Scandalo: Chris Watts si sposa dopo l’ergastolo – Dentro lo scabroso trend dei matrimoni in carcere

Chris Watts, colpevole dell’assassinio delle piccole Bella, Celeste e di sua moglie Shanann, al suo quinto mese di gravidanza, sta per convolare nuovamente a nozze.
Chris Watts e Lizzie Henderson - LeBisbetiche.com
Chris Watts e Lizzie Henderson – LeBisbetiche.com (Credits: Fox News – Hindustan Times – Diritto di cronaca)

Assurdo, ma vero: dopo una pesante (e quantomeno meritata) condanna all’ergastolo, Chris Watts sta per pronunciare ancora una volta il fatidico sì. Abbiamo analizzato a fondo il suo caso in questo articolo dedicato alla vicenda, un triplice assassinio aggravato dai vincoli di parentela, nonché dalle condizioni di sua moglie Shanann, all’epoca in attesa del suo terzogenito.

Oggi ci concentreremo su un inaspettato sviluppo dell’iter carcerario di Watts, una notizia trapelata da pochi giorni sui tabloid statunitensi. L’ex padre di famiglia, reo confesso e ribattezzato con il titolo di “uomo più odiato d’America“, avrebbe infatti intessuto una nuova relazione e sarebbe pronto a portare all’altare la sua ultima fiamma.

La notizia, che ha comprensibilmente scandalizzato l’opinione pubblica e gli appassionati di true crime, è stata diffusa dal magazine People e rilanciata da Fox News: ecco cosa sappiamo.

La futura sposa di Chris Watts

Secondo quanto riportato dalle fonti americane, Lizzie Henderson è una donna di Cleveland di 39 anni, con alle spalle una carriera immobiliare nella contea di Milwaukee.

Galeotto fu il documentario di Netflix sul caso Watts, una ricostruzione degli infami delitti del 13 agosto 2018, quando Watts strangolò a morte la moglie Shanann e le figlie per assicurarsi un roseo futuro con la sua giovane amante.

Chris Watts, Shanann, Bella e Celeste - LeBisbetiche.com
Chris Watts, Shanann, Bella e Celeste – LeBisbetiche.com (Credits: news.com.au – Diritto di cronaca)

“American Murder: The Family Next Door” consegnò Chris Watts agli onori delle cronache mondiali, ma la sua repentina e iniqua impopolarità sortì due effetti diametralmente opposti: se la maggioranza del pubblico non nascondeva il proprio disprezzo per l’uomo, una nutrita schiera di ammiratrici si armò di carta, penna e buone speranze, arrivando a bombardare l’uomo con migliaia di lettere stucchevoli e mail provocanti.

Da quanto riferiscono le fonti, Lizzie Lee Henderson era una delle più fervide corrispondenti, e dopo qualche mese riuscì a fare breccia nell’ego (soprattutto) e nelle fantasie dell’ergastolano, recluso in regime di massima sicurezza presso il Dodge Correctional Institution di Waupun, in Wisconsin.

Un’aberrazione, mi permetto di commentare. Eppure, nonostante lo sdegno degli ex suoceri e degli amici di Shanann, a dispetto della sua pessima reputazione, Chris Watts sembra non aver archiviato il sogno di un happy ending con la sua focosa pretendente.

Lei, tra tutte, gli ha offerto un salvacondotto verso l’auto-assoluzione definitiva, un’accettazione cieca e totale dei trascorsi dell’uomo e un nuovo progetto di vita: il matrimonio.

Lizzie avrebbe infatti depositato nel 2025 la richiesta per un cambio di cognome, adottando quello del futuro marito presso la contea di Racine. Sui crimini del 2018 mantiene una posizione ambigua: definisce la relazione con Chris Watts come un evento provvidenziale, una sorta di opportunità di redenzione.

«Il modo in cui ci siamo conosciuti è un affare che riguarda me, lui e Dio», ha dichiarato frettolosamente la donna.

Lizzie Henderson - LeBisbetiche.com
Lizzie Henderson – LeBisbetiche.com (Credits: The New York Post – Diritto di cronaca)

Evita accuratamente l’esposizione mediatica, ma la sua famiglia ha confermato che lei e Watts hanno già attivato l’iter per sposarsi all’interno del sistema carcerario.

Watts, dal canto suo, non è ovviamente popolare tra i detenuti, vive isolato e da anni intrattiene corrispondenze unicamente con le donne che gli scrivono, allietandolo con boost all’autostima per la prestanza fisica e persino con selfie ammiccanti.

Non so cosa augurare ai promessi sposi, però — concedetemelo — ho l’irrefrenabile impulso di bollare l’intera faccenda con l’adagio “Dio li fa e poi li accoppia“.

Anche se, visto il caso in esame, sarebbe più appropriato rivisitarlo così: “Dio li fa, poi Chris li accoppa“.

Ma passiamo alla parte più interessante: il fenomeno, tutt’altro che insolito, dei matrimoni in carcere.

I matrimoni in carcere negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti il diritto dei detenuti a sposarsi è garantito da una sentenza della Corte Suprema, Turner v. Safley del 1987: il matrimonio resta un diritto costituzionale anche durante la reclusione, eccezion fatta per le limitazioni legate alla sicurezza del singolo istituto.

Da allora, i penitenziari statali e federali hanno sviluppato protocolli molto rigidi: ogni unione deve essere vagliata e autorizzata dal direttore del carcere dopo aver verificato l’identità, i precedenti, e le motivazioni del partner esterno, nonché i possibili rischi legati alle nozze.

Matrimonio di Chris Watts e Lizzie Henderson - LeBisbetiche.com (Credits: Gemini)

Il fenomeno viene alimentato da un sottobosco digitale e ormai consolidato di piattaforme dedicate ai contatti tra civili e detenuti, tra le più famose WriteAPrisoner e Meet‑An‑Inmate, dei veri e propri siti di incontri in cui i detenuti pubblicano profili, foto autorizzate e biografie.

Le comunicazioni avvengono tramite posta tradizionale o servizi intermedi, e sono strettamente monitorate: tolleranza zero verso il materiale pornografico, ma sono consentite foto suggestive e scambi emozionali intensi.

Da queste corrispondenze sono nate migliaia di relazioni, alcune delle quali hanno attirato l’attenzione pubblica, come il matrimonio di Richard Ramirez con Doreen Lioy nel 1996 o quello di Ted Bundy con Carole Ann Boone durante il processo.

Senza dimenticare il playboy più controverso di sempre, il corteggiatissimo Charles Manson, che raggiunse l’apice del suo sex appeal proprio dietro le sbarre della California State Prison.

Chris Watts verso il secondo matrimonio

Non confido particolarmente nella giustizia karmica o divina, ma se non altro ci sono buone probabilità che l’imminente matrimonio tra Chris Watts e Lizzie Henderson non sarà all’insegna del “e vissero felici e contenti“, né tantomeno del proverbiale “due cuori e una capanna“.

Quando una coppia decide di sposarsi all’interno di un penitenziario, l’iter è strettamente burocratico e assai poco romantico: ogni interazione — che deve essere richiesta con largo anticipo e pianificata a seconda della disponibilità dell’istituto — viene interrotta da controlli certosini e scandita da appuntamenti rigidamente cronometrati.

Anche la cerimonia si svolgerà sotto sorveglianza costante in una sala visite o in un’area designata, con un officiante autorizzato e un numero minimo di presenti, solitamente i testimoni designati dagli sposi.

Non saranno ammessi abiti nuziali dalla foggia pomposa, né decorazioni, scambi di oggetti non autorizzati o momenti di intimità. Inoltre, le fedi dovranno essere semplici e tassativamente prive di pietre, castoni o metalli proibiti, e il contatto fisico limitato a pochi secondi. Un abbraccio, un bacetto e la luna di miele proseguirà in cella per lui e — probabilmente — presso il next whiskey bar per Lizzie, che non potrà mai consumare fisicamente il matrimonio.

Nel Wisconsin, dove Watts è detenuto al Dodge Correctional Institution, le visite coniugali non sono previste, e la relazione proseguirà perciò attraverso visite monitorate, telefonate e confidenze epistolari.

Con lo stesso rigore, egli non avrà diritto ad alcun privilegio extra, a sconti di pena o a trasferimenti strategici: lo sposalizio rimarrà un atto amministrativo formale, un atto simbolico incapsulato dentro le stesse restrizioni che regolano ogni altro aspetto della sua vita carceraria.

Immagino che questa prospettiva sia il male minore, per un narcisista assassino e una crocerossina delle cause perse. Gli sposi se ne faranno una ragione: alla lista delle felicitazioni, le mie mancheranno all’appello.