Grazie di tutto, Ciro. Scusali se non ti hanno compreso: sei stato troppo grande per essere capito da tutti

Ciro Immobile ha annunciato l’addio al calcio in un momento in cui nessuno se lo aspettava, ma la sua leggenda echeggerà per sempre negli almanacchi del calcio
Ciro Immobile - LeBisbetiche.com
Ciro Immobile – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

Il ritiro improvviso di Ciro Immobile ha scosso un po’ tutti gli appassionati di calcio, anche i suoi più acerrimi detrattori. Il bomber di Torre Annunziata a 36 anni e mezzo ha deciso di dire basta e di lasciare lo sport che ha sempre amato.

Nessuno di noi era pronto a questo momento e probabilmente non lo sarebbe stato mai. Seppur i tempi migliori erano ormai alle spalle avevamo bisogno di sapere che lui era in campo, anche al Paris FC, ultima squadra in cui ha militato. È stato un fulmine a ciel sereno, che ha spezzato diversi cuori, ma come ogni parentesi della vita anche questa prima o poi doveva finire.

Ha manifestato chiaramente l’intenzione di dedicarsi alla famiglia dopo anni di onorata carriera in cui ha timbrato il cartellino in ogni modo e in quantità industriale. Negli ultimi anni la condizione fisica non lo ha aiutato e non gli ha permesso di fare ciò che più amava, ovvero fare gol.

Ciro Immobile e la romantica storia d’amore con la Lazio

Ne ha realizzati così tanti che lasciarsi andare ai conteggi diventa quasi un esercizio stucchevole. Ha fatto gioire i tifosi della Lazio in ogni modo, diventando la bandiera della formazione biancoceleste. E diciamolo tutto amici bisbetici, per quella maglia ha dato tutto se stesso compromettendo anche gli ultimi anni di carriera.

Non voleva mai riposare, voleva sempre scendere in campo, perché ormai per lui la Lazio era una questione di cuore. Grazie al club capitolino ha ritrovato se stesso e ha potuto finalmente mostrare al mondo tutto il suo valore. I 36 centri in campionato della stagione 2019/2020 che lo hanno portato alla scarpa d’oro e le altre tre classifiche marcatori vinte nel 2014 (col Torino), nel 2018 (a pari merito con Icardi) e nel 2022 sono imprese che nessun altro attaccante italiano ha mai compiuto nella storia recente.

Anche in Europa ha fatto valere il suo spessore diventando il capocannoniere dell’Europa League nel 2018 e griffando diverse marcature nelle due occasioni in cui ha preso parte alla Champions League. In alcuni frangenti non rubava propriamente l’occhio, anzi rimaneva in sordina per poi toccare un solo pallone, quello decisivo, che decideva le partite, come quando nel 2017 realizzò la doppietta nella finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus. O quando negli ottavi di finale di Champions nel 2024 regalò il successo alla Lazio nella sfida d’andata contro il Bayern Monaco.

Immobile in azione - LeBisbetiche.com
Immobile in azione – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

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Il capitolo Nazionale tra gioie e dolori

Ciò non è bastato ai “capiscioni” di questo sport, che spesso gli hanno imputato di non essere decisivo in Nazionale. Il suo palmares però recita un Europeo vinto e tra l’altro con due gol realizzati, gli stessi di Luca Toni nella vincente spedizione mondiale del 2006. E poi davvero, non ci provate, l’Italia ha mancato l’ennesima qualificazione mondiale anche senza di lui e quindi è stato sfatato il mito “è colpa di Immobile”.

Immobile in Nazionale - LeBisbetiche.com
Immobile in Nazionale – LeBisbetiche.com (Credit: Wikimedia Commons)

Se in questo paese avessimo un minimo di onestà intellettuale di uno come Immobile non si potrebbe mai discutere. Ma c’è un particolare di non poco conto, non ha giocato in una delle grandi del Nord o sull’altra sponda del Tevere. In quel caso anche i mass media lo avrebbero idolatrato. E chi non lo ammette sa perfettamente che sta mentendo. Anzi ve lo diciamo con tutta franchezza, in quel caso sarebbe stato consacrato come uno dei migliori bomber di sempre del calcio italiano. Per la cronaca ancora oggi a distanza di quasi tre anni dalla sua ultima apparizione in azzurro, si cerca disperatamente un attaccante che possa fare almeno un decimo di ciò che ha fatto lui in Serie A.

Ignorali Ciro, i tuoi gol parlano per te. E ricordati che sei riuscito in un’impresa per pochi: entrare nella storia del club più antico della Capitale grazie ai 207 gol realizzati che ti hanno reso il miglior marcatore all-time davanti ad un altro “mostro sacro” come Silvio Piola. Ma soprattutto Immobile è entrato nel cuore di una tifoseria che si lascia andare così solo per chi lo merita davvero. Mancherai Ciro e seppur ormai sia tutto finito, per noi sarai sempre in qualche modo sul filo del fuorigioco o in area di rigore. Grazie di tutto.

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Antonio Pilato
Antonio Pilato
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