Garlasco, oltre il rumore: il caso di cui si parla tanto e si comprende poco

Nell’ultimo anno il delitto di Garlasco è tornato prepotentemente in auge. Tutti pronti a giudicare dimenticando che la vittima era una giovane ragazza
Scena del crimine - lebisbetiche.com (Credits_ CanvaAI)
Scena del crimine – lebisbetiche.com (Credits_ CanvaAI)

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del giallo di Garlasco. Probabilmente anche i più giovani lo conoscono in maniera dettagliata. Nella maggior parte dei programmi televisivi e radiofonici è ormai il tema principale di cui disquisire. Si tratta di un argomento caldissimo, a cui ogni giorno viene aggiunto un ulteriore tassello. E ciò chiaramente non fa altro che rendere ancor di più scenica una vicenda, che ha ben poco di teatrale. Anzi, è una delle pagine più tristi della storia recente del nostro paese.

Era il 13 agosto 2007 quando la studentessa Chiara Poggi di appena 26 anni fu ritrovata senza vita e in una pozza di sangue nella sua villetta di Garlasco (provincia di Pavia) sita in Via Pascoli. Fin da subito il caso ebbe un forte richiamo a livello nazionale e il mistero divenne sempre più fitto e ricco di capovolgimenti di fronte.

Gli strumenti tecnologi del tempo non erano i medesimi di oggi e com’è stato appurato da esperti criminologi le indagini partirono con il piede sbagliato e la scena del crimine fu compromessa in maniera praticamente irrimediabile. Impronte digitali di potenziali colpevoli si sono mescolate a quelle di inquirenti e forze dell’ordine. Anche per questo, a distanza di quasi 20 anni è complicato poter attribuire in maniera netta la colpa di questo brutale omicidio.

Impronte digitali - lebisbetiche.com - (Credits_ Pixabay)
Impronte digitali – lebisbetiche.com – (Credits_ Pixabay)

La spettacolarizzazione del delitto di Garlasco

Nel 2015 è arrivata poi la sentenza definitiva da parte della Corte di Cassazione che ha condannato Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara. Ad inizio 2025 è stato rimesso tutto in discussione con la notifica di un avviso di garanzia da parte della Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello della ragazza scomparsa.

Un avvenimento che ha riportato alla ribalta il paesino lombardo e tutta la storia di Chiara. Tutto ad un tratto le trasmissioni televisive hanno iniziato a ricamare una prosa su un possibile ribaltamento della scena. Addirittura uno dei più celebri format della nostra tv ha realizzato un plastico della villa di Garlasco utilizzato poi in diretta per inscenare la dinamica del delitto. Per carità, sicuramente può essere interessante, anche perché è innegabile siamo un po’ tutti ossessionati dal true crime come abbiamo sottolineato in un nostro precedente pezzo. Al contempo è indubbiamente una rappresentazione un po’ estremizzata.

In altri contesti mediatici invece è stata portata avanti la tesi della bufala e del perseguire l’ipotesi che era stata decretata dalle sentenze. Un vero e proprio polverone, in cui ognuno si è sentito libero di dire la propria seppur in maniera non propriamente esplicita. Anche sui social sono nati gli schieramenti e ciò non ha fatto altro che alimentare un clima di odio e di astio, facendo perdere la bussola della ragionevolezza.

Santuario della Madonna della Bozzola, Garlasco - lebissbetiche.com - (Credits: Wikipedia)
Santuario della Madonna della Bozzola, Garlasco – lebissbetiche.com – (Credits: Wikipedia)

Un invito al buonsenso sul caso Garlasco

In questa sede non emetteremo alcun tipo di giudizio, per quello ci sono i tribunali con l’auspicio che riescano a risolvere una volta per tutte uno dei delitti più inquietanti degli ultimi 25 anni. Noi bisbetici non ci schiereremo da nessuna parte. Per noi non esistono fazioni. A prescindere da chi sia stato realmente a compiere un gesto così efferato, quel che ci preme sottolineare è che una ragazza di 26 anni ricca di sogni e progetti ha visto infrangersi tutto in una caldissima mattina estiva.

E per di più vivendo degli attimi di terrore e di agonia ben lontani da quelle che dovrebbero essere le logiche umane. Quel giorno, insieme a lei sono volati in cielo anche dei pezzi di cuore dei suoi familiari, che da allora non hanno più trovato pace. Proprio da questo punto bisognerebbe ripartire, ma in una società in cui tutti ci sentiamo giudici sembra un concetto difficile da afferrare.

Per un attimo tutti dovremmo fermarci e pensare alla povera Chiara, ma anche alle altre vittime delle vicende affini che si sono verificate in Italia nel corso del tempo e che in questa fase storica sono state messe nel dimenticatoio. Da Simonetta Cesaroni a Meredith Kercher fino ad arrivare a Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, sono tantissime le storie di cronaca nera retrocesse in Serie B dopo che i riflettori si sono riaccesi su Garlasco.

Il punto di osservazione dovrebbe essere un altro, ovvero cosa spinge le persone a togliere la vita ad un’altra. Che sia per gelosia, denaro o altri interessi non ha importanza. Certi confini non possono essere prevaricati come se nulla fosse o perché o un giorno “ci gira male”. E quindi anziché continuare questo teatro mediatico in cui si pretende di “avere ragione” nel sapere chi è stato ad uccidere Chiara, sarebbe doveroso avere rispetto per chi non c’è più ed insegnare ai posteri che certe pagine amare come quelle di Garlasco vanno ricordate per evitare che un domani altre persone possano andare in contro a questo atroce destino.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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