. Jennifer non lo vede mai di sera. A questo punto, più che dubitare del suo interesse, comincia a interrogarsi sulla sua identità segreta.

E se fosse Batman?

Spiegherebbe la moto, il mistero e l’impossibilità di prenotare un tavolo dopo il tramonto. Gotham, evidentemente, non concede permessi sentimentali. Sul fronte dei baci, intanto, siamo ancora al trailer: qualche timido accenno, un bacio a stampo e una prudenza che contrasta con l’entusiasmo della messaggistica.

Naturalmente ognuno ha i propri tempi. Ma qui il calendario avanza e la trama resta ferma. Patrizio, se ci leggi, un segnale: va bene anche luminoso nel cielo. Purché contenga giorno, ora e nome del ristorante.

Paolo, detto “Er Plafoniera”: così in alto, così lontano dalla convivenza

Poi arriva Paolo. Alto quasi due metri, con una presenza che non passa inosservata e un soprannome che sembra già scritto nel copione: Er Plafoniera. Non tanto un ingresso in studio, quanto un intervento sull’illuminazione.

Paolo si piace. Ha una certa sicurezza, conosce i propri punti di forza e non sembra soffrire di modestia quando arriva il momento di presentarli. Fin qui, nulla di male. Il problema comincia quando Jennifer prova a spostare la conversazione dal fascino alla vita quotidiana.

Una convivenza? Meglio andarci piano. Un affitto? Che argomento impegnativo. Un mutuo? La regia può gentilmente cambiare domanda?

Le comodità di casa, soprattutto quelle garantite dalla mamma, esercitano un richiamo decisamente più convincente di qualsiasi progetto a due. Voler bene alla propria famiglia è bellissimo. Ma per costruire una relazione bisogna anche riuscire a immaginarsi fuori dal servizio completo delle abitudini domestiche.

Jennifer intravede un futuro condiviso. Paolo, per ora, sembra preferire quello già arredato.

Er Plafoniera resta lassù: molto sicuro della propria posizione, decisamente meno disponibile a scendere a compromessi.

Gastone: “restiamo amici” non è l’inizio di una trattativa

Gastone ha una qualità indiscutibile: non bisogna chiedersi se si ricorderà di scrivere. Si ricorda. Eccome se si ricorda. Messaggi, chiamate e nomignoli affettuosi con una frequenza tale da trasformare il telefono di Jennifer in un piccolo centralino sentimentale.

Lei prova a essere chiara: «Non sono interessata. Possiamo restare amici». Una frase lineare. Nessun rebus, nessun sottotesto da interpretare.

Gastone, però, sembra leggerla come l’apertura di una nuova fase del corteggiamento. E riparte con appellativi sempre più fantasiosi, di quelli che fanno venire voglia di recuperare immediatamente il proprio nome all’anagrafe.

Jennifer, a un certo punto, si rifugia in un anime giapponese. Almeno lì le trasformazioni dei personaggi sono annunciate dalla sigla. Il punto, comunque, è semplice: l’amicizia non è una sala d’attesa in cui accomodarsi fino a quando qualcuno cambia idea.

Caro Gastone, il gesto più elegante, qualche volta, è rispettare una risposta.

Augusto: prometteva mari e monti, ma il panorama era già occupato

Con Augusto, inizialmente, sembra cambiare tutto. Qui non siamo più alla chat interminabile o all’appuntamento ipotetico. C’è una relazione che va avanti per mesi, ci sono promesse, aspettative e un futuro raccontato con una certa generosità.

Mari e monti, per l’appunto. Peccato che, in mezzo a quel paesaggio, ci fossero anche una moglie e due figli.

Un dettaglio che avrebbe meritato di comparire all’inizio della presentazione, possibilmente prima dei progetti romantici. Jennifer pensava di costruire una storia a due. Si ritrova in una sceneggiatura di cui non aveva ricevuto tutte le pagine.

E qui, per un momento, anche il pubblico smette di ridere. Perché una promessa può essere esagerata, goffa, persino ingenua. Ma la trasparenza sulle cose essenziali non dovrebbe essere un contenuto extra.

Augusto aveva grandi progetti per il futuro. Sarebbe stato opportuno cominciare dalla verità sul presente.

Luciano: il grande assente, con partecipazione straordinaria

Con Luciano cambiamo genere: dalla commedia sentimentale al mistero.

La sua specialità è sparire dalla scena con una convinzione che renderebbe superfluo qualsiasi effetto speciale. A un certo punto, più che un corteggiatore, sembra un personaggio che la sceneggiatura abbia temporaneamente eliminato.

Viene in mente quella comicità da Febbre da cavallo in cui l’espediente diventa spettacolo. Solo che qui Jennifer non ha comprato un biglietto per il cinema: vorrebbe semplicemente capire che fine abbia fatto il suo interlocutore.

La chat tace. La trama si interrompe. Il pubblico attende notizie.

Nessuno pretende una reperibilità continua, naturalmente. Ma tra rispondere ogni trenta secondi e sparire senza spiegazioni esistono numerose possibilità, comprese alcune molto educate.

Luciano, per il prossimo ingresso in scena basta un messaggio. Il colpo di teatro lo abbiamo già visto.

Sergio: gli appunti subito, la cena in una prossima stagione

Infine c’è Sergio, il concorrente che sembra aver scambiato la disponibilità di Jennifer per un servizio in abbonamento.

«Mi passi il libro?»

«Hai quegli appunti?»

«Mi daresti una mano?»

Le richieste arrivano con puntualità. Anche le promesse, bisogna dirlo: prima fra tutte, una cena. Una cena ormai entrata nel territorio della leggenda. Se ne parla, la si annuncia, la si lascia intravedere all’orizzonte. Ma di una prenotazione concreta non si hanno notizie.

Nel frattempo, Jennifer dovrebbe essere sempre pronta, gentile, efficiente. Possibilmente con il materiale già ordinato. Aiutare qualcuno è bello. Sentirsi cercati soprattutto quando c’è qualcosa da ottenere, un po’ meno.

E così il rapporto assume una struttura curiosa: le necessità di Sergio sono urgenti, mentre il tempo da dedicare a Jennifer può essere rimandato indefinitamente.

Caro Sergio, la reciprocità non è un allegato facoltativo. E Jennifer non è una segreteria con vista mare.

Jennifer e la passeggiata romantica al tramonto a Roma - LeBisbetiche.com
Jennifer e la passeggiata romantica al tramonto a Roma – LeBisbetiche.com

Jennifer, il prossimo provino fallo ai fatti

A questo punto della trasmissione, la tentazione sarebbe invocare un cambio di autori, una revisione del casting e magari una piccola pausa pubblicitaria per riprendersi. Ma Jennifer, prima ancora di trovare la persona giusta, merita di ricordare una cosa: non deve guadagnarsi l’amore dimostrando una pazienza inesauribile.

Non deve rincorrere chi sparisce, interpretare promesse fumose o ripetere all’infinito un confine già espresso chiaramente. Può scegliere chi le fa stare bene. Può chiudere una conoscenza che la stanca. Può pretendere sincerità senza sentirsi esigente e desiderare presenza senza sentirsi complicata.

Noi de Le Bisbetiche le auguriamo una storia in cui ci sia finalmente spazio per lei: per la sua intelligenza, i suoi ricci, le sue passioni e quella voglia di condividere le cose semplici. Qualcuno con cui ascoltare musica, ridere, passeggiare in riva al mare. Qualcuno che, quando dice «ti porto a cena», abbia già controllato se il ristorante è aperto.

Il casting resta aperto, cara Jennifer. Ma da oggi il criterio di selezione può essere molto semplice: meno promesse da prima serata, più persone che si presentano davvero.

Nota editoriale: Jennifer e tutti gli altri nomi utilizzati sono di fantasia. Le storie raccontate sono reali, riportate secondo il racconto della protagonista e rielaborate in chiave ironica.

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