La loro essenza vive dentro di noi anche dopo che attraversano il ponte dell’arcobaleno

Perdere il proprio cane è un qualcosa di tremendo, atroce che solo chi gli dedica tutto se stesso può capire. Sì, è vero, fa parte della vita, ma essendo un percorso breve si fa ancora più fatica ad accettarlo.
Come diceva il monologo finale di un vecchio film “dagli il tuo cuore e lui ti darà il suo..”. Non c’è nulla di più veritiero, di più autentico dell’amore che ci trasmettono senza pretendere nulla in cambio. E proprio per questo che lecitamente li consideriamo come dei figli.
Per questo quando li vediamo andar via ci crolla tutto il mondo addosso. Per di più dobbiamo fare i conti anche con i sapientoni che ci diranno “ma non era un essere umano”, “era solo un cane” o “ci sono cose più gravi nella vita”.
La vita in simbiosi con i propri cani
No care Bisbetiche, queste frasi fatte non fanno per noi. Non rispecchiano il senso di un pezzo di esistenza trascorso insieme e che purtroppo finisce troppo presto. Paradossalmente i cani che decidiamo di accogliere in casa li vediamo di più di tanti amici e parenti. Sono delle presenze costanti, quasi “ossessive” per certi versi.
Ma quanto è bello svegliarsi la mattina con lui o lei vicino al letto che scodinzola e non vede l’ora di iniziare la giornata con te? Oppure quando in quelle sere di inverno vi mettete sul divano con la copertina e vi guardano con quegli occhioni teneri perché non desiderano altro che “appiccicarsi” a voi? Certi momenti non hanno prezzo e alle volte con quel pizzico di sano egoismo decidiamo di ritagliarceli senza che nessun altro altro possa interferire. Noi e loro…perché a nessuna delle due parti in causa interessa altro in determinati frangenti. Chi vive tutto ciò non può che definirsi un vero privilegiato.
Sarà amato per l’eternità, anche una volta che loro non ci saranno più. Nessuno si immola per noi come fanno i nostri cani, nessuno sopporta anche i nostri difetti e le nostre mancanze. Per questo un cane “è per sempre”. Perché continueremo a parlare di lui fino alla fine dei nostri giorni, a ricordarlo e a raccontarlo ai posteri come se non fosse mai andato realmente via.

Un amore che va oltre al dolore
Io personalmente ho avuto sei cani in tutta la mia vita e tre di questi sono ancora con me. Ognuno di loro mi ha lasciato in dote qualcosa di diverso e mi ha voluto bene a modo suo. Non posso che dire loro grazie infinitamente. Tutti mi hanno insegnato che si può amare in tanti modi e che certi sentimenti sono reali e tangibili al contrario di quanto vogliono farci credere in questo mondo sempre più fugace.
Ogni tanto mi fermo a pensare a tutti loro, soprattutto quelli che oggi non posso più vedere con i miei occhi rimembrando quegli anni spensierati passati troppo velocemente. Sono sicuro che mi guardano e che mi hanno mandato gli altri tre che attualmente fanno parte della mia quotidianità. Un po’ come nel film “Qua la zampa!” in cui Bailey si reincarna in tanti altri cani fino a ritornare da Ethan, il suo “primo amico”.

Questo articolo è volutamente ispirato e dedicato ad un mio grande compagno di avventure che in queste settimane ha perso il suo caro amico a quattro zampe, anzi una parte di sé. Tieni duro “fratè” che il tuo cucciolo veglierà sempre su di te dall’alto di quel ponte che ha attraversato con il cuore pieno di amore. Quello che nessuno più di te avrebbe potuto dargli.



