Tra bellezze e contraddizioni, Ischia si conferma ancora una volta il paradiso delle occasioni mancate

Tra assenze di idee concrete, trasporti poco efficienti e frequentazioni altamente discutibili Ischia è ormai in limbo da cui non sembra voler uscire
Castello Aragonese Ischia - LeBisbetiche.com
Castello Aragonese Ischia – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

La fase clou della stagione turistica sta volgendo al termine e per le destinazioni turistiche è tempo di fare i propri bilanci. Anche Ischia è chiamata a tirare le somme, ma la sensazione è che eccetto i guadagni dei singoli (nemmeno tutti), ci sia ben poco da salvare.

Ormai l’isola del Golfo di Napoli brancola nel buio senza cercare delle soluzioni che potrebbero realmente dare lustro alla sua notevole bellezza. Infatti al di là delle mere preferenze personali, Ischia nel 2022 è stata definita l’isola più bella del mondo niente di meno dai lettori della prestigiosa rivista americana Travel + Leisure nei suoi World’s Best Award.

Non si tratta di un parere assoluto, ma di un dato che rende l’idea del fatto che stiamo parlando di un piccolo angolo di paradiso. E ciò va notevolmente a cozzare con la proposta turistica obsoleta che annualmente offre questo territorio. Prima di addentrarci nei particolari, è bene specificare che posso parlare con cognizione di causa visto che sono nato e cresciuto qui.

Adesso non vivo più sul territorio in pianta stabile, però nel periodo estivo, quello in cui dovrebbe brillare di luce propria, sono sul posto e mio malgrado sono testimone di un trend che sta pian piano deturpando l’immagine di Ischia.

Manca una direzione da seguire

Il primo punto cruciale da esporre è quello della mancanza di strategia, che dovrebbe essere alla base di una località turistica. Quale tipo di turismo si vuole offrire? Scartato ampiamento quello giovanile su cui la popolazione si è sempre mostrata diffidente e sofferente, nemmeno per altre categorie ci sono chissà quali grandi possibilità.

Per quanto riguarda le famiglie mancano le strutture per i più piccoli, mentre per gli anziani, che gli autoctoni vorrebbero ospitare in maniera più assidua, le problematiche sono altre. Ad Ischia c’è un solo ospedale e considerando che le persone più avanti con l’età potrebbero avere degli acciacchi, il rischio di non poter sopperire a più richieste qualora dovessero esserci diversi casi di emergenza è più che concreto.

Ma non è tutto. Le barriere architettoniche, seppur siano diminuite in vari punti dell’isola, sono comunque ancora presenti e ciò non è propedeutico a questo genere di turismo.

Porto di Ischia - LeBisbetiche.com
Porto di Ischia – LeBisbetiche.com

I trasporti ad Ischia

Si tratta di un’altra piaga che è bene rimarcare. Voglio premettere che in questa sede non si vuole accusare nessuno e quindi mi limiterò a parlare sulla base della mia esperienza diretta. Nella zona in cui lavoro l’autobus più di qualche volta arriva in ritardo o salta delle corse e in altri frangenti arriva già stracolmo e le persone presenti sulla fermata sono costrette ad aspettare quello successivo o a proseguire a piedi.

A corredo di questo splendido quadro c’è da sottolineare l’assenza di una pensilina, che soprattutto in un’estate rovente come questa si è rivelata una mancanza ancor più pesante. Ma se proprio vogliamo dirla tutta, i poveri turisti sono costretti a rifugiarsi sotto la tenda della mia attività che è adiacente alla fermata dell’autobus. Per onor di cronaca è fatiscente e difficilmente riconoscibile.

Lavorando a contatto con il pubblico mi sono stati riferiti anche altri episodi spiacevoli episodi in tal senso. Come detto però preferisco basarmi sulla mia inconfutabile esperienza diretta.

L’utenza oxfordiana

Il dramma ancestrale di Ischia è però rappresentato dalla qualità del turismo che sceglie. Nonostante il passare degli anni non è mai stata imparata la lezione. Infatti molti isolani prediligono i personaggi della terraferma poco raccomandabili. Naturalmente, anche se è quasi superfluo specificarlo, certi individui sono presenti anche in altre parti d’Italia.

Ad Ischia vanno per la maggiore, ma purtroppo vanno ad infangare l’immagine di un’intera provincia. La colpa in questo caso è di coloro che preferiscono affittare le case a certi “esseri” piuttosto che alle persone perbene, solo in nome del dio denaro. È innegabile che sia importante anche quello, soprattutto per la fase storica che stiamo vivendo, ma ciò non significa che sia dignitoso vendere l’anima al diavolo.

La logica conseguenza sono i frequenti episodi di violenza (tra cui un ragazzo di 20 anni accoltellato lo scorso 22 agosto) che si sono registrati solo nel mese di agosto o i ragazzini (alle volte anche al di sotto dei 12 anni) che schiamazzano fino a notte fonda con le biciclette.

Si può ottenere il profitto desiderato o eventualmente anche un po’ meno (ipotesi non contemplabile da certi ischitani) puntando su chi non crea tutte queste rogne. Un esempio calzante è rappresentato dai turisti stranieri, soprattutto del centro e nord Europa, che qui in Italia hanno un potere d’acquisto piuttosto elevato.

Le soluzioni ci sono e tra queste c’è anche quella di dare in locazione le case ai compaesani. In questo modo si avrebbe un’entrata fissa tutto l’anno e non si dovrebbe ricorrere a questa squallida massimizzazione dei profitti puramente estiva.

Spiaggia Maronti - LeBisbetiche.com
Spiaggia Maronti – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Un’isola senza spirito di collaborazione

Ed è qui che viene fuori un tema a dir poco imbarazzante del turismo made in Ischia, ovvero la scarsa solidarietà e la mancanza di comunicazione tra i lavoratori. In ogni posto turistico che si rispetti si naviga tutti insieme in un’unica direzione. Qui, non c’è coesione e ciò che conta di più è ingrossare le proprie tasche, magari anche a scapito dell’altro.

Emblematico il caso dei ristoranti (almeno del mio emisfero) che in più di qualche circostanza osservano il giorno di riposo settimanale nel medesimo giorno. Anche in inverno il periodo di chiusura di diverse attività ristorative finisce per coincidere, lasciando gli abitanti senza troppa scelta.

Un celebre brano di Massimo Ranieri diceva “basta che ce sta ‘o sol”, ma per Ischia non si può dire assolutamente. Così non si può andare avanti, non è giusto né per Ischia né per quella minoranza che spera ormai da anni in un futuro migliore. Fin quando non si metterà da parte questa mentalità arcaica e non ci si confronterà seriamente, i risultati non possono che essere disastrosi.

Frigorifero lasciato in strada - LeBisbetiche.com
Frigorifero lasciato in strada – LeBisbetiche.com

Vi lascio con quest’immagine di un frigorifero gettato in strada e rimasto lì per ben tre giorni. Nottetempo qualcuno ha pensato “bene” di disfarsene in questo modo in barba alle regole previste e soprattutto senza alcuna civiltà. Non è lecito sapere chi sia stato, se un isolano o qualche affittuario proveniente da “Oxford”. Tanto la sostanza non cambia: a prescindere si tratta di uno scarto della società, di cui purtroppo Ischia è piena fino all’orlo.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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