“E poi ancora, ancora amore, amor per te”: la protesta romantica dei tifosi della Lazio

Prosegue il dissenso dei tifosi della Lazio contro l’attuale gestione societaria. Ma questo momento sta lasciando in eredità qualcosa di unico
Protesta tifosi Lazio - LeBisbetiche.com
Protesta tifosi Lazio – LeBisbetiche.com

Nella giornata di ieri è andata in scena l’ennesima protesta pacifica dei tifosi della Lazio. Il motivo è sempre il medesimo: ribadire la propria contrarietà nei confronti dell’attuale gestore del club capitolino. È la terza estate di fila che i sostenitori biancocelesti si lasciano ad andar a queste manifestazioni plateali.

Lo scorso anno i laziali marciarono addirittura fino al Campidoglio per chiedere agli esponenti della politica romana di fare qualcosa per rimuovere il presidente dalla sua poltrona, purtroppo ancora ben salda. Stavolta invece si sono dati appuntamento a Ponte Milvio, storico punto di ritrovo prima delle partite casalinghe.

Da lì è partito un corteo che è arrivato fino a Piazzale Ankara, nei pressi dello Stadio Flaminio. Una volta giunti lì è partita una vera e propria festa all’insegna della lazialità. Hanno preso parte all’evento anche personalità di spicco del mondo dello spettacolo come Tommaso Paradiso e Mattia Briga, ma anche della politica, su tutti il presidente della regione Lazio Francesco Rocca.

Nel corso della serata dal maxischermo allestito per l’occasione, sono stati proiettati diversi videomessaggi di giocatori ed allenatori che hanno fatto la storia, quella c…o come direbbe qualcuno. Tra questi vanno annoverati Nesta, Signori, Veron, Ledesma, Mauri, Hernanes e Delio Rossi per cui sono partiti dei veri e propri boati. Il tutto condito da bandiere, fumogeni, striscioni e cori.

Laziali durante la manifestazione - LeBisbetiche.com
Laziali durante la manifestazione – LeBisbetiche.com

Cosa è emerso dalla protesta dei tifosi della Lazio

Nonostante il tutto sia stato organizzato con lo scopo di protestare e di proseguire la battaglia contro la società che relegato la Lazio alla stregua di una piccola del nostro campionato, non sono mancati i momenti convivialità. Una dimostrazione di civiltà contro chi invece ormai da tempo usa toni duri e spesso offensivi. Troppa la voglia di vivere quella passione, che quest’anno è stata spezzata oltre che da risultati umilianti e non in linea con il blasone del club, anche dai continui atteggiamenti provocatori e irritanti.

Piccola chiosa. Ieri la società ha diffuso sui propri canali social i video della prima e della terza maglia della prossima stagione. Mera casualità? Come diceva un vecchio detto “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Tornando alla protesta, oltre a dare un forte segnale di una battaglia che proseguirà ad oltranza fino a quando non sarà raggiunto il risultato sperato, c’è anche un altro aspetto da sottolineare. Da quando i tifosi hanno iniziato a disertare lo stadio (decisione ribadita anche per il campionato 2026/2027), nell’ambiente biancoceleste è iniziato a serpeggiare il lecito timore che questo modus operandi alla lunga potesse portare alla “fine del sentimento laziale”.

Laziali a Ponte Milvio - LeBisbetiche.com
Laziali a Ponte Milvio – LeBisbetiche.com

Ed invece a quanto pare sta avvenendo proprio l’opposto. I tifosi della Lazio sembrano più uniti che mai, probabilmente anche più di tanti altri frangenti in cui i pianeti non erano così avversi. La gente ha voglia di stare insieme, di cantare e di condividere questo dolore, che però si sta trasformando in puro amore. E la storia di questa tifoseria che lo dice: è nei momenti peggiori che riesce ad esaltarsi di più. E anche in una fase così complicata le vecchie generazioni riusciranno a coinvolgere le nuove e a dare vita a dei nuovi laziali ancor più fieri.

Una linea sposata anche da Alessandro Di Battista, che nel corso della serata ha dichiarato: “Quel giorno arriverà, e sarà altro che il 26 maggio, sarà una liberazione totale. Le piazze saranno invase per la liberazione di questo gestoretto, che probabilmente è anche della Roma. Non molleremo fino alla fine, ci libereremo di questo personaggio che non va mai chiamato “presidente”, perché non lo è mai stato. Non andare allo stadio è un sacrificio giusto. Saremo di esempio anche per le altre tifoserie. Questa è la strada giusta, forza Lazio”.

Prima di concludere, vorrei dedicare un ringraziamento agli amici Andrea e Luca, che oltre ad avermi fornito le immagini della protesta, hanno manifestato anche per me e per gli altri componenti del nostro gruppetto impossibilitati a partecipare. Grazie “rega”, torneremo presto a gioire insieme allo Stadio Olimpico, quando questo incubo cesserà una volta per tutte.

Antonio Pilato
Antonio Pilato
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