L’estate è da sempre il periodo in cui si registra il picco degli abbandoni dei cani. Solo diffondendo i giusti comportamenti si può evitare questo destino crudele

Il mese di agosto è da sempre anomalo. Si ferma tutto e la gente pensa solo alle proprie vacanze. Pur di farle è disposta a tutto, anche ad abbandonare i propri cani. Un gesto vile e deprecabile, che però per alcuni non fa nessuno scalpore.
L’importante è arrivare al proprio obiettivo e trascorrere le proprie ferie senza alcuna seccatura. Secondo le recenti stime pubblicate, in Italia ogni anno vengono abbandonati circa 50.000 cani di cui il 30% proprio nel periodo estivo. Dunque, un incremento inquietante, che in qualche modo deve essere fermato.
Far leva sulla sensibilità purtroppo è un qualcosa di ormai oltrepassato. Chi compie questi gesti non ha un briciolo di umanità e di certo non si fa ammaliare dalle continue campagne di sensibilizzazione che ogni anno vengono diffuse attraverso i mezzi di informazione.
Cosa si può fare per spezzare la crudele catena degli abbandoni dei cani
Per provare a cambiare la rotta è necessario cambiare totalmente strategia. In primis seppur scontato, è necessario denunciare qualora si ravvisi qualcosa del genere. Non bisogna farsi scrupoli, d’altronde loro sono stati i primi a non farseli. E se non si riesce a cogliere il fatto in flagrante, si può sempre provare a risalire al “padrone” tramite il microchip, qualora ci sia.
A prescindere da questi dettagli, la cosa più importante è mettere subito in sicurezza il povero amico a quattro zampe. Se non lo si può tenere in stallo è bene avvisare un’associazione o un rifugio in modo tale che possa avere tutte le cure e l’assistenza del caso. Solo in questo modo si possono evitare conseguenze peggiori visto che in strada la loro vita è in serio pericolo. Un cane, soprattutto se casalingo non sa districarsi in questo contento e potrebbe essere investito e potrebbe patire la fame e la sete.
Il vero cambiamento sta nel cercare di evitare che certi soggetti si avvicinino ai cani e in generale agli animali. Tralasciando chi li compra (e anche su questo ci sarebbe tanto da opinare), per tutti gli altri sarebbe meglio fare approfondire il tema della consapevolezza dell’adozione. Bisogna entrare nell’ottica che si tratta di una responsabilità e che le proprie scelte future possono essere condizionate dalla presenza del cane.

E se non si è pronti è più giusto lasciar stare. Se la vacanza è più importante, meglio non adottare un cane. Se non si è disposti a trovare delle soluzioni, come delle strutture pet friendly o delle pensioni per cani, probabilmente significa che questa vita non fa per voi. Almeno in futuro si può evitare un potenziale abbandono.
È preferibile dire le cose con estrema franchezza e senza troppe sdolcinatezze. Quelle riguardano solo coloro che per i cani sono pronti a mettersi al secondo posto. Perché quando entrano a far parte della vostra quotidianità le loro esigenze DEVONO essere sempre e comunque al primo posto.
Anzi, in realtà chi li ama davvero e in maniera viscerale ha una prospettiva nettamente diversa. Non esistono sacrifici o seccature. Prendersi cura di loro è una priorità oltre che un piacere e anche al momento delle ferie la prima cosa da pensare è come trovare una soluzione adatta a loro. Il sottoscritto per anni si è avvalso di dog sitter, che hanno sempre e comunque avuto cura della mia dolce Patty.
Dunque, se l’ho fatto io potete farlo anche voi, sempre se vi va. Se poi non siete di questa idea, cortesemente astenetevi dall’avvicinarvi ai cani e lasciateli in pace. Non sono un gioco, non sono una moda e soprattutto non si abbandonano. Sono una parte del cuore di chi sa amarli davvero.



