Il calcio italiano è alla deriva, ma se non andiamo ai Mondiali è colpa del “pezzotto”

Il teatrino del nuovo Ct sta mostrando ancor di più la disorganizzazione del calcio italiano. All’estero ci deridono, ma nonostante ciò continuiamo a cercare capri espiatori
Calcio italiano - LeBisbetiche.com
Calcio italiano – LeBisbetiche.com

Le ultime vicende che hanno animato il calcio italiano negli ultimi giorno hanno fatto emergere ancor di più le difficoltà che stiamo attraversando a livello strutturale. Alla fine il nuovo Ct è Roberto Mancini, di cui abbiamo già abbiamo espresso il nostro parere, mentre il ruolo di direttore tecnico è stato affidato a Claudio Ranieri.

Nel giro di poche ore è quindi naufragato il progetto che si stava materializzando con Andrea Pirlo Ct e Paolo Maldini e Leonardo ad occuparsi dell’area tecnica. Il presidente federale Giovanni Malagò quindi fin da subito si è ritrovato ad avere a che fare con una situazione spinosa. Almeno a livello pratico l’ha risolta, ma come inizio non sembra essere così benaugurante.

Ormai questo cliché va avanti da troppo tempo e il risultato è che l’Italia ha saltato ben tre campionati del mondo e si ritrova con un Ct che nell’estate nel 2023 si era dato alla fuga per via della avance dell’Arabia Saudita. L’aspetto peggiore è che non è stato varato alcun piano per far riemergere il calcio italiano.

I problemi del calcio italiano

La Serie A è diventata il paradiso degli stranieri e delle vecchie glorie e all’orizzonte non sono in cantiere delle normative volte a favorire i giovani italiani. Questi ultimi sono sempre più bistrattati e costretti ad andare a giocare nelle categorie minori. Solo cinque squadre su venti del massimo campionato hanno uno stadio di proprietà, eppure ci dobbiamo sentir dire che non ci qualifichiamo più alle fasi finali dei Mondiali per colpa della pirateria.

Lungi da noi bisbetici avvallare certi escamotage per nulla legali. Ciò però non significa che questo strumento debba esse utilizzato come alibi nei momenti di massima crisi del calcio italiano. I problemi del nostro movimento calcistico sia a livello di Nazionale sia a livello di club, sono ben altri.

Certe esclamazioni non fanno bene né al movimento né ai fruitori, che sono stufi di questa continua regressione. Ora più che mai è fondamentale essere onesti e dire per filo e per segno cosa c’è che non va. Il quadro generale è gravissimo e di certo non può essere imputabile al cosiddetto “pezzotto”.

Dove sono le riforme le riforme dei settori giovanili? Quando ci adegueremo a ritmi del calcio mondiale sempre più veloci a differenza dei nostri che sono rimasti lenti e compassati? Il gap si vede anno dopo anno sempre di più. Nelle coppe europee vinciamo con il contagocce e la Champions League è ormai una chimera. L’ultima risale al 2010 con l’Inter di Mourinho. 

Roberto Baggio - LeBisbetiche.com
Roberto Baggio – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

L’ultima volta che la Nazionale ha giocato una fase ad eliminazione diretta di un Mondiale è stata nel 2006, anno dello storico trionfo con Lippi. Dopo, il vuoto più assoluto. Bisognava ripartire da zero così come auspicato da Roberto Baggio che dopo la disfatta in Sudafrica del 2010 aveva preparato un piano denominato “Rinnovare il futuro” che stando a quanto trapelato, si basava soprattutto sulla formazione e sulla scoperta dei giovani talenti.

Inoltre pare che prevedesse di privilegiare la tecnica anche a scapito della tattica. D’altronde negli ultimi anni in Italia sono spariti i fantasisti e i giocatori in grado di superare l’avversario in dribbling. Un lavoro accurato che però non fu mai preso in considerazione, a quanto pare per mancanza di volontà attuazione da parte dei piani alti. Inoltre non è nemmeno mai stato pubblicato ufficialmente, ma sarebbe ancora piuttosto attuale.

Difficilmente verrà ripreso. Purtroppo quando bisogna muovere dei passi concreti in Italia nessuno si assume mai la responsabilità di fare il primo passo. Un concetto che si può estendere in tanti altri ambiti al di fuori del calcio. Siamo invece più bravi a dare vita a certe “pagliacciate” come quelle dei giorni precedenti. Anche all’estero le nostre vicissitudini hanno avuto una certa eco e anche L’Equipe ci ha preso in giro scrivendo: “È più difficile qualificarsi per i Mondiali o trovare un allenatore?”. E con questo commento di scherno quanto mai giusto, vi lasciamo cari amici bisbetici, tanto è tutta colpa del “pezzotto”.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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