Diverse specie di animali potrebbero non esistere più a causa del continuo surriscaldamento globale. Scopriamo insieme quali sono quelle che potrebbero non essere più visibili

L’estate che sta per volgere al termine ci ha messi a dura prova. Il caldo record registratosi in diverse aree dell’emisfero boreale è ormai tangibile ed innegabile, nonostante diversi personaggi di spicco del mondo della politica continuino a minimizzare.
Eppure gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto per quanto riguarda la flora, con campi e piantagioni che stanno letteralmente morendo a causa delle temperature elevatissime e della siccità.
Cari amici bisbetici stavolta ci concentreremo sugli animali (dopo aver parlato molto dei cani nelle settimane precedenti) di cui si ha sempre pochissima considerazione. Non sono poche le specie che ben presto potrebbero cessare di esistere per via di questi fenomeni brutali. Ve lo diciamo in anticipo, sentire alcuni di questi fa male al cuore e all’anima. Quindi per chi è estremamente sensibile, è bene prepararsi per tempo.
Gli animali a rischio estinzione per via dei cambiamenti climatici
Le specie polari
Uno dei primi da menzionare è l’orso polare. La riduzione dei ghiacci marini rende più difficoltosa la caccia alle foche e riduce la possibilità di trovare degli habitat adatti. Allo stato attuale non è ancora da considerarsi in via di estinzione, anche perché le stime globali del Polar Bear Specialist Group parlano di 22.000-31.000 individui.
Tutto dipenderà dalla conservazione dei ghiacci, ma con estati così torride, il clima di conseguenza diventerà meno rigido. Sotto questo punto di vista la situazione è già precipitata, ragion per cui gli orsi polari non si possono considerare al sicuro. Anche i pinguini imperatore sono nella medesima situazione. Per riprodursi e allevare i piccoli hanno necessariamente bisogno del ghiaccio marino.
Le specie acquatiche
Passando agli animali che vivono in acqua le tartarughe marine sono tra quelli che non se la passano benissimo. Anzi, a causa del riscaldamento della sabbia si potrebbe alterare il rapporto tra esemplari maschili e femminili. Più alte sono le temperature e maggiori sono le probabilità che su una schiusa di uova possa esserci circa il 90% di femmine. Un particolare che mette poi a rischio le successive fecondazioni.
Ma in generale il calore purtroppo può generare dei danni immani. Ad Ischia recentemente, sulla spiaggia di Citara, la sabbia rovente ha portato al mancato sviluppo durante la fase embrionale e di conseguenza alla perdita totale di un intero nido di tartarughe.

Dal mare agli stagni, il rischio estinzione inizia ad aleggiare anche sulle rane e su altre tipologie di anfibi come salamandre e tritoni. In generale il 41% degli anfibi va considerato a rischio. Questi animali pagano dazio soprattutto per via della siccità, che porta ad una perdita di acqua fondamentale per la loro sopravvivenza.
A ciò va aggiunto un particolare piuttosto inquietante. Il cambiamento climatico può favorire la diffusione della chitridiomicosi. Trattasi di una malattia fungina che ha causato una diminuzione di molti esemplari di rane. Tutto ciò senza calcolare gli incendi sempre più frequenti e che possono provocare alla perdita dei loro habitat. Insomma, un quadro per niente florido.
Il triste caso dei koala
Tra gli animali da mettere del novero di quelli in pericolo ci sono i koala. Dipendono strettamente dalle foreste di eucalipto. Questa pianta per loro rappresenta una fonte di vita a 360° visto che li nutre, li ripara e gli consente addirittura di regolare la temperatura corporea. Gli incendi che hanno interessato l’Australia nell’ultima decade, hanno avuto un impatto devastante in tal senso.

Basti pensare che come riporta australian.museum i fenomeni che si sono susseguiti tra il 2019 e il 2020 hanno portato alla morte di circa 8.000 koala e ad una netta riduzione delle loro tane. E non finisce qui. Quanto accaduto rischia di avere delle conseguenze anche sulle generazioni future. L’auspicio è che si possa scongiurare il peggio, ma ad oggi sia per i koala che per gli altri animali è bene stare allerta ed evitare ulteriori sfracelli da parte dell’uomo.



