Solo in altre due circostanze la Lazio era riuscita a vincere le prime tre partite del massimo campionato. Vediamo cos’è successo in quelle annate

La Lazio di Gattuso, tra lo scetticismo generale e una situazione societaria e ambientale per nulla serena, sta stupendo tutti, in primis i propri tifosi. Questi ultimi, infatti, non si sarebbero mai aspettati che la squadra conquistasse 9 punti nelle prime 3 giornate, nonostante una sessione di calciomercato discreta.
E invece, dopo la sconfitta contro il Mantova, costata l’eliminazione dalla Coppa Italia, i capitolini non hanno sbagliato un colpo e hanno battuto in serie Bologna, Genoa e Udinese. La strada da fare è ancora lunga e già la prossima partita contro il Milan potrebbe essere indicativa per capire quale sia la reale dimensione di questa Lazio.
La protesta dei sostenitori, a prescindere da ciò, va avanti. D’altronde, esula dai meri risultati sportivi, al contrario di quanto pensano erroneamente molti addetti ai lavori al di fuori del contesto romano. Ormai la frattura con la dirigenza appare irreparabile, ma ciò non toglie la voglia di continuare a vedere l’aquila volare ad ali spiegate.
Solo il campo potrà dare le risposte in merito al prosieguo del campionato di Frattesi e compagni. Adesso però, amici bisbetici, facciamo un salto nel passato e andiamo a scrutare le altre due circostanze in cui la Lazio aveva iniziato il campionato allo stesso modo, ovvero nel 1974/1975 e nel 2012/2013.
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L’andamento della Lazio nella stagione 1974/1975
Per chi non conoscesse la storia del club più antico della Capitale, questa è l’annata successiva al primo storico scudetto. La Lazio ripartì con i vari Chinaglia, Oddi, Wilson, D’Amico e Re Cecconi, solo per citarne alcuni.
Nelle prime tre partite gli uomini di Maestrelli ebbero la meglio sul Cesena in casa per 2-1, sul Vicenza in trasferta con il medesimo risultato e poi inflissero un secco 3-0 alla Sampdoria allo Stadio Olimpico.
Sembrava il preludio verso un altro titolo. Purtroppo, però, come spesso è capitato nella storia di questo club, un evento nefasto fermò l’ascesa biancoceleste. A mister Maestrelli fu diagnosticato un brutto male e, negli ultimi mesi di campionato, a guidare la squadra fu il vice Bob Lovati.
I giocatori, tremendamente scossi per l’accaduto, non riuscirono a restare concentrati e persero alcune partite fondamentali, chiudendo così il torneo al quarto posto in classifica, dietro Juventus, Napoli e Roma.

La Lazio nel 2012/2013: il lieto fine che ha fatto la storia
Di gran lunga più dolce è il ricordo della stagione 2012/2013. In panchina c’era lo “sconosciuto” Vladimir Petkovic, mentre in campo c’erano giocatori di grande carisma del calibro di Klose, Candreva ed Hernanes. In quell’inizio di Serie A la Lazio vinse 1-0 a Bergamo, 3-0 in casa contro il Palermo e 3-1 sul campo del Chievo.
Al termine del girone d’andata, la formazione laziale era in piena lotta scudetto, ma nel girone di ritorno si dissolse, per poi chiudere mestamente al settimo posto. A rendere speciale quella stagione fu però la Coppa Italia, vinta in finale contro gli acerrimi rivali della Roma.

Il gol di Lulic al 71′ consegnò il trofeo e, soprattutto, la gloria eterna alla squadra e ai tifosi. Un evento unico nella storia che non si era mai verificato prima e non si è mai ripetuto dopo. In città, da una parte e dall’altra, il ricordo di quella partita non svanirà mai e per i biancocelesti resterà per sempre una delle pagine più belle della propria storia.
Quest’anno la Lazio ha in programma un’altra finale, nella fattispecie quella di Supercoppa Italiana contro l’Inter. Chissà che questa analogia delle prime tre vittorie in campionato non possa essere di buon auspicio. Lo scopriremo solo a dicembre, quando la squadra di Gattuso andrà a caccia dell’impresa contro quella di Chivu.
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