La Lazio è diventata un “rifiuto”: le responsabilità di una società assente

Diversi giocatori nelle ultime sessioni di calciomercato hanno declinato l’opportunità di andare alla Lazio. Le cause di questo andamento sempre più imbarazzante
Tifosi Curva Nord Lazio - LeBisbetiche.com
Tifosi Curva Nord Lazio – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

La Lazio sta perdendo appeal col passare del tempo. Nonostante la chiusura dell’operazione Frattesi sia vicina, ormai è innegabile. Eccetto che in questo caso, gli ultimi avvenimenti di mercato sono piuttosto esemplificativi sotto questo punto di vista. Il club biancoceleste non stuzzica più l’entusiasmo dei giocatori, che preferiscono andare altrove.

L’ultimo in ordine di tempo è stato Franjo Ivanovic, attaccante croato in procinto di trasferirsi al Lens. Reduce da una stagione deludente al Benfica, il centravanti era alla ricerca di una squadra in cui potersi rilanciare. Al momento della decisione definitiva, l’ex punta dell’Union Saint-Gilloise ha optato per la formazione francese.

La possibilità di giocare la Champions League ha fatto la differenza e ciò dovrebbe far riflettere. Non qualificarsi per le coppe europee per il secondo anno consecutivo è penalizzante alla lunga e anche squadre con meno storia e tradizione risultano più appetibili. Con tutto il rispetto il Lens non è nemmeno un team di prima fascia in Francia e pensare che sia stato preferito alla Lazio è molto, ma molto grave.

Qualche settimana fa era stato invece il difensore Noah Markmann a fare la medesima scelta. Il centrale del Nordsjælland corteggiato dalla Lazio per diverso tempo, alla fine ha optato per il rinnovo di contratto con i danesi. In un’intervista ha dichiarato di voler giocare e crescere, cosa che a Roma non gli sarebbe stata garantita.

A prescindere da ciò e dall’eventuale commissione che pretendeva il suo entourage, un calciatore giovane e in rampa di lancio difficilmente avrebbe declinato l’invito se la Lazio fosse stata ancora ai livelli di 2-3 stagioni fa.

Anche a gennaio era arrivato un rifiuto per la Lazio

Nella sessione invernale la Lazio aveva incassato un altro no, ovvero quello di Giacomo Raspadori. Il fantasista della Nazionale si è poi trasferito all’Atalanta, che lo ha accontentato soprattutto da un punto di vista economico. Un aspetto oggi quasi preponderante visto che nel calcio moderno il mero denaro regna incontrastato sui sentimentalismi.  A ciò va aggiunto anche che la Dea in quel momento era ancora in Champions League.

Resta comunque la sensazione che in una condizione differente la Lazio non si sarebbe scontrata con tutti questi malumori. Ed invece la realtà è questa, ed è bene analizzarla attentamente.

Giacomo Raspadori - LeBisbetiche.com
Giacomo Raspadori – LeBisbetiche.com (Credits: Wikimedia Commons)

Le cause di questo inesorabile declino

La frattura irreparabile tra la società e i tifosi gioca un ruolo piuttosto significativo. Giocare in uno stadio vuoto non è per niente allettante per un giocatore. L’aspetto che però merita una maggiore approfondimento è quello relativo alla mancanza di ambizioni. Un club che naviga a vista e che non ha degli obiettivi concreti difficilmente può andare a prendere dei profili di spessore.

D’altronde Matteo Guendouzi è andato via proprio per questo motivo. Rimanere alla Lazio in queste condizioni lo aveva portato fuori dal giro della nazionale francese e per effetto di ciò si è poi accasato al Fenerbahce. Questa purtroppo è la verità inconfutabile. E anche se dai piani alti provano sempre e comunque a distorcere la realtà, la Lazio è diventata ormai un “rifiuto”, anche da parte di calciatori che con tutto il rispetto non sono nemmeno all’altezza della storia del primo club della Capitale.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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