Il compleanno è per alcune persone un vero e proprio rituale e per altri invece non ha chissà quale valenza. Ecco le ragioni di una e dell’altra fazione

C’è chi aspetta 365 giorni per festeggiare il proprio compleanno e chi invece a stento lo ricorda. Ebbene sì cari amici bisbetici, della serie il mondo è bello perché è vario, questa giornata per certi versi divide anziché unire. Chiaramente si tratta di una contrapposizione che non deve riguardare i bambini. Com’è giusto che sia, loro devono pensare solo a divertirsi a più non posso quando arriva il momento di spegnere le candeline.
Per i grandi il discorso è un po’ diverso. In teoria crescendo dovrebbe passare un po’ quell’entusiasmo che si ha da piccoli e spesso si finisce per festeggiarlo con una torta o un brindisi in famiglia o con gli amici intimi. Le altre due possibilità sono appunto agli antipodi. O si prosegue sulla falsariga di quando si era ragazzini sentendo la necessità di dover organizzare ogni volta una festa o si finisce per ripudiarlo.
Ed è proprio questo confronto che andremo a scrutare nel dettaglio così da capire cosa spinge ai festeggiamenti a oltranza e cosa invece scatta in coloro che ad un certo punto della propria esistenza non ne vuole più sapere dei compleanni.
I desideri delle persone che amano il proprio compleanno
Partendo da chi nutre questa vocazione, uno dei desideri non propriamente reconditi degli amanti dei compleanni è il “bisogno di sentirsi importanti”. Ricevere attenzioni tramite messaggi, telefonate o addirittura con l’organizzazione di una festa a sorpresa lascia quella sensazione che va ben oltre il semplice augurio. Una sorta di linfa di cui nutrirsi ogni anno a ridosso della data del compleanno.
L’altro aspetto da considerare è di mera natura caratteriale. Chi ha una personalità estroversa è più incline a questo genere di occasioni. Amici, musica e divertimento sfrenato è quanto di meglio si possa desiderare per un compleanno coi fiocchi. Non va trascurato nemmeno il proprio passato. Chi da bambino lo ha sempre festeggiato in un certo modo potrebbe non voler smettere mai, anche se gli anni diventano iniziano a farsi sentire.

Nell’era dell’ultra connessione ha una certa valenza la condivisione social (un po’ alla stregua del gender reveal) della propria festa di compleanno. Il resto del mondo “deve sapere” e ricevere gli auguri dagli “amici virtuali” comporta comunque una certa gratificazione. Chi si dimentica potrebbe incappare in guai seri ed essere bannato dalle amicizie anche nella vita reale.
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L’approccio di coloro che non festeggiano il compleanno
Dall’altro lato un po’ come in una puntata di “Ciao Darwin” ecco il mondo di chi ha una scarsa o nessuna considerazione del compleanno. Il passare del tempo può mettere inquietudine e ansia e quella data che per tanti è motivo di gioia si trasforma in qualcosa di indigesto. A rendere il quadro ancor più nebuloso possono essere i ricordi dei tempi andati e delle persone care che non ci sono più. Una reazione umana e che va rispettata anche dai fautori del movimento opposto.

Per scoprire le altre potenziali cause del diniego del compleanno non basta altro che capovolgere alcuni argomentazioni sopracitate. In primis se agli estroversi piace festeggiare, ai timidi e agli introversi genera l’effetto contrario. Essere al centro dell’attenzione può risultare imbarazzante o stressante. Quindi onde evitare, meglio tralasciare le celebrazioni.
La data del compleanno può rappresentare anche il dover fare i conti con dei trascorsi tristi o scomodi e ciò può portare ad abbondonarlo in maniera definitiva. Non tutti da bambini hanno avuto le medesime fortune e può capitare di non aver festeggiato per bene il compleanno. Poi, cari amici bisbetici, c’è un’altra categoria che va menzionata, quella di chi non ha bisogno di date fisse per dover raggruppare amici e parenti. Basta qualsiasi altra occasione, a patto che il tutto avvenga nella maniera più sobria ed austera possibile.
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