Forum online e community blindate: ecco perché nel 2026 torna in auge il web di nicchia

Cosa c’è davvero dietro al fenomeno dei forum online? Dopo i recenti aggiornamenti di cronaca, è tempo di fare una breve disamina sul comeback più inaspettato del web.
Forum maschile online - lebisbetiche.com
Forum online – lebisbetiche.com (Credits: Pexels)

Negli ultimi mesi i TG nazionali hanno riportato agli onori delle cronache un fenomeno sotterraneo che sembrava essersi defilato dai radar: la diffusione dei forum online e delle community riservate agli iscritti. Se n’è parlato ai tempi del maxi scandalo legato al gruppo Facebook “Mia moglie” e alla pagina “Phica”, in cui migliaia di utenti caricavano e commentavano scatti osé, o semplicemente privati, delle rispettive consorti. Ovviamente, senza il loro consenso.

Una scoperta che si è rapidamente tramutata in una levata di scudi da parte dell’emisfero politico e intellettuale del Belpaese, un’ondata di sdegno collettivo che ha — comprensibilmente — gettato nuova luce sul tema dell’oggettificazione della donna. Le femministe hanno gridato all’oltraggio, i progressisti denunciato un clima di “violenza culturale”, i conservatori invocato pene esemplari, e i centristi — come sempre — hanno chiesto vaghi (quanto inutili) tavoli di confronto.


Insomma: ognuno ha detto la sua, spesso senza aver letto nemmeno due righe di un singolo forum, ma con la sicurezza granitica che contraddistingue il dibattito pubblico italiano.

E mentre il Paese intero bisticciava, tra chi si armava di forcone e chi minimizzava, si è accesa un’altra miccia di proporzioni bibliche: la scoperta dei contributi di Andrea Sempio su un forum dedicato alla seduzione maschile. Un dettaglio che ha immediatamente infiammato la fantasia del pubblico, già ipersensibile a un caso esposto a pelle viva alla curiosità degli italiani. Non tanto per il contenuto in sé — che rientra nel vasto universo dei forum testosteronici — quanto per ciò che rappresenta: l’ennesima prova che, sotto la superficie patinata dei social, esiste un sottobosco digitale dove le persone si esprimono in modalità e con toni che non oserebbero mai articolare ad alta voce.

Perché i forum sono (quasi sempre) al maschile

Entriamo nel cuore della questione: i numeri parlano chiaro.

Le statistiche internazionali più recenti (Pew Research Center, Statista, Eurostat) evidenziano che:

  • circa il 70–75% degli utenti attivi nei forum tradizionali è maschio;
  • nelle community anonime e nei forum “di nicchia”, la percentuale sale all’80–85%;
  • nei forum di seduzione, fitness estremo, gaming competitivo e politica radicale si arriva anche al 90%.

Percentuali bulgare, ma perché?

Forum maschile online - lebisbetiche.com
Forum online – lebisbetiche.com (Credits: Pexels)

Perché i forum — soprattutto quelli anonimi — offrono tre cose che molti uomini percepiscono come liberatorie: in primis, l’assenza di giudizio sociale, poi l’esonero dalla responsabilità identitaria (ogni nickname protegge come uno scudo l’anonimato di chi digita) e, infine, l’assenza dei filtri che regolano la comunicazione nei contesti offline.

E soprattutto: nei forum, nessuno ti chiede di essere un “maschio bianco etero” da manuale, l’unico tollerato dalle derive ideologiche di nuova generazione. Il maschio performante, irreprensibile, politicamente corretto, sensibile ma proattivo e protettivo, assertivo ma non aggressivo, femminista ma non invadente.

Nei forum, invece, puoi essere qualunque cosa. E questo, per molti, è ossigeno. Per altri, purtroppo, è benzina.

Ad onor del vero, dobbiamo ammettere che negli ultimi anni si è diffusa una crescente diffidenza verso tutto ciò che viene percepito come “maschile tradizionale”. Si pontifica sulla crisi del maschio contemporaneo, si pone l’accento sulle red flag, sui comportamenti tossici. La mia sensazione generale, però, è che l’altra metà del cielo sia da tempo sottoposta a un bombardamento mediatico sottile ma castrante, uno stillicidio di do & don’t in grado di paralizzare anche il più baldanzoso dei latin lover.

Forum e inadeguatezza maschile - lebisbetiche.com
Forum e inadeguatezza – lebisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Il risultato, banalmente, è sotto gli occhi di tutti: molti maschi (giovani e meno giovani) rifuggono da una quotidianità percepita come ostile e si rifugiano in spazi chiusi e protetti dove nessuno li giudica o li contraddice, se non con piglio cameratesco. Dove, soprattutto, nessuno li vede. Un meccanismo di autodifesa che, però, rischia di degradare in auto-ghettizzazione.

Forum online: una realtà sulla scala di grigi

Io detesto e aborro la censura, perciò non mi dichiarerò MAI a favore della chiusura dei forum. Servirebbe più monitoraggio? Probabilmente, sì. E, senza dubbio, occorrerebbero pene severissime per chi condivide online foto intime di partner, amici o — accade anche questo —  di perfetti sconosciuti, spesso scatti rubati. Alla piaga dei minori mercificati in rete non voglio neppure pensare, datemi tregua.

E qui piazzo un disclaimer tardivo grande come una casa: nonostante le mie convinzioni sulla libera espressione e sul libero arbitrio, non ho particolare simpatia per le community Redpill (figurarsi Blackpill) e per l’alienante sottocultura della Manosphere. Sì, io in quei gruppi mi ci sono infiltrata, ho letto, provocato, testato reazioni, e il clima che vi si respira è di frustrazione travestita da sarcasmo, di pigrizia travestita da ineluttabilità, del cinismo tipico di chi ha gettato la spugna senza però chiudersi del tutto la porta. Tanto meno stimo i voyeur seriali, quelli che riescono a decorare gli strappi Scottex solo in veste di osservatori, peraltro delle mogli altrui. Non cito neppure coloro che le caricano, quelle foto: sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, e rischiano comunque una croccante e meritatissima denuncia, nonché il divorzio con addebito.

Però, possiamo ragionevolmente sdoganare anche l’epurazione del pensiero? Abbiamo letto numerose frasi attribuibili ad Andrea Sempio nel forum dei seduttori, ma è intellettualmente onesto fingere stupore, quando l’esistenza dei forum blindati è nota a tutti da svariate decadi? Ma soprattutto, è accettabile che i processi vengano condotti in TV e sui social? È davvero corretto pescare a strascico deliri digitali decontestualizzati — scritti  in un ambiente che vive di iperbole, goliardia, testosterone e anonimato — e usarli come prova regina nel tribunale dell’opinione pubblica?

Perché, se bastassero le ricerche su Internet o gli sproloqui digitati in notturna a condannare qualcuno, io il sole lo vedrei a scacchi per almeno un lustro.

Il punto è proprio questo: i forum, in sé, non sono il male. E lo stesso vale per la vasta palude dei social. Sono uno specchio. E come tutti gli specchi, talvolta riflettono anche ciò che preferiremmo non vedere.

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