La porta dell’inferno di primo impatto può sembrare irreale, ma in pochi hanno avuto il privilegio di vederla dal vivo

Il viaggio è un’esperienza mistica è mai uguale a se stessa. Ognuno la vive come meglio crede e in base alla propria personalità e le proprie esigenze. È innegabile però che alcune esperienze sono di gran lunga più particolari rispetto ad altre e soprattutto non sono per tutti.
E proprio sulla scia di avventure più uniche che rare, care bisbetiche vi porteremo in un luogo che solo i veri amanti del rischio conoscono. Si tratta del cratere di Darvaza in Turkmenistan, meglio noto con l’appellativo di “porta dell’inferno”.
Le difficoltà ad entrare in Turkmenistan
Una delle principali criticità nel giungere a questa meta sta proprio nell’arrivare nel paese in cui è situata. Infatti il Turkmenistan non è accessibile come tante altre nazioni. Per poter mettere piede a queste latitudini (per motivi turistici) è necessaria una lettera d’invito rilasciata da un’agenzia turistica o un’azienda locale accreditata e approvata dal “Servizio Statale per le Migrazioni del Turkmenistan”.
Di primo impatto può sembrare una procedura banale e per certi versi scontata. Piccolo spoiler, non è affatto così. Anzi, spesso e volentieri non viene approvata e ciò avviene senza alcuna motivazione. I tempi di revisione si aggirano tra le 2 e le 4 settimane mentre, per poter sperare nel fatidico sì, è indispensabile presentare la domanda di invito almeno 6 mesi prima del viaggio.

Come arrivare da Ashgabat al cratere di Darvaza
Qualora si dovesse avere la fortuna di essere “ammessi” il primo posto in cui giungerete è la misteriosa capitale Ashgabat. Nonostante sia teoricamente una metropoli con oltre 1 milione di abitanti, in realtà si presenta come se fosse una sorta di città fantasma, dove gli imponenti palazzoni realizzati in marmo di Carrara spiccano sul resto. Della serie un po’ di Italia c’è sempre. A proposito, se ancora non sapete dove andare quest’anno, non perdetevi questo pezzo sui viaggi in estate in Italia.
Tornando al nostro focus, la distanza con la porta dell’inferno è di circa 274 km per un totale di circa 4 ore e 20 di guida. La miglior soluzione per coprire questa distanza piuttosto cospicua è quella di affidarsi ad un autista. Il costo dell’escursione è di 1050 Manat turkmeni che equivalgono a circa 260 euro. Esistono anche altri modi probabilmente più economici, su tutti quello di prendere il treno fino a Ichoguz e poi proseguire con un fuoristrada per ricoprire i 7 km di deserto fino al cratere.

La porta dell’inferno
Ma perché si chiama “porta dell’inferno” e qual è la sua particolarità? Ad onor del vero è frutto dell’uomo ed è “nata” a seguito dell’utilizzo del gas naturale presente nella zona. Dopo che il gas aveva cominciato a diffondersi all’interno della grotta sotterranea negli anni ‘70, coloro che abitavano questa area del Turkmenistan hanno deciso di provare a placare la fuga dando fuoco al gas stesso. Seppur non sembrava un’idea sicura, si decise di portarla avanti sperando che nel giro di poche settimane il fuoco si sarebbe spento.
Così non è stato e ancora oggi le fiamme sono ancora vive e hanno creato un buco nella terra diventato la principale attrazione del paese. I turisti più temerari giungono da ogni dove per assistere a questo spettacolo che l’uomo e la natura hanno di fatto creato insieme. L’apertura della porta dell’inferno è grande come un campo di calcio e vederla dal vivo è un qualcosa di mistico. Di notte poi lo spettacolo è impagabile. Le fiamme spiccano nel buio e rendono il tutto ancora più magico e meritevole del lungo tragitto che richiede.

Il possibile spegnimento della porta dell’inferno
Attenzione però, ormai da diversi anni si vocifera in merito al possibile spegnimento delle fiamme della voragine. Nel 2022 l’ex presidente Gurbanguly Berdymukhamedov aveva ordinato la chiusura definitiva del sito sia per motivi ambientali sia per ragioni economiche. A ciò va aggiunta la tutela della salute delle persone che vivono nei pressi della depressione.
Nell’estate del 2025 è arrivato un altro annuncio in tal senso, ma ad oggi la fine non sembra essere così vicina. I lavori sono iniziati nel dicembre 2024 con l’attivazione di pozzi che hanno contribuito ad aumentare considerevolmente l’estrazione di gas naturale e a ridurre l’intensità delle fiamme. Tutto insomma procede molto a rilento. D’altronde va considerato anche l’aspetto turistico, visto che, grazie a questo “errore umano” il Turkmenistan ha potuto contare su un afflusso di visitatori che altrimenti difficilmente avrebbe avuto.
E voi conoscevate questo posto tanto pericoloso quanto affascinante? Fateci sapere la vostra sulla porta dell’inferno e diteci cosa ne pensate nei commenti social. Alla prossima avventura ai confini del mondo.



