Meglio soli che male accompagnati: quando la solitudine può diventare una risorsa

La solitudine al contrario di quanto pensano in tanti alle volte può essere davvero preziosa e importante. Ecco in che modo
Solitudine - LeBisbetiche.com
Solitudine – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

La compagnia è senz’altro gratificante. Stare insieme ad amici, parenti, partner o comunque con delle persone care riempie le nostre giornate e in linea generale ci consente di stare meglio. Ma è sempre così? Assolutamente no cari bisbetici. In determinati frangenti può trasformarsi in una mera ossessione o addirittura in qualcosa di deleterio.

In alcuni individui scatta una ricerca spasmodica, che porta anche ad accontentarsi in maniera del tutto inconscia. Meglio stare anche con qualcuno che magari non ci aggrada piuttosto che stare da soli. E possiamo dirvelo francamente? Questa è la più grande sconfitta per una persona. Aver per forza bisogno di qualcuno per riempire i propri spazi e placare quel senso di solitudine. La compagnia deve essere di qualità sempre e comunque.

La solitudine come amica

E quando non c’è non bisogna disperarsi, anzi bisognerebbe imparare a conviverci. Una passeggiata in solitaria in spiaggia, leggere un libro al parco, ma anche concedersi un solo date, che va tanto di moda ultimamente, non è un’idea malvagia o da sfigati come potrebbe asserire qualcuno con tono sprezzante.

Significa semplicemente “bastarsi” e stare bene con se stessi. E questa è una risorsa che non ha prezzo. Anzi può aiutarci anche a stare meglio con gli altri e ad essere più selettivi. Quando si arriva a questo status si tende ad allontanare chiunque possa essere ritenuto nocivo o controproducente (a tal proposito non perdetevi il nostro pezzo sui legami “tossici”). Finirebbe solo per destabilizzare la propria quiete.

Chiaramente ciò non significa che bisogna seguire un stile di vita da eremita. Bisogna solo saper apprezzare sia i momenti di solitudine che quelli di compagnia allo stesso modo e trovare un equilibrio tra gli uni e gli altri.

Compagnia non gradita - LeBisbetiche.com
Compagnia non gradita – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

La solitudine può diventare “consigliera”

Quante volte nei film abbiamo sentito la frase “lasciatemi solo”. Magari la recitava il protagonista in preda ad un momento di sconforto e in cui non voleva nessuno vicino a sé. Uno spunto significativo che rende ancora una volta l’idea di quanto le produzioni cinematografiche vadano a raffigurare delle istantanee della vita reale.

E ciò dovrebbe far capire come quell’occasione in cui si rimane soli riesca spesso a darci delle risposte su noi stessi e su alcuni momenti della nostra esistenza. Può aiutare a schiarire le idee e a prendere delle decisioni importanti o magari riesce a farci riflettere sugli errori commessi con le persone o in degli specifici contesti.

Riflettere in solitudine - LeBisbetiche.com
Riflettere in solitudine – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Magari se siete in una fase in cui avete bisogno di concentrazione per poter prendere la “decisione giusta”, concedetevi pure quei 10-15 minuti senza nessuno, così da non farvi condizionare. Attenzione, ricevere un parere altrui può essere sempre utile, ma soprattutto quando si è particolarmente vulnerabili sarebbe meglio stare alla larga da chi ci potrebbe influenzare.

Dunque, la solitudine ha diversi punti a favore. E diffidate da coloro che la vedono come una problematica sociale a prescindere dal contesto. Forse è solo perché non sanno cosa si perdono o perché non hanno imparato a dare valore al tempo che trascorrono con loro stessi.

 

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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