Come tenere un pesce rosso (davvero): la guida bisbetica per rimediare ai nostri traumi d’infanzia

Falsi miti, verità scientifiche e tutto quello che nessuno ti ha mai spiegato su come tenere un pesce rosso.

Pesce rosso in una boccia di vetro rotonda sul tavolo di casa, esempio di come tenere un pesce rosso in modo errato
La prigione boccia – LeBisbetiche.com (Elaborazione digitale)

Estate, tempo di sagre, di feste di paese e di fiere. Fiere dove inevitabilmente troviamo il banchetto con la pesca fortunata, e in palio una miriade di (sfortunati) pesci rossi.

Tutti abbiamo ne abbiamo avuto uno. E quasi tutti, senza saperlo, siamo stati i suoi aguzzini. Ecco perché è il momento di fare chiarezza su come tenere un pesce rosso senza ripetere gli sbagli del passato.

Come tenere un pesce rosso (davvero): sfatiamo i falsi miti

La narrazione collettiva ci ha convinti che il Carassius auratus (sì signori, è questo il suo nome, e già così sembra diverso vero?) sia l’animale domestico perfetto per chi non ha spazio, tempo o soldi. Costa due euro, lo schiaffi in una boccia sul frigorifero, gli lanci due pizzichi di mangime scaduto ogni tanto e via. Quando galleggia a pancia in su dopo tre settimane, la colpa è della “natura”.

Spoiler: la natura non c’entra. Siete voi. Anzi, siamo noi. È ora di espiare le nostre colpe e capire che tutto quello che ci hanno sempre raccontato su come tenere un pesce rosso è una colossale bugia.

Perché scrivere un pezzo sull’argomento? Perché due anni fa, ad una fiera di paese, anche io ho acquistato due bei pesciolini rossi, quelli con la coda a ventaglio, bellissimi. Non avendo un acquario a casa, ho acquistato sulla stessa bancarella una vaschetta per arrivare almeno al giorno dopo e attrezzarmi. Una vaschetta minuscola.

E la donna che me li ha venduti, molto candidamente, mi fa: “puoi tenerli anche qui dentro, tanto sono piccoli”.

Ecco. Immagino quante persone abbiano creduto ad una simile assurdità. Ovviamente io ho provveduto in tempi brevissimi ad una dimora degna, ma tanti altri pesciolini non hanno avuto la stessa fortuna.

Quindi, parliamone, e sfatiamo alcuni falsi miti.

fiera con persone e banchetti che vendono anche pesci rossi in bocce
La fiera – LeBisbetiche.com (Elaborazione digitale)

La truffa dei tre secondi di memoria

Per decenni ci siamo auto-assolti con il mito della memoria corta. “Poverino, gira in tondo nella boccia ma tanto ogni tre secondi dimentica dove si trova”. Comodo, vero? Peccato che sia una bufala inventata per farci dormire sereni. Un bel racconto divertente solo nei cartoni animati.

La scienza ha ampiamente dimostrato che i pesci rossi hanno una memoria a lungo termine che dura addirittura mesi. Altro che 3 secondi. Inoltre, sono talmente intelligenti che riconoscono chi dà loro da mangiare, associano suoni al cibo e provano persino una profonda noia; chi lo avrebbe mai detto? Ora capite perché la vostra boccia di vetro è una cella di isolamento sensoriale?

Ecco, parliamo proprio della boccia di vetro. Oltre a essere illegale in molti comuni italiani (e speriamo lo sia ovunque, magari se ci fosse più informazione) è una macchina di sofferenza per tre motivi precisi:

L’effetto Matrix: La forma curva distorce la luce e le immagini. Il pesce vive in un trip psichedelico perenne, senza punti di riferimento.

Asfissia programmata: La superficie dell’acqua a contatto con l’aria, in cima alla boccia, è minuscola. Il pesce sta letteralmente soffocando, ogni singolo giorno.

Nessun filtro: Senza una pompa che ricircola l’acqua, il pesce nuota costantemente nelle proprie deiezioni. È come se voi viveste dentro la tazza del vostro bagno senza mai scaricare, per capirci. Paragone un po’ azzardato? Documentatevi gente, se non credete a me.

Il “Nanismo Indotto” (ovvero: la tortura invisibile)

La scusa preferita di chi difende le micro-vasche è: “Ma se lo metto in un acquario grande cresce, nella boccia resta piccolo, si adatta”. (Vi ricorda qualcuno?)

Non si adatta, si ammala. Si chiama nanismo indotto. Quando lo spazio è troppo stretto, lo scheletro del pesce smette di crescere a causa dello stress e degli ormoni accumulati nell’acqua. Gli organi interni, invece, continuano a svilupparsi. Il pesce praticamente esplode da dentro, lentamente. Ok sì, mi piace esagerare con i termini, ma quello è.

Un pesce rosso trattato con dignità non è un minuscolo elemento d’arredo. Diventa enorme – supera facilmente i 20 centimetri – e, se non lo uccidete prima, può vivere fino a 20 anni. Praticamente dura più di un cane e di molti matrimoni.

Lunga vita al pesce rosso

pesce rosso in acquario
La soluzione giusta – LeBisbetiche.com (Elaborazione digitale)

Infine parliamo dei costi e facciamo due conti. Il pesce costa solitamente intorno ai due euro, ma il suo mantenimento richiede molto di più.

Se volete capire come tenere un pesce rosso, ecco la lista della spesa minima per non sbagliare più. E non dire che non ve lo aveva mai detto nessuno.

Spazio: almeno 40 o 50 litri netti per un singolo esemplare (esatto, vogliono spazio. Tanto.)

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Filtro: un filtro sovradimensionato, perché i pesci rossi sporcano come un gruppo di adolescenti dopo una festa.

Impegno: cambi d’acqua regolari e test dei valori. Perché l’acqua non è mai uguale.

La morale delle Bisbetiche è semplice. Se non avete spazio, budget e pazienza, lasciate stare i pesci. Compratevi un Tamagotchi. O una meravigliosa alga Marimo (ne abbiamo parlato qui). O una pianta finta. Almeno lei non vi guarderà morire soffocata dietro un vetro ricurvo.

Diffondete il verbo, salvate i pesci rossi.

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Nunzia G.
Nunzia G.
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