Dieci gocce di fiducia, intervista esclusiva a Tiziana Curione: quando la rinascita sboccia dalle fragilità

Incontro a tu per tu con Tiziana Curione: “Dieci gocce di fiducia” racconta come dalle vulnerabilità possa nascere nuova consapevolezza… e, forse, anche una nuova idea di amore.
Dieci gocce di fiducia di Tiziana Curione - LeBisbetiche.com
Dieci gocce di fiducia di Tiziana Curione – LeBisbetiche.com (Credits: Archivio privato)

A giugno 2026 è uscito il suo secondo libro, «Dieci gocce di fiducia». Oggi abbiamo il piacere di raccontarvi l’incontro a porte chiuse con la sua autrice, Tiziana Curione, firma anche di «La gioia di essere me», entrambi pubblicati da Kimerik.

La spigliata scrittrice veronese è anche una moglie e mamma, insegnante di scuola primaria nonché l’affettuosa custode di due mici — Cipria e Rouge — e ha iniziato a investire davvero nel proprio talento solo in seguito a un evento traumatico che ha ribaltato la sua prospettiva. Qualche anno fa, infatti, Tiziana ha ricevuto la diagnosi più inaspettata e spaventosa, quella di cancro al seno, ma anziché arroccarsi sulle proprie paure ha deciso di esorcizzarle, di convertirle, sfruttando il processo creativo come una sorta di catarsi.

Sorretta dall’affetto dei familiari durante il suo tortuoso iter terapeutico, forse è stata proprio la scrittura a permetterle di restare in piedi quando tutto il resto vacillava, quando i margini della sua visuale iniziavano a sfocarsi. Laureata in Filosofia e lettrice accanita, Tiziana ha gradualmente imparato a fidarsi della propria voce, imprimendo su carta la sua esperienza di vita e la sua innata curiosità, trasformandole in carburante narrativo.

Sì, perché dopo aver cristallizzato la sua parentesi clinica nell’autofiction “La gioia di essere me”, Tiziana ha fatto un passo in più, entrando in punta di piedi nel microcosmo delle neurodivergenze.

Tiziana Curione con Rouge - LeBisbetiche.com
Tiziana Curione con Rouge – LeBisbetiche.com (Credits: Archivio privato)

Dieci gocce di fiducia” nasce proprio da lì: un racconto intimistico che scava nelle emozioni della venticinquenne Caterina, un’ex agonista dall’identità fratturata alle prese con le ansie e le aspettative di chi la circonda. Un’adulta nel corpo, ma ancora un po’ acerba nella gestione dei sentimenti, sempre in bilico tra il suo potenziale e i meccanismi di autosabotaggio. Una storia che parla di fallimenti e nuove scoperte, di etichette che comprimono l’io e di quella vigorosa spinta interiore che, prima o poi, reclama tempo e spazio. Una spinta talmente potente da capovolgere il suo mondo, arrivando persino a riscrivere la sua idea di amore.

Il tutto, nella pittoresca cornice dell’Elba, tra pini marittimi e cespugli di ginestre, dove ogni tramonto è un ponte tra passato e futuro; ogni alba, una nuova sfida. Se “Dieci gocce di fiducia” avesse una soundtrack ufficiale, probabilmente suonerebbe come un album degli Air.

È da qui che siamo partiti nella nostra conversazione.

Dieci gocce di fiducia, l’intervista esclusiva a Tiziana Curione

Il libro è nato in un luogo incantevole, quasi onirico, durante una vacanza estiva in famiglia: l’Isola d’Elba. Tra il vociare quieto degli adulti e i festosi schiamazzi dei bambini, tra i granelli di sabbia e la spuma del mare, in lei è scattato il fatidico click. Ma qual è stato l’input che ha acceso la storia, regalando i natali a “Dieci gocce di fiducia”?

Tiziana spiega: «Quando scrivo, l’ispirazione mi viene dal luogo in cui mi trovo. Ricordo esattamente quando ho pensato l’inizio del primo capitolo: ero in spiaggia e ho sentito dentro di me l’impulso di raccontare la vita di Caterina. La sabbia e il mare calmo hanno acceso in me un’idea opposta: l’ansia. La pace interiore che provavo in quel momento si è trasformata nel desiderio di dar voce, invece, alla paura di fallire».

Poi precisa: «Più pensavo a “costruire mentalmente” i disagi della protagonista — una diagnosi di neurodivergenza, la rinuncia a gareggiare come nuotatrice, l’ansia sociale, traumi personali — più ho sentito dentro di me l’esigenza di raccontare le sue emozioni nascoste, quelle voci interiori che tolgono il sonno e la serenità. Non poteva essere solo un racconto breve: la sua storia meritava spazio».

Isola d'Elba - LeBisbetiche.com
Isola d’Elba – LeBisbetiche.com (Credits: Archivio privato)

Senza dubbio, immergersi nel mondo interiore di una protagonista così fragile, esposta a pelle viva, richiede immaginazione e spiccata sensibilità. Tiziana ci ha confessato che la fase di scrittura più complessa, quella che l’ha costretta a fermarsi e a rimettersi in discussione, è stata proprio questa: «Sicuramente, raccontare il passato di Caterina attraverso dei flashback dolorosi mi ha costretta a trovare le parole giuste per esprimere il suo dolore. L’empatia è fondamentale per rendere credibile un personaggio come lei. La protagonista trova sempre il modo per sminuirsi, addirittura si vede piccola e insignificante a partire dal suo stesso cognome — Piccoli —, non si riconosce come “degna” di considerazione e amore».

Chi vive di scrittura e per la scrittura lo sa: in ogni testo c’è l’impronta digitale del suo autore. Perciò, quanto c’è di Tiziana in Caterina, quali vulnerabilità le accomunano? Tiziana, schiettamente e senza esitazioni, ammette: «La paura del giudizio altrui, la consapevolezza che si può fallire sono emozioni comuni; almeno una volta nella vita le abbiamo sperimentate tutti. Una mente ADHD vive il dolore legato al sentirsi “sbagliati” in modo amplificato; da qui, il masking: fingere di essere perfetti, nascondendo l’eruzione delle vere emozioni interiori sotto un sorriso accomodante. Anch’io, alla sua età, volevo apparire “performante” e affidabile agli occhi degli altri: quanta fatica inutile!».

Tiziana Curione - LeBisbetiche.com
Tiziana Curione – LeBisbetiche.com (Credits: Archivio privato)

E prosegue: «Caterina è  un personaggio complesso, frutto della fantasia, ma non tanto lontano dalla realtà di tante ragazze che vivono grandi conflitti interiori in silenzio e nascondono paure e fragilità.  Per descriverla, ho attinto alle mie insicurezze di quando ero più giovane e alla disistima che vedo alleggiare attorno alle nostre vite. Anch’io ho sperimentato il “fallimento”, ma non mi ha tolto la voglia di perseverare. In fondo, è quello che farà Caterina: i sogni dell’adolescenza possono cambiare, l’importante è continuare a mettersi in gioco, trovando altre strade».

Durante una recente intervista, Tiziana ha ventilato la possibilità di dar vita anche al sequel di “Dieci gocce di fiducia”. Del resto, come non appassionarsi a Caterina e alla costellazione di presenze benefiche (in primis Pietro, il “suo” attraente angelo custode) che l’hanno guidata verso la rinascita? Abbiamo chiesto all’autrice conferme in tal senso e, per la gioia dei lettori, sembra che l’arco narrativo della protagonista sia tutt’altro che concluso. Tiziana ci svela: «Non so precisamente quale sarà l’evoluzione della storia; sono sicura che, ad un certo punto, l’ispirazione mi porterà sulla strada giusta. Mi auguro che nella prossima vacanza estiva all’isola d’Elba, io possa vedere “con gli occhi dell’immaginazione” cosa ho il dovere ancora di raccontare».

Isola d'Elba - LeBisbetiche.com
Isola d’Elba – LeBisbetiche.com (Archivio privato)

“Dieci gocce di fiducia” è un racconto delicato, lieve anche quando fa più male, ma porta con sé un’eredità di speranza. Occhi nuovi per filtrare il mondo senza le sovrastrutture del passato.

Se Tiziana avesse un consiglio da dare a chi si rispecchia nelle vicissitudini di Caterina, quale sarebbe? L’autrice non ha dubbi: «Non ti devi omologare al mondo, vai bene così come sei. Ognuno di noi è unico: le esperienze di vita, i bisogni, le fragilità ci rendono tutti diversi. La fiducia deve prima essere rivolta verso le nostre capacità, e poi verso gli altri».

Alla fine, è curioso come le parole più semplici siano in grado di chiudere ogni cerchio: la fiducia che cerchiamo all’esterno è spesso la stessa che abbiamo tenuto in tasca per anni, senza accorgercene. “Dieci gocce di fiducia” lo suggerisce in filigrana: non sempre serve qualcosa di straordinario, a volte basta solo tendere la mano… ma verso nuovi orizzonti.

Grazie, Tiziana… noi restiamo in attesa del sequel! ❤️

 

E, per chi desidera una lettura appassionante, estiva e pregna di speranza, potete trovare “Dieci gocce di fiducia” anche qui!

ℹ️ Acquisti tramite questo link supportano il progetto Le Bisbetiche.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *