Oasis, sold out a Roma: assalto anche dei non-fan e vendita dei biglietti che fa discutere

I biglietti per i concerti degli Oasis a Roma sono andati letteralmente a ruba, ma troppi aspetti hanno generato il malcontento di chi è rimasto tagliato fuori
Oasis - LeBisbetiche.com
Oasis – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

L’annuncio ufficiale dei concerti degli Oasis allo Stadio Olimpico di Roma arrivato qualche settimana fa, ha generato un notevole entusiasmo tra gli appassionati di musica del Bel Paese.

Le tre date da cerchiare con la matita rossa sono il 26, il 29 e il 30 luglio 2027. In quelle tre serate nell’impianto della Capitale si esibiranno i due fratelli Gallagher, che dopo diversi anni in cui hanno proseguito le loro carriere da solisti hanno deciso di tornare a cantare e ad esibirsi insieme.

Ed è proprio questo aspetto che ha generato quella che nel linguaggio dei giovani odierni si chiama “hype”, ovvero quell’attesa spasmodica capace di far commettere delle vere e proprie follie. Nel caso in questione di fatto bisognava solo fare una cosa: mettersi in fila e provare ad acquistare il biglietto.

Poi naturalmente c’è il tema della disponibilità economica con persone disposte a spendere cifre esorbitanti pur di non dover ingoiare il boccone amaro dell’assenza. Fatte queste dovute considerazioni cari amici bisbetici, adesso è giunta l’ora di andare a toccare con mano cos’è successo nei giorni scorsi. Vi narrerò anche la mia esperienza diretta, che probabilmente è analoga a quella di tanti altri.

La vendita dei biglietti dei concerti degli Oasis

Se il buongiorno si vede dal mattino, già i criteri di vendita dovevano far storcere il naso. In pratica era richiesta una registrazione preventiva sul sito ufficiale degli Oasis. Una volta espletata la pratica si doveva sperare di rientrare tra coloro che ricevevano il codice da utilizzare per l’acquisto sul portare Ticketmaster.it nelle giornate del 25, 26 o 27 settembre.

Dunque, la prima delusione è servita. Chi non riceveva il codice doveva già abbandonare il sogno di vedere Liam e Noel dal vivo nella Città Eterna. I fortunati che invece lo ricevevano potevano provare a prendere, ma come era ben specificato nella conferma della email di registrazione, avere il codice non garantiva il buon esito dell’operazione.

Chi ha ottenuto il codice per l’acquisto nel corso del primo giorno ovviamente aveva maggiori chance. Quelli del secondo giorno potevano ancora crederci e chi come me ha avuto la possibilità solo domenica 27 settembre, doveva solo sperare che qualcuno dall’alto potesse intercedere per un miracolo.

Ed è proprio quanto è capitato al sottoscritto che dopo circa due ore e mezzo di attesa si è ritrovato dinanzi solo ai biglietti da 450 euro a salire. Per quanto avrei voluto esserci sono sempre dell’opinione che certe cifre siano troppo esorbitanti, soprattutto in una fase di rincari come questa. Non ho potuto fare altro che desistere seppur con profonda delusione.

Noel Gallagher Oasis - LeBisbetiche.com
Noel Gallagher Oasis – LeBisbetiche.com (Creditis: Wikimedia Commons)

L’egoismo e la voglia di esserci perché “ci sono tutti”

Premesso, non sono il primo fan degli Oasis, ma nemmeno uno di quelli che hanno scoperto solo ora l’iconica band di Manchester simbolo degli anni ’90 e degli anni 2000. È innegabile che per molti, prima dell’annuncio del loro ritorno congiunto sul palco arrivato il 27 agosto 2024, erano uno di quei gruppi morti e sepolti e per certi versi sconosciuti.

Prima che si sciogliessero nel 2009 per una lite avvenuta a pochi istanti dall’inizio di un’esibizione a Parigi, seppur apprezzati non avevano tutto questo seguito. In Italia i loro concerti si sono svolti nei palazzetti, roba impensabile oggi. Ma cos’è cambiato da allora? Ai veri fan si sono aggiunti degli pseudo tali, che ai concerti vogliono esserci più per vivere “l’atmosfera” piuttosto che per sentire la loro musica.

Un atteggiamento umano a cui bisogna aggiungere anche un altro aspetto di natura psicologica: “Visto che ci vanno tutti devo andarci anch’io”. Un meccanismo del genere è scattato anche per le date dei Coldplay del 2023 a Napoli e Milano. In pochi però, anzi nessuno sarebbe meglio aggiungere, ha pensato a coloro che hanno vissuto davvero gli Oasis nei loro anni d’oro quando erano più di nicchia e lontani dalle proposte musicali commerciali.

A meno di clamorosi colpi di scena o meglio di fortuna molti di loro dovranno assistere da casa ai concerti di Roma. Ed è qui che scatta una critica anche nei confronti di chi ha organizzato. Non sarebbe stato più meritocratico inviare il codice a chi superava un test inerente la storia e le canzoni dei Gallagher tanto per dirne una? La risposta è scontata, ma certi eventi ormai hanno solo dei meri scopi di lucro e poco importa se chi li sognava da una vita non potrà viverli. Tanto il non fan che paga vale lo stesso di un patito di vecchia data.

Liam Gallagher - LeBisbetiche.com
Liam Gallagher – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

Le possibili truffe e i prezzi alle stelle sui siti di rivendita

Adesso che tutte e tre le date sono sold out chi ancora non vuole arrendersi all’idea di non poter vedere dal vivo gli Oasis si aggrapperà necessariamente ai siti di rivendita. Uno scenario per niente sicuro visto che in mezzo a tanti portali onesti ce ne sono tanti altri truffaldini che non aspettano altro che qualcuno si palesi.

Il Codacons ha già denunciato questo genere di manovra visto che sono stati messi in vendita dei tagliandi a dei costi stratosferici. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori ha fatto sapere che alcuni biglietti degli Oasis finiti sui siti di secondary ticketing costano addirittura 10.000 euro.

Altri si aggirano sui 5.000-7.000 euro. Un rincaro allucinante che ha portato il Codacons a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, Agcom e alla Polizia Postale con l’obiettivo di oscurare i siti che vendono i biglietti a cifre al di sopra della media. Uno scenario a dir poco inquietante e che ci spinge ad invitarvi alla massima attenzione.

Diffidate anche di annunci online da parte di privati o di post sui social. Il rischio di incappare in una truffa è elevatissimo. Meglio pazientare un po’ e guardarsi intorno tra le alternative legali e certificate. Il tempo a disposizione c’è e chissà se magari alla fine la situazione non possa variare. Ora, com’è lecito che sia, prevale la delusione per l’ennesima occasione in cui il menefreghismo e l’avidità hanno avuto il sopravvento sulla passione infrangendo il “Wonderwall” di molti fan.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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