Da oggi, anche tu vorrai un marimo: è un’alga leggendaria, simboleggia l’amore eterno e necessita di pochissime cure. Oltretutto, costa meno di quello che credi.

Va detto: io ci sono sbattuta addosso per caso, ma da quando ho adottato il mio marimo (ora siamo saliti a quota due, e non escludo il terzo) la mia casa ha un’energia leggermente diversa, più armoniosa.
Era una mattinata torrida del 2023, e mi stavo aggirando nei giardini del Castello di Este. La ricorrente Festa dei Fiori aveva monopolizzato i suoi viali acciottolati con banchetti e stand tematici, attirando un pubblico vasto ed eterogeneo, e il caldo soffocante aveva messo in slow motion persino i miei pensieri.
Ma di quella giornata ho cristallizzato il ricordo.
Coppiette dall’aria complice, ragazze con vestitini svolazzanti, padri di famiglia con i pargoli in spalla che percorrevano il dedalo di viuzze con passi scricchiolanti. Un’esplosione di colori e profumi ovunque: incensi indiani fumigavano nella brezza infuocata, mentre le distese di begonie, ortensie, surfinie e gerani attiravano lo sguardo dei visitatori.
E poi ancora girasoli, dalie, rose selvatiche ed echinacee variopinte, disseminate lungo l’imponente cinta muraria che abbraccia da secoli il maniero carrarese. Un Eden in terra, ma tutta quella bellezza mi aveva paradossalmente anestetizzata… almeno fino a quel momento.

Tra una facezia e l’altra, io e Mirko ci siamo imbattuti (o meglio, una forza sconosciuta mi ci ha trascinata) in una bancarella protetta da un telo di lino bianco, aesthetic ma piuttosto spartana. Sul telaio del gazebo oscillavano alcune piante aeree nei relativi gusci di cocco, mentre sopra il minuscolo tavolino fieristico campeggiavano boule e vasi tubolari in vetro pieni d’acqua limpida. Al loro interno fluttuavano delle palline verdi dall’aspetto deliziosamente fluffy: sembravano delle lava lamp vegetali, un tipo di pianta assolutamente fuori dall’ordinario.
Dopo aver raccolto informazioni dal loquace venditore, ho proseguito a malincuore il tour dei giardini. La mia fantasia, i miei desideri e il mio istinto avevano già trovato la loro fermata.
A nulla è servito la pausa mangereccia con birra e panino: non riuscivo a smettere di pensare a quelle piccole sfere danzanti. Mirko ha cercato, invano, di distrarmi… ma, povera stella, dentro di sé sapeva che il “danno” era ormai inevitabile. E che era questione di minuti.
«Al mio segnale, se portemo casa ‘na baléta»
A pasto terminato, infatti, ho “casualmente” imboccato il vialetto dello stand, per poi agganciare il bersaglio e raggiungerlo a passo di marcia. Le palline avevano un nome ben preciso, mi spiegò il commerciante: si trattava di esemplari di marimo, un’alga di origine giapponese con alle spalle una leggenda affascinante.
Marimo, la leggenda dell’amore eterno
La leggenda del marimo nasce sulle rive dell’incantevole Lago Akan, in Giappone, un luogo che sembra aver preso forma dai versi di un haiku. Qui si narra la storia di due giovani innamorati, costretti a separarsi dai loro clan di appartenenza che non accettavano l’unione. Per sfuggire a un destino imposto e avverso, i due si gettarono nelle acque gelide del lago, scegliendo l’amore anziché una vita imbrigliata dalle convenzioni sociali.

Secondo la tradizione Ainu, i loro cuori però non si dissolsero nei flutti: si trasformarono in piccole sfere verdi, morbide e perfette, destinate a rotolare in perpetuo sul fondo del lago. Da allora il marimo è considerato un talismano d’amore eterno, il simbolo dei legami che resistono al tempo, alle difficoltà e, soprattutto, alle ingerenze esterne.
Tenerne uno in casa significa accogliere una presenza discreta, silenziosa, lontana dallo splendore di gigli e orchidee. Eppure, ogni volta che vi posi lo sguardo, ha il potere di ricordarti che alcune cose possono davvero durare in eterno. Se vuoi approfondire la leggenda, puoi consultare la pagina dedicata del Museo del Lago Akan.
Manutenzione del marimo
Tornando a monte, un marimo — anzi, il mio primo marimo — è tornato a casa con noi. Ho scelto uno dei vasi più tiny e sottili: mi aveva “chiamato” fin dall’inizio. Come se fosse destinato a me, una sensazione istintiva ma potente che non ero riuscita a ignorare.
Una volta parcheggiato il marimo su una mensola, ovviamente in posizione privilegiata rispetto alle altre suppellettili, ci siamo arenati a nostra volta sul divano e abbiamo iniziato a fissarlo. A differenza di come si comportava alla bancarella, però, il marimo non galleggiava più. Si era adagiato sulle pietruzze del fondo, e nella mia testa è scattato l’allarme rosso, con tanto di sirene alla Silent Hill.
Fortunatamente, il venditore mi aveva lasciato il suo biglietto da visita. L’ho perciò contattato con un filo di preoccupazione ma, contro ogni aspettativa, è scoppiato a ridere e mi ha immediatamente sgonfiato il palloncino della turbo-ansia.

È normalissimo, mi ha spiegato. Il marimo necessita di pochissime cure: va tenuto nel suo vaso, tassativamente in interni e in un luogo luminoso ma non colpito da luce solare diretta, in modo da stimolare la fotosintesi. Occorre però cambiare l’acqua nel recipiente ogni 3-4 settimane, prediligendo quella in bottiglia, meno calcarea e a pH controllato.
In genere, è sufficiente versare 3/4 di acqua naturale fresca o a temperatura ambiente, e poi colmare il vaso con acqua frizzante: le particelle di aria resteranno così intrappolate nella peluria del marimo, sollevandolo verso la superficie. Ecco spiegato l’effetto lava lamp, che viene amplificato anche dalla luce diurna.
Nessuna sorpresa, dunque, se il tuo marimo si adagerà sul fondo con l’avvento dell’oscurità: un’altra peculiarità affascinante di quest’alga è che sembra assecondare il ritmo sonno/veglia dei rispettivi proprietari.
Per il resto — davvero — è tutto qui. Basta assicurargli un ciclico ricambio d’acqua e una posizione favorevole, e il marimo diventerà una parte integrante (e vivente) del tuo nido. Perfetto quindi anche per chi ha il pollice nero… però, per favore, cerca di volergli bene. Forse è solo suggestione, ma ho la sensazione che possa percepirlo.
Dove acquistare il marimo
Il mio consiglio spassionato è di acquistarlo direttamente in una fiera o floricultura vicino casa: in primis, potrai verificare le condizioni del tuo marimo di persona e, in secondo luogo, ti auguro di sperimentare la stessa fascinazione selettiva che ho sperimentato io.
Ad esempio, il secondo l’ho acquistato in un garden del territorio sotto gli occhi rassegnati di Mirko… non lo ammetterà mai, ma si è affezionato a entrambi anche lui. Eccoli qui. 🖤

Comprendo però che non tutte le floriculture sono così fornite: si tratta pur sempre di un’alga relativamente sconosciuta in Italia. Fortunatamente, puoi trovarlo anche su Amazon, assicurandoti che il venditore sia affidabile e che la consegna avvenga in modo tempestivo e con le dovute premure: io ti ho scovato questa offerta a soli 13,90€ (ho speso un euro in più alla bancarella, per darti un’idea).
Le recensioni sono ottime, l’imballaggio viene descritto come “perfetto” e “ben curato”, il che è un requisito fondamentale. Per il resto, se tratterai con affetto il tuo marimo, ti farà compagnia per tutta la vita. La vera magia del marimo, forse, è proprio questa: ti promette di restare, anche quando tutto il resto se ne va.
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