Gender Reveal: tra trash e simpatia, dove finisce la festa e inizia l’eccesso?

Il gender reveal è sempre più in voga tra le giovani coppie in dolce attesa. Spesso però si cade nell’eccesso al fine di ottenere visibilità sui social
Gender Reveal - LeBisbetiche.com
Gender Reveal – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Fino a qualche anno fa non ne conoscevamo nemmeno l’esistenza, adesso sembra diventata una moda da seguire a tutti i costi. Il gender reveal è entrato nelle nostre vite di prepotenza. L’ormai obsoleta pratica di conoscere il sesso del futuro nascituro tramite l’ecografia dal ginecologo ha lasciato spazio ad una vera e propria festa in cui di fatto tante altre persone sanno la “notizia” prima dei genitori.

Come tante usanze diventate virali anche quella del gender reveal ha avuto origine negli Stati Uniti. Già nei primi anni 2000 venivano organizzate delle feste per comunicare ad amici e parenti se di lì a qualche mese sarebbe nato un bambino o una bambina (se volete conoscere i trend dei nomi consultato questo nostro precedente articolo). Poi nel 2008 la blogger americana Jenna Karvunidis pubblicò sul suo blog le foto di una torta il cui interno era rosa proprio per rivelare che aveva in grembo una femminuccia.

Questo episodio è stato un po’ ribattezzato come “l’anno zero” del gender reveal visto che da quel momento l’idea fu ripresa da tante altre coppie. Soprattutto grazie all’espansione dei social network si è registrata una vera e propria evoluzione del fenomeno fino ad arrivare alle sfarzose feste con il fumo rosa o blu e talvolta anche con i fuochi d’artificio.

Amici bisbetici, di sicuro a voi sarà capitato di imbattervi in questi video, dove si è andati ben oltre il taglio torta dal colore rosa/azzurro. In effetti, qualcuno potrebbe pensare, tutta questa attesa solo per il colore della farcia? Se così fosse, l’indomani se ne parlerebbe molto poco o nulla e l’evento cadrebbe nel dimenticatoio. Meglio organizzare qualcosa di indimenticabile, ma siccome ormai di spunti in rete ce ne sono a bizzeffe, perchè non proporre un bel mix dei vari gender reveal (di sconosciuti) già visti? D’altronde si può sempre “fare di meglio”.

Gender Reveal, Boy - LeBisbetiche.com
Gender Reveal, Boy – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

L’evoluzione del gender reveal nel corso del tempo

Ed è proprio così che si finisce nel cosiddetto trash, peccato però che ciò che per noi si può definire tale, per altri è invece un qualcosa di stupefacente e di indimenticabile, anche se bisognerebbe capire sotto quale punto di vista. Di sicuro diventa un evento di cui discuterne nei giorni seguenti, degno dei migliori riflettori e dei migliori registi. Tanto è vero che spesso nel video di chi posta quanto accaduto sono presenti tantissimi videomaker pronti a riprendere il tutto per poi condividerlo sui propri canali social, accaparrandosi un numero sostanzioso di like, reaction e commenti.

E non finisce qui. Innanzitutto si parte dalle location, anch’esse sfarzose e all’altezza dell’evento. Le più gettonate sono quelle con giardini degni delle più rinomate corti del re. E perchè no, magari se ci sono piscine anche meglio, andiamo così ad elevare lo status della famiglia. Successivamente si passa all’allestimento, con le scritte più stravaganti rigorosamente in inglese, come “boy or girl” per restare sul semplice, ma almeno si è cool rispetto ad un italiano popolare e di basso rango.

E poi tutto in posizione strategica per le riprese, come scatoloni neutri pronti ad essere aperti per far uscire dei palloncini colorati al momento giusto e in contemporanea a fumi dello stesso colore. Però che pensate, che il tutto avvenga in silenzio? Anche no, ingenui bisbetici. Qualche canzone in voga del momento sarà appunto la colonna sonora di tutto l’evento, con il volume più alto al momento della rivelazione.

Allestimento Gender Reveal - LeBisbetiche.com
Allestimento Gender Reveal – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Ah e non trascuriamo l’abbigliamento dei presenti. In genere si omaggia il nascituro con colori sempre a tema, che in quest’epoca abbiamo deciso di comune accordo che siano il rosa e l’azzurro. Per cui, queste tonalità non possono mancare. Anche se c’è anche chi decide di restare sul neutro, in bianco. E sì, questa è sicuramente una scelta di gran classe. E non sono solo i genitori a coordinarsi nel vestiario, sarebbe troppo riduttivo. Tutti i partecipanti devono fare pendant e collaborare.

Beh, cari amici bisbetici, che ne pensate di questi eventi moderni? Non sentitevi giudicati ad esprimere la vostra. Di sicuro piacciono alla stragrande maggioranza della popolazione, al punto da essere diventati un vero e proprio business. E soprattutto, sappiate che non c’è nulla di male. In questa sede vogliamo solo sottolineare come l’idea iniziale era molto più genuina, ma man mano si è allargata fino a cadere nell’eccesso. Non trovate? Che ne pensate invece di spegnere (o almeno abbassare) i riflettori e ripristinare la semplicità? O siete dell’idea che se non si è postato e nessuno ha visto, l’evento non c’è stato per davvero? Che l’infinito dibattito abbia inizio.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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2 commenti

  1. Siamo, e stiamo diventando sempre di più, una brutta copia degli Stati Uniti, che a loro volta sembrano essere diventati una pessima copia di ciò che erano un tempo, quando venivano considerati la terra dei sogni.

    Che fine ha fatto l’autenticità italiana? Che fine ha fatto la riservatezza?

    E, soprattutto, ci sarà mai un limite al peggio?

    Sembra di assistere a una gara a chi organizza la festa più sfarzosa, per poi essere magari criticato dagli stessi amici e parenti che vi hanno partecipato.

    A mio parere, stiamo davvero rasentando il ridicolo.

    • Probabilmente queste “americanate” erano già recondite anche in noi europei e grazie ai social si sono diffuse in maniera esponenziale. La sensazione o meglio la paura è che non sia ancora stato grattato il fondo del barile…

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