Basta dare la colpa agli USA: l’americanizzazione ce la siamo imposti da soli

Molte persone puntano il dito contro gli Stati Uniti ritenendoli colpevoli del processo di americanizzazione che ha investito buona parte del mondo. La realtà però è ben diversa
Bandiera americana, americanizzazione - LeBisbetiche.com
Bandiera americana – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Gli Stati Uniti rappresentano da sempre una delle nazioni più influenti a livello mondiale, anzi di fatto è colei che più di ogni altra divulga moda e tendenze che poi vengono seguite in moltissimi paesi. Appena lanciano un’idea, scattiamo subito come gli avvoltoi per cercare di prenderla il prima possibile.

Poi finiamo per lamentarci e dire che ormai ci siamo “americanizzati” e che loro stanno rovinando le culture altrui con le loro usanze spesso eccentriche e a limite del decoro. Probabilmente questo è l’errore più grande che si può commettere.

Qualcuno ci obbliga? Guadagniamo di più se seguiamo tutti i loro esempi? Stiamo meglio con noi stessi e con gli altri? Assolutamente no. E quindi è meglio evitare di scaricare la colpa sugli altri. Assumiamoci le nostre responsabilità. Al popolo americano non cambia nulla se li scimmiottiamo o meno. Poi amici bisbetici, i discorsi politici non ci competono, ma per quanto i poteri forti abbiano una loro incidenza, restano comunque le nostre colpe.

L’americanizzazione in Europa

Uno degli esempi più eclatanti è quello di Halloween. Ormai l’attesa è frenetica anche dalle nostre parti e in buona parte dell’Europa con sfaccettature differenti e che in qualche modo richiamano la propria tradizione. La matrice però è quella. Anzi per essere precisi si tratta di un’usanza anglosassone importata oltreoceano nel XIX e poi rivisitata dai nativi americani. Fatto sta che oggi è una delle tante feste utili ad alimentare il consumismo di una società sprecona.

Zucca Halloween - LeBisbetiche.com
Zucca Halloween – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Per quanto riguarda le mode, una di quelle più in auge è il Gender Reveal di cui abbiamo parlato ampiamente in un nostro recente articolo. Chi non lo fa è una sorta di emarginato sociale o di coppia boomer per usare dei termini cari ai giovani. Di pari passo troviamo il Baby Shower, che tra l’altro per diverso tempo è stato confuso con il Gender Reveal.

Il Black Friday e il Cyber Monday sono le esche perfette per placare la voglia irrefrenabile di fare shopping. Per carità in alcuni casi il risparmio è tangibile. Di fatto solo delle giornate di sconti, che con la denominazione in inglese sono più attraenti per gli avventori. Ed è qui che si evince ancora di più l’ingenuità umana di quest’era.

Molto in auge anche i brunch (pasto a metà tra colazione e pranzo), soprattutto nei giorni di festa. Una vera e propria amarezza se si considera che per noi italiani la colazione e il pranzo sono momenti sacri. L’aspetto più “demoniaco” dell’americanizzazione è che ormai anche nel vecchio continente abbiamo interiorizzato è il ritmo di vita sempre più veloce e chiaramente meno salutare.

Anche mangiare al volo nei fast food o prendere dei pasti take-away la dicono lunga sul punto di non ritorno raggiunto ormai da tempo. Almeno sarebbe doveroso avere la decenza di dire che quest’alimentazione malsana ce la stiamo propinando da soli, pur essendo consapevoli dei danni che può arrecare nel tempo.

Dove l’americanizzazione ha fatto meno presa

Da altre parti per fortuna sono stati messi dei freni. E poco importa se sono dovuti ad usanze rigide della propria cultura o se ciò è frutto di un pizzico in più di lungimiranza. Ciò che conta è il risultato. E in Asia ad esempio per quanto la globalizzazione abbia fatto il proprio corso, l’americanizzazione non ha avuto lo stesso riscontro.

Molti paesi hanno adottato alcuni elementi della cultura americana senza abbandonare le proprie tradizioni. Ad esempio in Giappone non è andata in disuso la cerimonia del tè. In Cina il governo promuove le proprie consuetudini e limita alcuni aspetti della cultura occidentale. Certo, nemmeno questo è il massimo, perché ognuno deve essere libero di fare le scelte che vuole.

Cerimonia tè in Giappone - LeBisbetiche.com
Cerimonia tè in Giappone – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

I paesi mediorientali per motivi prettamente religiosi hanno messo un enorme freno all’americanizzazione. Dubai e Abu Dhabi rappresentano delle eccezioni e comunque anche da queste parti per quanto siano presenti i fast food e i grandi marchi internazionali, la lingua, la fede religiosa e i costumi restano dominanti.

Dunque, c’è chi non si è “piegato” a questo processo. Quindi, prima di sparare a zero sugli altri, decidiamo chi vogliamo essere senza subire in maniera passiva ciò che ci succede intorno. A quel punto lamentarsi non solo non serve, bensì risulta grottesco e fuori luogo.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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2 commenti

  1. Durissima…il problema è che ormai ci si lamenta solo e si scarica sempre la colpa sul prossimo. Nessuno analizza i propri comportamenti, che sempre più spesso propendono per queste americanate…della serie si predica bene e si razzola male…anzi malissimo…

  2. “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”
    Credo che questo proverbio sia il più adatto a questa situazione, il problema principale secondo me è che non c’è via d’uscita purtroppo. La minoranza che si “oppone” è sempre minore, come se essere fuori dal coro fosse equivalente ad essere emarginati.
    Tanto di cappello alle culture asiatiche (Giappone in primis) che non si piegano a queste mode e tendenze che non gli appartengono. Spero che le generazioni che verranno avranno un po’ di sale in zucca per ribellarsi e riprendere in mano le nostre tradizioni centenarie, anche se la vedo dura.. 😑

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