Sanità per tutti? Non per gli animali: il grande buco nero delle cure veterinarie pubbliche in Italia

Sulla tematica c’è ancora tanto silenzio, ma la realtà è che curare gli animali domestici nel nostro paese è un “lusso” ad appannaggio di pochi
Cure animali - lebisbetiche.com
Cure animali – lebisbetiche.com (Credits:Pixabay)

L’Italia è senz’altro uno dei paesi in cui c’è maggiore cura degli animali domestici. Circa il 40-50% delle famiglie del Bel Paese ne possiede almeno uno. Chiaramente cani e gatti vanno per la maggiore anche se in realtà il primato spetta ai pesci e agli uccelli. Spazio, inoltre, ai mammiferi di taglia piccola come criceti, conigli e furetti senza dimenticare i rettili come tartarughe, serpenti ed iguane.

In questi ultimi due casi si sfocia un po’ nell’esotico, ma ormai anche sotto questo punto di vista sono cambiate tante cose rispetto al passato. C’è infatti anche una fascia di “nicchia” che possiede animali piuttosto rari come il suricato, il drago barbuto, il riccio o i petauri dello zucchero.

Tralasciando le varietà ciò che è appurato è che siamo un popolo piuttosto incline a questo genere di legami. Sia chiaro, rapportarsi con gli animali non è per tutti, è un qualcosa di relegato agli animi nobili e con una certa empatia. Chi decide di accoglierne uno in casa deve sempre essere consapevole dell’impegno che deve avere nei suoi confronti e soprattutto che non si tratta di un giocattolo. Una volta preso è per sempre, non sono ammessi dietrofront. Purtroppo sappiamo bene che non è così e che molti ancora li scaricano a loro piacimento per futili motivi.

In questo focus però parleremo d’altro, nella fattispecie di uno dei “drammi” più attuali ma al tempo stesso più silenziosi inerente il mondo del pet. Trattasi della sanità. Nel nostro paese le cure per gli animali hanno prezzi esorbitanti e alle volte i loro “amici umani” sono costretti a dover fare delle scelte laceranti. Cerchiamo di capirne di più e di far luce su una dinamica che è ancora piuttosto in ombra.

Pesciolino - lebisbetiche.com
Pesciolino – lebisbetiche.com (Credits: Pixabay)

Le cliniche veterinarie in Italia: lo sconfortante quadro attuale

Il punto cruciale della questione è l’assenza di ospedali veterinari pubblici. Stando a quanto si apprende da agenzianova.com tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 dovrebbe essere inaugurata sul suolo italiano la prima struttura in grado di accogliere gli animali dei cittadini così come avviene per le persone negli ospedali.

Al contrario di quanto si possa pensare di primo impatto, il nosocomio non aprirà nel nord Italia, bensì a Roma, proprio dove sorge lo storico canile di Muratella. Inizialmente saranno ospitati solo gli animali delle strutture comunali. Solo in un secondo momento l’ospedale sarà a completa disposizione degli altri utenti. È bene però rammentare che questa opportunità riguarderà coloro che hanno adottato un cane o un gatto affidandosi a canili e gattili.

Sicuramente è una gran bella notizia, ma si tratta di una goccia in mezzo ad un oceano vastissimo. Già solo prendendo in esame il territorio capitolino è facile comprendere che si tratta di un minimo sindacale. Roma è una metropoli dispersiva e non per tutti il nuovo ospedale sarà a portata di mano. Anzi, alle volte comporterà degli spostamenti di non pochi chilometri.

E nel resto d’Italia? Nel centro e nel nord esistono diverse cliniche che operano h24, ma sono quasi del tutto private e come già rimarcato in precedenza non tutti i nuclei familiari sono in grado di poter far fronte a questi costi, soprattutto quando sono improvvisi. Senza dimenticare che come al solito il meridione è ingiustamente svantaggiato.

A prescindere da ciò se avete un amichetto a quattro zampe, un piccolo volatile, un pesciolino o affini è necessario informarsi a dovere. In base a quanto si apprende da estatefy.com esistono servizi veterinari pubblici nelle ASL (servizio veterinario) che si occupano soprattutto di sanità pubblica animale (vaccinazioni obbligatorie, controllo malattie infettive o controlli igienici). Purtroppo però non svolgono visite cliniche singole. Da qui però magari si può potenzialmente entrare in un giro in grado di allargare i propri contatti con i veterinari. Il che non è propriamente un dettaglio. Possono sempre tornare utili.

Uccellino - lebisbetiche.com
Uccellino – lebisbetiche.com (Credits: Pixabay)

Le patologie gravi che stanno colpendo sempre di più gli animali

Una delle preoccupazioni più lecite per i proprietari di pets è rappresentato dall’aumento di diverse malattie serie, soprattutto negli ultimi 10-15 anni. Infatti, se da un lato l’aspettativa di vita è aumentata, dall’altro bisogna fare i conti con questa piaga che è davvero lacerante.

L’insufficienza renale è sicuramente uno dei pericoli maggiori per cani e gatti così come le malattie cardiache (degenerazione della valvola mitrale e cardiomiopatia dilatativa sono tra le più comuni per quanto riguarda i cani). Ovviamente il tutto è spesso correlato all’età, in particolar modo dopo i 10 anni, quando di fatto inizia la loro vecchiaia.

Il vero incubo, come per gli esseri umani, è quello delle neoplasie. Gli studi epidemiologici veterinari per cani e gatti mostrano che le diagnosi sono più comuni (tra il 20 e il 50%) man mano che gli animali invecchiano, soprattutto oltre gli 8-10 anni. Non sono così rari i casi in “soggetti” più giovani, che possono rivelarsi ancor più deleteri se non scoperti per tempo.

La prevenzione richiede una spesa che può oscillare tra i 130 e i 270 euro. I fattori che vanno ad influenzare l’ammontare totale sono molteplici e tra questi rientrano il numero degli esami e anche l’età dell’animale.

Uno screening completo per un cane anziano, ad esempio, può arrivare alla soglia dei 300 euro e comprende visita, esami ematochimici, ecografia addominale piuttosto approfonditi. È innegabile che allo stato attuale non sempre è sostenibile, soprattutto per chi magari ha figli, un mutuo o un affitto da dover pagare ogni mese.

Inutile rammentare che scoprirlo dopo è peggio. Oltre all’angoscia della malattia va messo nel novero anche una serie di uscite che potrebbero anche raggiungere i tre zeri. Meglio non addentrarsi anche in questo tunnel spinoso, già così la situazione è molto triste ed ingarbugliata.

Cane e gatto - lebisbetiche.com
Cane e gatto – lebisbetiche.com (Credits: Pixabay)

Il raffronto non impietoso con gli altri paesi europei

Della serie – mal comune mezzo gaudio – anche nel resto d’Europa il quadro non è poi così roseo. La sanità pubblica per gli animali è una chimera. Il privato domina sovrano e la sensazione è che all’orizzonte non ci siano buone nuove a stretto giro.

Per onor di cronaca va comunque sottolineato il lavoro che stanno svolgendo alcune università, tra cui sono comprese anche quelle di Padova e Bari. Le altre sono quelle di Zurigo, Vienna, Copenaghen e la Royal Veterinary College di Londra. Queste offrono cure e servizi veterinari accessibili ai “comuni mortali” e non solo ai propri studenti. Verrebbe da dire meglio di niente, ma accontentarsi quando di mezzo ci sono degli affetti cari di fatto non è contemplabile.

Le assicurazioni sugli animali come via alternativa

Un escamotage abbastanza efficace per poter preservare la salute dei propri animali sono le coperture assicurative. Il web è ormai denso di opportunità in tal senso. I pacchetti sono diversi e adatti alle esigenze di tutti. Stipulando un’assicurazione si possono ottenere rimborsi anche del 70-80% delle spese sostenute. Anche in caso di ricovero questo strumento può rivelarsi un valido alleato. L’importante è sottoscriverla quando l’animale è ancora relativamente giovane altrimenti si corre il rischio di trovare la porta sbarrata.

A livello emotivo e psicologico può essere un toccasana per i proprietari, che di fronte ad una malattia improvvisa possono avere margine di manovra. A prescindere da ciò, va comunque messa in conto l’uscita mensile che può oscillare tra poco meno di 20 euro fino a 35 euro al mese. Non è una somma da niente se contestualizzata nell’arco di un anno. In qualche modo però, seppur non sia bello ammetterlo, avere degli animali comporta degli oneri. Per chi li ama davvero la loro salute viene prima di tutto.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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