Alla scoperta di Budapest, la ridente Capitale dell’Ungheria che da poco ha vissuto il cambio di Esecutivo

È passato già qualche mese dal cambio di Governo in Ungheria e dall’elezione di Péter Magyar. L’era di Viktor Orban con tutte le polemiche annesse è giunta al termine e per il paese magiaro si apre una nuova epoca visto che il nuovo governo ha una matrice politica diversa rispetto al precedente.
Tale argomento però ci interessa relativamente, visto che in questa sede andremo a trattare nuovamente di viaggi grazie alla nostra sezione travel. E lo faremo andando a scrutare la perla più celebre del paese centroeuropeo, ovvero la sua capitale Budapest.
Prima di iniziare è bene specificare che l’Ungheria ha tanto altro da offrire come il Lago Balaton, Debrecen, Tokaj e Sopron solo per citare alcuni siti. È innegabile però che Budapest catalizza da sempre su di sé la maggior parte delle attenzioni.
Vuoi per la sua storia, vuoi per il suo fascino, di fatto è così: ha un potere accentratore capace di ammaliare i turisti di ogni parte del mondo. Il mio viaggio in questa città dal fascino immenso risale al 2021, un periodo come ricordiamo difficile per chi ama scrutare le bellezze del pianeta.
Le restrizioni Covid potevano fermare chiunque, ma non me, che ho accorpato questa tappa ad un itinerario che comprendeva anche Bucarest, la Transilvania e Cipro. Di questi altri posti mozzafiato però vi parlerò in un altro momento, adesso concentriamoci su Budapest.
La Contrapposizione tra Buda e Pest
Una volta giunti in città dall’Aeroporto Internazionale Ferenc Liszt (grazie al bus 100E), la prima cosa che balza subito all’occhio è che di fatto Budapest è “spaccata” in due dal Danubio. Da un lato sorge Pest dove di fatto si concentra la vita turistica e mondana. Qui si trova anche il Parlamento, che è innegabilmente il fiore all’occhiello dell’intera città. Dall’altra Buda dove ci sono molte attrazioni come il Castello di Buda, la Piazza degli Eroi e il Bastione dei Pescatori.
Per tutto il tempo di permanenza Budapest abbiamo sempre dovuto pensare ad ogni singolo spostamento se bisognava restare a Pest (dove alloggiavamo) o andare dall’altra parte del fiume e andare verso Buda. A prescindere da ciò, da queste parti si casca sempre bene. C’è sempre qualcosa di bello da vedere.
Castello di Buda e il Parlamento
Partendo dalle basi, come ogni grande città che si rispetti anche Budapest ha una suo castello, in questo caso quello di Buda. Fa parte del patrimonio dell’Unesco dal 1987. Famoso per il suo stile barocco si erge sulla collina dell’omonima parte della città ed affaccia sul Danubio.
Costruito nel XIII secolo, è stata residenza dei re ungheresi e nel tempo è stato più volte oggetto di lavori di ricostruzione e di ampliamento. In particolar modo dopo le distruzioni causate dalle guerre ottomane e dal secondo conflitto mondiale. Al suo interno ci sono la Galleria Nazionale Ungherese e la Biblioteca Nazionale.
Si può visitare tutti i giorni dalle 8:00 alle 22:00 eccetto che il lunedì. Diversi i pacchetti a disposizione, ma a prescindere da quello che si sceglie, già poter godere della vista dalla sua sommità vale il prezzo del biglietto.
L’altro evergreen di Budapest è il suo Parlamento da mille e una notte. Si trova a Pest e da fuori sembra più un palazzo avveniristico piuttosto che un luogo dove si riunisce l’Assemblea Nazionale (l’unica Camera esistente in Ungheria).
La visita guidata al suo interno è un cult da non mancare assolutamente. In caso contrario siete obbligati a tornarci. Indipendentemente dall’interesse e dalla bellezza interna e soprattutto dalla stanza dove avvengono i lavori dei parlamentari, ciò che personalmente mi ha ammaliato di più è stato camminare al suo esterno sulle sponde del Danubio. Una vera e propria magia, che rapisce cuore e anima.
Il tutto con le suggestive scarpette di pietra disegnate lungo il corso d’acqua cittadino. Simboleggiano le vite spezzate nel corso della seconda guerra mondiale quando i miliziani del partito nazista ungherese portarono gli ebrei proprio sulla riva del fiume e li fucilarono dopo avergli fatto togliere le scarpe. Un particolare che oggi incuriosisce, nonostante ricordi un momento storico decisamente triste.

Bastione dei Pescatori
L’altra grande attrazione, che non può assolutamente mancare nell’itinerario è il Bastione dei Pescatori. Costruito in stile neoromanico e neogotico, non è un vero bastione difensivo. Ha più una valenza scenografica. Le sue scale, le sue arcate e le sue terrazze sembrano essere usciti da una fiaba.
E poco importa se per fare delle belle foto del panorama (considerato tra i più belli d’Europa) di cui si gode bisogna barcamenarsi tra orde di turisti. Ne vale la pena. Il nervosismo dovuto alla folla passa, ma aver contemplato un posto così bello e aver scattato una foto che resterà nei meandri dei nostri ricordi durerà per sempre.

Memento Park
Per gli amanti della storia, il Memento Park è quanto di meglio si possa desiderare. Sì, vi starete chiedendo perché nonostante in giro per la città ci siano tante cose da vedere, io abbia optato per questo parco situato in periferia e raggiungibile in circa 30’ min di bus (150, 101B o 101E).
Il semplice fatto che le statue monumentali dell’epoca comunista siano state “sfruttate” ad uso e consumo del turismo è già di per sé una genialata. Tra le tante ci sono quelle di Lenin, Marx ed Engels.
Oltre a poter ammirare le statue, è possibile assistere a dei filmati sul periodo del comunismo che testimoniano quanto vissuto in quella fase a Budapest e nell’intero paese magiaro.

Il cibo e le terme di Budapest
A Budapest come in tutto il centro Europa il piatto forte è il Gulasch. Qui lo si può gustare in tutte le salse, anche all’interno del pane, che fa da piatto al celebre spezzatino.
Tipico solo dell’Ungheria è invece il Langos. Trattasi di una frittella a base di acqua, sale e farina, si può farcire in diversi modi, tra cui quello tipico con panna acida e formaggio (solitamente Gouda o Edamer). In giro per Budapest ci sono dei posti che cucinano esclusivamente questa pietanza, un po’ come si fa da noi in Italia per quanto riguarda la pizza.
Non dimenticate un bagno alle terme. Ce ne sono diverse sparse all’interno del perimetro cittadino, ma le più famose sono quelle di Széchenyi. Una giornata da queste parti vi rigenererà. Non vi nego che per me è stato esattamente così. D’altronde dopo giorni passati a camminare e a perdermi nella “grande bellezza” di Budapest, una pausa era più che doverosa. Potranno passare gli anni, avvicendarsi i governi, ma questa città resterà affascinante in ogni epoca. Alla prossima avventura, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire e da cui farsi ammaliare.



