Sadfishing: quando il pronto soccorso diventa il nuovo set dei VIP

Selfie con la flebo, finti drammi e corse in ospedale: così il Sadfishing è diventato la nuova moneta per fare visualizzazioni su Instagram.
Primo piano di una mano con flebo a letto in ospedale per Sadfishing
Il nuovo trend dei VIP – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash

Come se non avessimo già abbastanza problemi tra l’inflazione, il caldo record e i balletti imbarazzanti su TikTok, negli ultimi tempi sembra essere nata una nuova e preoccupante moda digitale. Una tra le tante che risponde al nome di sadfishing sui social.

Ormai capita sempre più spesso di aprire Instagram e, invece di fare il classico giro tra i post di viaggi esotici o piatti gourmet di cui non ci frega nulla, ci si ritrova a fare il tour virtuale dei pronto soccorso e degli ospedali italiani.

Il trend del momento, infatti, non è più mostrarsi a bordo piscina con un cocktail in mano sperando di fare invidia a chi guarda, ma con una bella flebo piantata nel braccio, sperando di fare pena (anche se in accezione diversa rispetto a quella che vorrei intendere). Siamo passati dal mostrare il successo a spettacolarizzare la sfiga, e la situazione ci sta decisamente sfuggendo di mano.

Dalle foto in piscina alle sfilate in barella

La dinamica è talmente standardizzata che rasenta il ridicolo. Che si tratti di un grande VIP, di un presunto tale o dell’influencer di provincia da diecimila follower, il copione non cambia mai: inquadratura dal basso per enfatizzare la sofferenza, braccialetto bianco dell’accettazione ben visibile, volto pallido (ma strategicamente senza occhiaie grazie al filtro giusto) e una didascalia criptica del tipo “Giornata no, ma ne uscirò più forte”. O cose del genere.

Ormai, pure per un’unghia incarnita o un leggero giramento di testa post-aperitivo, la priorità assoluta non è farsi curare, ma correre al pronto soccorso per assicurarsi il contenuto shock della settimana. C’è chi si filma persino in ambulanza, e la domanda sorge spontanea: ma se stai davvero male, come ti viene in mente di prendere il telefono per fare un video?

Comunque dietro questa sfilata di barelle non c’è solo cattivo gusto e una profonda mancanza di rispetto verso chi soffre davvero, ma una strategia precisa che sul web chiamano Sadfishing: andare a pesca di compassione sui social.

Asta metallica con sacca per flebo
La flebo – LeBisbetiche.com (Credits: Unsplash)

Cos’è il Sadfishing e perché i VIP cercano compassione

Probabilmente la perfezione sui social ha stancato e non fa più grandi numeri. Mostrarsi invincibili crea invidia e alimenta gli haters; mostrarsi vulnerabili, invece, fa schizzare i like alle stelle. O almeno dovrebbe. La fragilità è diventata la nuova moneta di scambio dell’algoritmo.

Per questi personaggi, il dolore esiste solo se è condiviso. Non cercano il supporto reale degli amici, ma il calore artificiale di una community di sconosciuti. La pioggia di “Rimettiti presto!” nei commenti serve a nutrire un ego costantemente affamato di attenzioni. E dove prima arrivava l’invidia, ora arriva la pietà.

Finiremo per abituarci anche a questo, a vedere la sofferenza mischiata alle sponsorizzazioni. Tra un po’ arriveremo ai codici sconto per i braccialetti dell’accettazione o alle recensioni stellate sulle ambulanze più “instagrammabili”. Online la salute è diventata l’ennesimo contenuto da dare in pasto all’algoritmo. Il prossimo step quale sarà, i funerali in diretta?

Nunzia G.
Nunzia G.
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